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22:57 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Anche quest’anno, il solito Tommaso Debenedetti ha diffuso la solita fake news sull’improvvisa morte del vincitore del Nobel per la Letteratura

L'autodefinitosi «campione italiano della menzogna» prosegue così la sua lunga striscia di bufale a tema letterario, stavolta la vittima è László Krasznahorkai.

22 Ottobre 2025

Il nuovo Nobel per la letteratura, László  Krasznahorkai, è morto. Così è stato scritto, o meglio, inventato, dal solito Tommaso Debenedetti, in un post X diffuso dall’account @MagvetoHu. L’ex giornalista ha quindi pubblicato la fake news, per poi sparire, tutto secondo il copione. Per ammissione dello stesso Debenedetti, la fake news sull’improvvisa morte del neo Premio Nobel per la Letteratura, e di grandi scrittori e scrittrici in generale, è ormai un format, un’abitudine, quasi una tradizione.

Nel 2020 toccò a Milan Kundera, la cui triste e falsa dipartita fu data tramite un falso account di Petr Drulák, ex ambasciatore ceco in Francia. Poi nel 2022 è stata la volta di Kazuo Ishiguro, di cui scoprimmo la morte su un profilo, ovviamente falso, dell’editore Faber and Faber. Nel 2022 Debenedetti creò l’ennesimo falso profilo per annunciare al mondo la morte di Papa Benedetto XVI. Nell’ottobre del 2023 fece la stessa con Amartya Sen (“ucciso” tramite un fake account della collega, di Sen, non di Debenedetti, economista Claudia Goldin). Nel 2024 crea un profilo falso di Han Kang, dal quale twitta in anticipo i ringraziamenti della scrittrice per aver vinto il Nobel per la Letteratura: un’ora dopo Kang vince davvero il Nobel per la Letteratura, lui cancella post e profilo, non prima però di essersi goduto gli oltre 30 mila repost e i più di 70 mila like. Nel giugno del 2025 fu la volta della notizia fortemente esagerata della morte di Elfriede Jelinek, drammaturga, scrittrice e vincitrice del premio Nobel nel 2024. E arriviamo così a oggi, alla notizia falsa che tutti aspettavano, cioè quella della morte di Krasznahorkai, che invece sta benissimo, per fortuna.

Debenedetti diventa “famoso” nel 2000, quando pubblica la su prima “intervista impossibile” attribuita a Gore Vidal. Il pezzo viene pubblicato da la Nazione, il Giorno e da il Resto del Carlino. In quegli anni, firma decine di altre interviste inventate a scrittori quali John Grisham, Philip Roth, José Saramago. Ma non si limita al mondo della letteratura, tra gli “intervistati” ci sono l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Mikahil Gorbachev e pure il Dalai Lama. Il primo scandalo scoppia nel 2010, quando un articolo del New Yorker rivela come la sua intervista a Philip Roth, pubblicata su Libero, fosse completamente inventata: da “famoso”, Debenedetti diventa così famigerato. Roth stesso smentisce le frasi riportate. Nello stesso anno, Debenedetti in una intervista a El País dichiara: «Mi piace essere il campione italiano della menzogna. Credo di aver inventato un nuovo genere». E nell’intervista aggiunge che spera di pubblicare nuovi falsi, raccoglierli in un libro «naturalmente, con una prefazione di Philip Roth».

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