Hype ↓
21:32 giovedì 2 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Lars Von Trier è stato ricoverato in un centro di cura per il Parkinson

13 Febbraio 2025

«Lars al momento si trova presso una struttura che può fornirgli le cure di cui ha bisogno», ha scritto in un post Instagram Louise Vesth di Zentropa, la società di produzione fondata da Lars Von Trier nel 1992. Vesth ha precisato anche che non ha intenzione di fornire ai media nessun altro dettaglio, nonostante in Danimarca le ricostruzioni di questa vicenda si stiano facendo morbose. Si è limitata a dire che Von Trier «sta bene, date le circostanze» e che in futuro alternerà periodi in cui vivrà nella sua residenza privata ad altri in cui resterà nella suddetta casa di cura.

Von Trier aveva rivelato di essere affetto dal morbo di Parkinson nel 2022. In un’intervista concessa a Variety nello stesso anno aveva raccontato che, con grande fatica, era riuscito ad accettare il fatto di avere «una malattia che non può passare; quello che si può fare è tenere sotto controllo i sintomi. Mi devo solo abituare al tremore e a non provare vergogna quando sto in pubblico. E poi andare avanti, perché che altro posso fare?». Nonostante la malattia, Von Trier ha sempre detto di avere le forze per girare almeno un altro film. Nello scorso settembre era arrivata la notizia che il Danish Film Institute aveva erogato un finanziamento di 1.3 milioni di euro per quello che avrebbe dovuto essere il prossimo film di Von Trier, After.

Articoli Suggeriti
Dai margini, per gli outsider, contro il mainstream: per Carrier la musica o è underground o non è

Guy Brewer ha costruito una carriera intera ai margini. Con Carrier arriva al Nextones 2026, in una cava in una valle lontana da tutto, e spiega perché quella distanza tra centro e mergine è sempre stata la sua casa.

Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film

Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.