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01:31 sabato 14 marzo 2026
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

Le città più bike-friendly del mondo

05 Gennaio 2016

Il governo dell’Olanda, un Paese che ha fatto dell’essere bike-friendly una sorta di brand, spende ogni anno l’equivalente di 30 euro per abitante in costruzione e manutenzione di piste ciclabili. Come segnala il Guardian, l’autunnale spending review pubblicata dal governo inglese ha invece tagliato, e molto, la possibilità di spesa dello stesso: con il 2021 come obiettivo, l’iniziale investimento di almeno 10 sterline per abitante/anno è stato ridotto a 1,40. Come è noto, sono i Paesi del Nord Europa i più propensi a utilizzare i pedali per viaggiare nei centri urbani: a Copenhagen, ad esempio, il 50% degli spostamenti interni sono effettuati su bicicletta. Non è un caso se proprio la design company danese Copenhagenize ha, dal 2011, indetto un “index” biannuale per valutare le città più bike-friendly del mondo.

La classifica, basata su criteri come finanziamenti comunali alle ciclabili, efficienza delle infrastrutture, integrazione negli usi della popolazione, è uscita da pochi giorni e vede, nel mondo, una grande prevalenza di città europee. La medaglia d’oro va proprio alla capitale danese, Copenhagen, seguita da Amsterdam. È la prima volta che le prime due posizioni si invertono dal 2011, ma le due città sono da sempre state sui gradini più alti del podio. Al terzo posto (come nel 2013) c’è Utrecht, seguita da Strasburgo (4), Eindhoven (5), Malmö (6), Nantes (7), Bordeaux (8), Anversa (9), e infine Siviglia a chiudere la top 10.

Amsterdam, Bicycle City

In undicesima posizione si continua con la Spagna, grazie alla presenza di Barcellona, poi Berlino (12), la new entry Lubiana (13), e la sorprendente Buenos Aires al quattordicesimo posto. Dell’Italia non c’è traccia, nonostante i grandi miglioramenti di Milano negli ultimi quattro anni. Le ultime sei posizioni sono occupate da Dublino (15), Vienna (16), Parigi (17), Minneapolis (18), Amburgo (19), Montreal (20). Rispetto all’index precedente, datato 2013, escono dalla classifica le giapponesi Tokyo e Nagoya, oltre a Rio de Janeiro e Budapest.

Il successo di Copenhagen è spiegato da un dato particolarmente significativo: in città si contano 5,2 biciclette per ogni automobile. Chi non se la cava affatto bene, invece, sono le grandi metropoli asiatiche e africane: si calcola che a Pechino la popolazione che utilizza una bicicletta è calata dal 60% del 1986 al 17% del 2010.

Nelle immagini, biciclette ad Amsterdam (Mark Dadswell/Getty Images)
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