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14:12 lunedì 5 ottobre 2026
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
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Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
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Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.

02 Ottobre 2026

Nella guerra della Russia contro l’Ucraina ci sono bersagli che non compaiono nei bollettini militari: uno di questi sono i libri. Secondo quanto riporta Literary Hub, che cita la BBC, gli attacchi russi hanno distrutto un terzo di tutti i libri stampati in Ucraina quest’anno. I numeri, ricostruiti dall’Associated Press, sono questi: 13 milioni di libri andati perduti in appena due mesi, durante l’estate, per un danno stimato dal ministero della Cultura ucraino in almeno 39,3 milioni di dollari. Il New York Times parla addirittura di 15 milioni di volumi distrutti negli ultimi mesi. Più di quaranta case editrici e diverse librerie hanno subito danni, e secondo Iryna Baturevych, cofondatrice della rivista di settore Chytomo, è «qualcosa di mai visto nella storia dell’Ucraina indipendente».

Il colpo più duro è arrivato il 1° agosto a Kharkiv, quando due droni Shahed hanno centrato il magazzino principale di Ranok, una delle più grandi case editrici del Paese, specializzata in libri per bambini e scolastici. L’incendio è andato avanti per quasi una settimana e si è portato via circa 8 milioni di libri, tra cui 620 mila libri di testo destinati alle scuole. Il direttore generale Viktor Kruglov ha raccontato di aver visto l’acciaio bruciare e il tetto crollare, e ha spiegato che alla casa editrice serviranno almeno tre-cinque anni per riprendersi. Nel frattempo Ranok ha chiesto a sette tipografie di ristampare i manuali scolastici andati perduti. Qualche settimana prima, sempre a Kharkiv, un missile aveva colpito la tipografia Konvi: per sostituire la macchina da stampa servirà 1,2 milioni di euro e, secondo la direttrice commerciale Viktoriia Haidai, ci vorranno quattro o cinque anni per tornare alla normalità.

Che non si tratti di danni collaterali lo dice chiaramente la ministra della Cultura ucraina, Tetiana Berezhna: per lei è «una politica deliberata della Russia, perché capiscono che la cultura ci aiuta a resistere». Le conseguenze si vedranno nei prossimi anni: meno soldi per gli autori esordienti, il rischio di chiusura per gli editori indipendenti, la letteratura per l’infanzia in difficoltà, e tempi di stampa che dai tre-quattro mesi di prima potrebbero allungarsi fino a sei o sette. Kruglov la mette così: i libri dovrebbero stare sugli scaffali delle biblioteche e delle librerie, non bruciare nei magazzini, perché sono il fondamento dell’identità ucraina e parte della memoria collettiva del paese. In una guerra che si combatte anche sul terreno della cultura, distruggere i libri significa colpire proprio quella memoria.

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