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15:52 giovedì 15 ottobre 2026
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Conosci la cantante italiana Mina?», ha chiesto all'intervistatrice. «È un’artista emersa negli anni Sessanta, capace di mantenere una carriera per decenni e ancora oggi in vita. Sono davvero innamorato della sua musica». Il nuovo album esce il 16 ottobre.
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e va innaffiato Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.

Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo

Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.

02 Ottobre 2026

Nella guerra della Russia contro l’Ucraina ci sono bersagli che non compaiono nei bollettini militari: uno di questi sono i libri. Secondo quanto riporta Literary Hub, che cita la BBC, gli attacchi russi hanno distrutto un terzo di tutti i libri stampati in Ucraina quest’anno. I numeri, ricostruiti dall’Associated Press, sono questi: 13 milioni di libri andati perduti in appena due mesi, durante l’estate, per un danno stimato dal ministero della Cultura ucraino in almeno 39,3 milioni di dollari. Il New York Times parla addirittura di 15 milioni di volumi distrutti negli ultimi mesi. Più di quaranta case editrici e diverse librerie hanno subito danni, e secondo Iryna Baturevych, cofondatrice della rivista di settore Chytomo, è «qualcosa di mai visto nella storia dell’Ucraina indipendente».

Il colpo più duro è arrivato il 1° agosto a Kharkiv, quando due droni Shahed hanno centrato il magazzino principale di Ranok, una delle più grandi case editrici del Paese, specializzata in libri per bambini e scolastici. L’incendio è andato avanti per quasi una settimana e si è portato via circa 8 milioni di libri, tra cui 620 mila libri di testo destinati alle scuole. Il direttore generale Viktor Kruglov ha raccontato di aver visto l’acciaio bruciare e il tetto crollare, e ha spiegato che alla casa editrice serviranno almeno tre-cinque anni per riprendersi. Nel frattempo Ranok ha chiesto a sette tipografie di ristampare i manuali scolastici andati perduti. Qualche settimana prima, sempre a Kharkiv, un missile aveva colpito la tipografia Konvi: per sostituire la macchina da stampa servirà 1,2 milioni di euro e, secondo la direttrice commerciale Viktoriia Haidai, ci vorranno quattro o cinque anni per tornare alla normalità.

Che non si tratti di danni collaterali lo dice chiaramente la ministra della Cultura ucraina, Tetiana Berezhna: per lei è «una politica deliberata della Russia, perché capiscono che la cultura ci aiuta a resistere». Le conseguenze si vedranno nei prossimi anni: meno soldi per gli autori esordienti, il rischio di chiusura per gli editori indipendenti, la letteratura per l’infanzia in difficoltà, e tempi di stampa che dai tre-quattro mesi di prima potrebbero allungarsi fino a sei o sette. Kruglov la mette così: i libri dovrebbero stare sugli scaffali delle biblioteche e delle librerie, non bruciare nei magazzini, perché sono il fondamento dell’identità ucraina e parte della memoria collettiva del paese. In una guerra che si combatte anche sul terreno della cultura, distruggere i libri significa colpire proprio quella memoria.

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