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12:21 giovedì 5 febbraio 2026
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.

La rassegna di Studio per il weekend

Da Super Mario ad Ancelotti, dall'abolizione delle elezioni al self-made man: tante domande e risposte nel consueto best of giornalistico della settimana.

25 Gennaio 2014

Vi siete mai chiesti chi è veramente Bob Dylan? Quando abbiamo cominciato a saltellare nei videogiochi? Quali sono le idee che la comunità scientifica dovrebbe rottamare? Se l’avete fatto, oggi troverete le risposte che cercavate: non ve le forniamo noi, ci hanno già pensato alcune tra le migliori testate del mondo, che come ogni sabato raccogliamo. La consueta salva di buone letture per il fine settimana. Poi non dite che non vi pensiamo mai.

Buona lettura.

“The rise of the jump” – Polygon

Da Donkey Kong a Super Mario, i saltelli hanno riscritto la storia dei videogiochi. Non è un caso che sia un’azione essenziale per noi umani: la storia del comando più importante dei videogame.

“Seven Questions for Bob Dylan” – Esquire

Perché Bob Dylan trascende le concezioni di privacy e “vita da star” e nonostante tutto, più di cinquant’anni dopo, non sappiamo ancora chi sia.

“Watch and Learn” – The Morning News

Cosa succede se si decide di affidare il proprio apprendimento ai tutorial e corsi che si trovano su Youtube?

“The rise of the self-made man, from Don Draper to Li Ka-shing” – The Financial Times

Da Gatsby a Don Draper, passando da veri imprenditori come Shadid Kahn, fenomenologia della figura del self-made man.

“The Lottocracy” – Aeon Magazine

Una modesta proposta per liberarci delle elezioni e lasciare che sia il caso a scegliere i nostri rappresentanti.

“The Six Things That Make Stories Go Viral Will Amaze, and Maybe Infuriate, You” – The New Yorker

Cosa rende un contenuto virale? Una risposta alla domanda che parte da Aristotele e arriva a BuzzFeed.

“Interview: Carlo Ancelotti” – Financial Times

Simon Kuper intervista Carlo Ancelotti. Come si lavora da dipendenti degli uomini più ricchi e capricciosi del pianeta, e fianco a fianco del giocatore più forte.

“The Pleasure and Pain of Speed” – Nautilus

Quale idea scientifica possiamo mandare in pensione quest’anno? Il sito Edge ha posto questa domanda a moltissimi scienziati e studiosi.

 
 

Immagine: particolare della redazione parigina dell’International New York Times (Guillaume Belvèze)

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