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Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Karla Sofía Gascón è stata cancellata dalla campagna per gli Oscar di Emilia Pérez

05 Febbraio 2025

Karla Sofía Gascón passerà alla storia per due motivi. Il primo: è stata la prima donna transessuale a essere candidata all’Oscar per Miglior attrice protagonista (per la sua interpretazione in Emilia Pérez). Il secondo: ha condotto la peggiore campagna di autopromozione nella storia degli Academy Awards e forse di tutti i premi cinematografici di ogni luogo e ogni tempo. Come l’attrice si fosse cacciata nei guai ve lo avevamo raccontato qui. In breve: è una storia di accuse infondate nei confronti di colleghe e di vecchi tweet razzisti. Adesso, a detta di tutti gli addetti ai lavori, commentatori e osservatori, siamo arrivati alla fine della storia: Netflix, distributore internazionale di Emilia Pérez, ha fatto sapere che di Gascón non vuole saperne più nulla. Vale a dire: Netflix non investirà più un dollaro per convincere l’Academy a dare a lei l’Oscar per la Miglior attrice protagonista.

Che vincere un Oscar sia tanto una questione di merito e di cinema quanto di soldi e politica lo sappiamo (ne abbiamo anche scritto, qui). È per questo che tutti, ormai, considerano pressoché azzerate le possibilità di vittoria di Gascón. Non c’entra solo il fatto che la reputazione dell’attrice è uscita fortissimamente danneggiata da tutta questa storia. C’entra il fatto che Netflix non vuole più spendere un soldo per Gascón: l’azienda ha fatto sapere che non pagherà più i viaggi e gli alloggi dell’attrice, non le organizzerà più interviste né la farà invitare a cene ed eventi, nemmeno le pagheranno più la stylist, l’hair stylist, la truccatrice. Niente di niente. Questo significa che Gascón avrà enormi difficoltà a partecipare a eventi importanti per un’attrice che vuole vincere gli Oscar: non sarà al pranzo a cui sono invitati tutti i candidati agli AFI Awards, non sarà ai Critics Choice Awards, ai Directors Guild of America Awards.

In un’intervista concessa alla Cnn, Gascón ha detto che non ha intenzione di rinunciare alla candidatura all’Oscar e di essere vittima di una campagna di diffamazione. Subito dopo, Netflix ha precisato di non aver avuto niente a che fare con l’intervista e che è stata tutta un’iniziativa di Gascón. Nel frattempo, l’Hollywood Reporter racconta che Netflix starebbe prendendo iniziative ancora più drastiche: il nome di Gascón dovrebbe a breve sparire da tutte le comunicazioni interne ed esterne relative a Emilia Pérez e il suo volto dovrebbe essere cancellato anche dalle locandine promozionali del film.

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