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L’evento letterario del decennio è una prima stesura

Retroscena e prime accoglienze di Go Set a Watchman, nuovo romanzo di Harper Lee, il libro più pre-ordinato su Amazon dopo Harry Potter.

15 Luglio 2015

Ha venduto due milioni di copie prima ancora di uscire in libreria, è il libro più pre-ordinato su Amazon dopo Harry Potter e i doni della morte. Go Set a Watchman, uscito negli Stati Uniti lo scorso 14 luglio per i tipi di HarperCollins (in Italia lo pubblicherà Feltrinelli a novembre, con il titolo Va’, metti una sentinella) è il secondo romanzo Harper Lee. Il primo dopo Il buio oltre la siepe, il bestseller del 1960 che rese famosa in tutto il mondo la scrittrice americana classe 1926. Daniel D’Addario di Time l’ha definito «l’evento letterario del decennio». Dopo il successo planetario del suo romanzo d’esordio, che le valse un Pulizter, vendette oltre quaranta milioni di copie e ispirò una celeberrima trasposizione cinematografica con Gregory Peck, Lee si ritirò a vita privata nella sua Alabama. Per mezzo secolo, il silenzio. Poi, nel 2014, l’annuncio: un nuovo romanzo in uscita. Da allora, specie nel mondo anglofono, dove Lee è un’icona, l’hype non si è mai fermato, tra aspettative e polemiche.

Il manoscritto rifiutato e ritrovato
Schermata 07-2457219 alle 12.45.41Go Set a Watchman si svolge nella stessa cittadina dell’Alabama e con alcuni degli stessi protagonisti del Buio oltre la Siepe. Tuttavia non è né un prequel né un sequel del romanzo del 1960 (sebbene tecnicamente sia ambientato vent’anni dopo, da cui la definizione di sequel che è circolata). Piuttosto, era una prima stesura del Buio oltre la Siepe, rifiutata dall’editore. Recita il prospetto su iBooks: «Originariamente scritto a metà degli anni Cinquanta, Go Set a Watchman era il romanzo che Harper Lee aveva sottoposto al suo editore prima del Buio oltre la siepe». Pare che l’editore le abbia consigliato di cambiare radicalmente la stesura, ambientando il romanzo quando la protagonista era bambina e che da lì sia nata l’idea del futuro bestseller. Sempre secondo il prospetto di iBooks «dato per perso, il manoscritto è stato ritrovato alla fine del 2014».

Di cosa parla Go Set a Watchman (spoiler!)
Go Set a Watchman racconta il ritorno in Alabama di una giovane donna che vive a New York e che si trova alle prese con un padre, nonché con un corteggiatore, razzisti. La protagonista è la ventiseienne Jean Louise Finch, cioè la bambina soprannominata “Scout” nel Buio oltre la siepe (il vezzeggiativo compare però anche nel nuovo romanzo), una ragazza sveglia ed emancipata che torna nella cittadina natale per fare visita all’anziano padre malato, l’ultra-settantenne Atticus Finch, ridotto a metà della sua stazza originaria dall’artrite acuta. Il fratello maggiore di Scout, Jem, che nel bestseller aveva un ruolo di primo piano, è morto giovanissimo. Compare un nuovo personaggio, il trentenne Henry, amico d’infanzia di Scout che ora vuole sposarla. Dalle prime recensioni uscite, si può dedurre che sia Atticus che Henry hanno idee retrograde e diverse rispetto a quelle di Jean Louise in tema di diritti civili. Nei primi due capitoli, questo elemento non compare, ma è evidente il disagio della protagonista davanti a un ambiente molto conservatore a cui si era disabituata. Come quando dice al padre «I am oppressed, Atticus» e lui risponde «Then go back to New York and be uninhibited».

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Una nota dell’agente di Lee, Annie Laurie Williams, scritta mentre leggeva il manoscritto di Go Set a Watchman, nel 1957

Sì, Atticus è razzista
Chi avrà letto il Buio oltre la siepe (il titolo originale, To Kill a Mockingbird, viene da una lezione di giustizia impartita da Atticus al figlio Jem: ecco un fucile, non sparare agli usignoli, perché sarebbe ingiusto) o visto il film, avrà notato una grande differenza tra il primo e il secondo romanzo di Harper Lee. Atticus Finch, l’idolo di una generazione di americani, l’avvocato coraggioso che difende un ragazzo nero ingiustamente accusato di stupro e il cui destino è già segnato, l’icona dei diritti civili interpretata da Gregory Peck (nel film è di fatto lui il protagonista, non è così per il libro), insomma, Atticus l’eroe… è in realtà un vecchio razzista. «La rappresentazione di Atticus rende Watchman una lettura inquietante, che disorienterà i fan di Mockingbird », nota Michiko Kakutani, la famosa critica del Nyt. «La differenza è che Mockingbird suggeriva che dobbiamo provare compassione per gli outsider come Boo e Tom Robinson [il pazzo del villaggio e il ragazzo nero falsamente accusato], mentre Watchman ci chiede di metterci nei panni di bigotti come Atticus». Sul Guardian, Mark Lawson commenta: «È l’equivalente di leggere una nuova versione del Giovane Holden visto dal punto di vista di un repubblicano pedofilo»

Perché adesso?
Harper Lee compierà novant’anni il prossimo anno, e vive in una casa di riposo. Per oltre mezzo secolo aveva fatto di tutto per restare lontano dei riflettori: dopo Il buio oltre la siepe, non aveva più pubblicato nulla né rilasciato interviste, fatta eccezione per tre brevi saggi e per un’intervista rilasciata al New York Times nel 2006, in occasione dell’uscita del film Infamous, biopic sul suo amico d’infanzia Truman Capote, in cui Sandra Bullock interpretava la scrittrice. Perché ha scelto di pubblicare Watchman proprio adesso? Alcuni ritengono la versione ufficiale del manoscritto ritrovato poco convincente: sarà stato l’editore a farle pressione, a convincerla a pubblicare un romanzo che per 50 anni lei non ha voluto pubblicare? Persino le autorità dell’Alabama si sono insospettite e hanno avviato un’inchiesta per presunta circonvenzione di incapace, ma poi hanno ritirato le accuse.

Le prime recensioni
Il New York Times ha pubblicato una recensione tiepida, firmata dalla sua penna di punta Michiko Kakutani. Secondo la critica, al secondo romanzo di Harper Lee «manca il lirismo» del primo. Kakutami definisce Watchman un «racconto grumoso» e si domanda come abbia fatto a trasformarsi in un classico del romanzo di formazione, concludendo che si tratta di un caso «interessante per gli studiosi della scrittura». Sul Guardian, invece, una recensione molto positiva: Go Set a Watchman è «una rivelazione e, genuinamente, un evento letterario». Mark Lawson lo definisce «più complesso ma meno avvincente» del Buio oltre la siepe. Non è una cosa negativa: «Non si tratta di inferiorità letteraria, semplicemente è un libro meno gradevole e che si presta meno a essere insegnato nelle scuole»

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