Hype ↓
10:23 mercoledì 18 febbraio 2026
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.
C’è un video girato sul set di Cime tempestose in cui Margot Robbie balla e canta come Kate Bush nel video di Wuthering Heights L'ha condiviso su Instagram il "dialect coach" del film, William Conacher, per festeggiare il successo al box office.
Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».
È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro «Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.

Perché Le forze della terra è diventato una leggenda della letteratura americana

Orville Press porta in Italia l'opera prima di Jo Ann Beard, pubblicata negli Usa nel 1998 e diventata immediatamente un classico.

17 Luglio 2023

Di cosa parla Le forze della terra? Di capelli. Una volta individuato il tema che torna e lega questi testi autobiografici ci possiamo rilassare, si fa per dire. Perché il punto è usare i capelli per entrare nel plasma, nel quarto stato della materia che dà il titolo al racconto più celebre della raccolta. Rifiutato da gran parte degli editori americani, uscì nel 1996 sul New Yorker acquisendo all’istante lo statuto di una leggenda. Intorno alla leggenda istantanea, Jo Ann Beard ha scritto altri capitoli della sua storia che reggono al confronto con l’esordio prodigioso. Insieme compongono un libro unico e struggente. Ti si para innanzi come fosse una persona, avrebbe detto mia nonna.

Il titolo originale è The Boys of My Youth. Per una volta l’editore italiano (Orville Press) non ha fatto la parte dei nostri vecchi distributori cinematografici: non ha scalciato un buon titolo per un’idiozia, s’intende, accattivante. Coscienziosamente si è rivolto all’autrice che ha stanato tra le righe quel “le forze della terra”. In italiano suona meglio del letterale “i ragazzi della mia giovinezza”, se non sei un vecchio distributore cinematografico. Già che siamo in tema, segnalo subito la bella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. Vale sempre la pena ricordare i nostri migliori traduttori, certo è difficile dimenticarne i nomi. Milena Zemira, Ilide Carmignani, Abramo di Balmes.

Capelli, si diceva, di bambole, di bambine, di ragazze, dei loro primi amori, capelli di madri, di sorelle, di zie, di cugine, capelli spesso imparentati, capelli schiacciati di mariti durante il weekend, capelli sotto i cappelli, capelli sudati, laccati, asciutti, bagnati, piastrati, cotonati. Infine i cani: così di famiglia che hanno capelli anche loro, più che peli. Bene, cosa può esserci di tanto interessante in questo catalogo tricologico? Chi cerca lezioni di vita in un libro se ne tenga alla larga. Sebbene i capelli, essendo indomabili e più che mai esposti alle forze della terra, ci rivelano la natura di un mondo in cui si lotta per il controllo mentre l’essenziale accade sempre non sorvegliato.

«Come stanno i capelli?», chiede ossessivamente una cugina all’altra cugina, le ragazze sono in macchina, stanno andando a un concerto. Non si tratta solo di insicurezza, di isteria tardo adolescente, di nostalgia. I capelli fanno il comodo loro, ci piaccia o meno. Abbiamo bisogno degli altri, sempre, di testimoni che ci aiutino a vedere ciò che noi non possiamo vedere e viceversa.

Le forze della terra è una love letter ai compagni di strada, dove un destino ha molti inquilini. Le alleanze indotte dalle circostanze contano quanto le affinità elettive. Senza rammarico, né rassegnazione. Il paesaggio di Jo Ann Baerd è radicale e ultra americano: l’individualismo è una patetica chimera, mentre l’adorato isolamento, il culto dello spazio personale e dei confini, valgono eccome, ma hanno bisogno di complici per sostenere l’impatto con quel magma indistinto che ci tira dentro la dimensione fisica della vita, per i capelli. Appunto: come stanno i capelli? Non è un capriccio, ma questione di vita o di morte.

In questa prospettiva reggono affiancate vicende dal peso specifico molto diverso: uno shooting nei corridoi di un dipartimento di fisica dell’Iowa – trauma comunitario di cui Jo Ann Beard è stata testimone e che è al centro del racconto “Il quarto stato della materia” può convivere con la cronaca di una sera passata a casa dei nonni, in cui Bonanza, il solito Bonanza, all’improvviso fa tristezza, è insostenibile. L’impasto è lo stesso, siamo immersi nella medesima materia. L’elusivo stato che avvolge il pianeta, proteggendolo da forze cosmiche, ha tratti di consanguineità che imparenta una strage a un magone, l’uomo agli astri, un’invasione di scoiattoli ai fili d’erba brucati, forse, dalle fan dei Beatles. Beard è una sexy, la sua scrittura accende tutti i sensi, compreso quello dell’umorismo. L’umorismo nudo e crudo che non si avvale di battute, ma di gesti, di chi è cresciuto accanto a tosatori di pecore.

L’esperienza mi ha insegnato che per conquistare eventuali lettori è bene restare seri. Dunque certe atmosfere di rischio incombente ricordano The White Album, Joan Didion. Non c’è bisogno di sottolineare l’influenza di quest’opera su qualsiasi “sguardo” scrivente, non solo statunitense e non solo femminile. L’allarme di Didion ha ancora un tratto di servizio, che personalmente apprezzo molto, è un capolavoro di reportage. Messi a confronto, al di là dei risultati e della classicità del primo, non si può non notare lo scarto ulteriore sul fronte dell’intimità che Le forze della terra impone al lettore. Al centro di questa prassi narrativa c’è il tema della frontiera, la Didion è arrivata al capolinea, oltre non si può più andare. Mentre la Beard ha rovesciato la linea di confine: lo spazio da conquistare non è fuori, laggiù, ma dentro qualcosa che è comunque un corpo, astrale, planetario, non importa. Al cinema è successo molto prima, con Alien.

Concludendo queste bollenti riflessioni, prima di implodere, aggiungerei l’importanza della noia come stato conoscitivo. Quando ci si annoia si fanno scoperte fondamentali. Nel paesaggio suburbano di Beard la noia è declinata fino allo spasimo. Dall’infanzia alla vecchiaia il filtro della noia aiuta a vedersi in una cornice larga in cui si respira il sospetto che l’evidenza delle cose sia un mistero. Confesso che non posso essere obiettiva nel consigliarvi la lettura di un libro in cui si legge: «A tre anni la mia relazione più riuscita era con Hal, un bambolotto maschio. Hal aveva capelli castani sagomati, un viso di vinile sorridente e due completi. La cosa stupenda di Hal era che oltre a essere il mio amico era anche il mio schiavo». Oppure: «Adoriamo Dave Anderson. Lo stiamo a guardare così tanto che ci viene sonno, e allora lo chiamiamo al telefono». Beard è più alla buona di Didion, meno prolifica di Joyce Carol Oates. Come molte voci inafferrabili è sempre più e al tempo stesso meno di qualcun altro. Un’eco senza sorgente. Dimenticavo il mio intento iniziale, per quel che vale: convincere anche i calvi a procurarsi una copia di Le forze della terra. Leggendolo possono illudersi di avere il bicchiere mezzo pieno.

Articoli Suggeriti
Il nuovo trend di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta

Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro

A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».

Leggi anche ↓
Il nuovo trend di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta

Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro

A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».

È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno

Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.

L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro

«Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.

Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma

Il film sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».

Per Federico Frusciante il migliore dei mondi possibili era quello in cui si parla sempre e solo di cinema

È morto a 52 anni uno degli youtuber più famosi d'Italia, un "anti-critico" che aveva iniziato con una piccola videoteca a Livorno ed era arrivato ad avere un pubblico di migliaia e migliaia di appassionati.