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00:39 giovedì 8 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

Il costo economico di una catastrofe

14 Settembre 2015

Cosa accadrebbe se la borsa di Taipei venisse colpita da un crollo del mercato? E se New York subisse un cyber-attacco? Quale sarebbe il costo economico di una pandemia a Hong Kong?
Il Lloyd City Index 2015-2025 ha risposto a queste domande stilando una classifica delle città il cui Pil sarebbe più colpito da catastrofi naturali o causate dall’uomo. Sono state prese in considerazione 301 città, selezionate per la loro grandezza e l’ammontare dei loro asset, finanziari e non.

Il rapporto si basa su casi studio di eventi che hanno arrecato considerevoli danni economici ai paesi che li hanno subiti, come il default argentino o il disastro nucleare di Fukushima del 2011. Vengono quindi individuate 18 tipologie di minacce: dai terremoti alle esplosioni vulcaniche, dagli attacchi terroristici alle crisi petrolifere o ai crolli del mercato. Proprio questi ultimi sono stati classificati come i più pericolosi.

Con il dataset della ricerca, Louis Alexander Doré ha realizzato una mappa interattiva per le prime venti città in classifica, che mostra il totale (in miliardi di dollari) di Pil locale a rischio in ogni centro urbano, considerata la somma delle minacce a cui è esposto.

Come riportato dall’Independent, in caso di crollo del mercato lo studio stima una potenziale perdita per il Pil mondiale di 1.05 milioni di miliardi di dollari. Numero di gran lunga superiore ai danni dal secondo evento più rischioso in classifica, la pandemia. L’evento meno preoccupante per l’economia globale pare essere invece lo tsunami.

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In testa alla classifica ci sono tre città asiatiche (Taipei, Tokyo, Seoul) mentre tra le europee la più esposta è Istanbul al settimo posto. New York è quinta.
La ricerca, che si basa su uno studio dell’Università di Cambridge, sottolinea poi come oltre il 91% del totale del Pil mondiale a rischio sia tale a causa di sole 10 città, evidenziando anche come le economie emergenti siano quelle che hanno più da perdere e come la globalizzazione abbia ampliato l’effetto di alcune minacce – la cyber-guerra e le tempeste solari, ad esempio.

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