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21:21 venerdì 31 luglio 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

La nuova era di Justin Bieber

Un video in cui interpreta Drake e un nuovo singolo (che esce venerdì): breve storia dell'ennesima redenzione di una popstar.

16 Settembre 2020

«Per alcune persone alzarsi dal letto la mattina è un’azione scontata», dice Bieber in una puntata di Seasons, il documentario che racconta il dietro le quinte del suo ritorno, uscito su YouTube a gennaio di quest’anno, «ma è stato davvero difficile per me, in passato, e so che molte persone si sentono allo stesso modo». Durante una delle ultime date del tour di Purpose, abbandonato prima del tempo per «salvarsi l’anima e la salute» (e sparire per diversi anni), Bieber interrogava i migliaia di fan accorsi al suo cospetto: «Ragazzi, avete mai voglia di dormire tutto il giorno? Io sempre. Questa mattina ho premuto sette volte il pulsante snooze».

Conoscendo le sue difficoltà con il momento del risveglio e non solo (la depressione, l’abuso di droghe e i problemi con la giustizia), è confortante vederlo balzare giù dal letto pieno di energia – ma con una boccia di champagne nella mano – nel nuovo video di Drake, vestito Versace dalla testa ai piedi (e poi, in un secondo momento, County of Milan). Forse, a conferirgli quest’inedita voglia di vivere, è il fatto di ritrovarsi finalmente alleggerito dall’immenso peso di interpretare sé stesso (nel video Bieber è semplicemente un “attore” che recita la canzone di Drake), un onere che gli mette l’ansia da quando ha 13 anni. Come raccontava lui stesso in un lungo post su Instagram (sul suo profilo da 147 milioni di follower), è a quell’età che ha iniziato a drogarsi: pillole, lean, Mdma, funghi, canne, di tutto. Di notte, il personale della sicurezza aveva il compito di visitarlo di tanto in tanto per misurargli il battito e controllare che fosse ancora vivo.

Oltre al documentario su YouTube, quest’anno è uscito l’album Changes. In questi giorni Bieber si prepara a sganciare nuova musica. Il singolo si chiama “Holy”, esce venerdì e l’ha lanciato lui stesso con un conto alla rovescia sui suoi social e un link per pre-salvarlo. «New era»: così ha commentato il suo manager, Scooter Braun. C’è anche lui, Braun, nell’esaltante video di Drake, un prodotto così assurdo che potrebbe aver aperto le porte a questa presunta “nuova era”. Come già detto, nel video Bieber si limita a interpretare la “popstar” del titolo, cantando in lipsync e flexando su e giù per la casa, finalmente liberato dal fardello di se stesso. L’intro è molto divertente: dall’iPhone di Drake assistiamo al pressing di DJ Khaled per realizzare il video in velocità. Esasperato dal produttore e preoccupato per i problemi logistici della pandemia, Drake si trova costretto a chiedere aiuto a un suo amico. Justin Bieber, la popstar bianca per eccellenza: una scelta sorprendente, al limite del paradosso. Soprattutto considerando che la fantasia di un “Bieber nero” non è una novità. In un geniale episodio della serie Atlanta, “Nobody Beats the Biebs”, l’attore Austin Crute interpretava il Justin Bieber di quegli anni (era il 2016): un coglione arrogante che molesta una giornalista e piscia a caso in un angolo. Nella puntata, il cui obiettivo era mettere in discussione una serie di stereotipi, il Justin Bieber nero ha gli stessi privilegi di quello bianco: tutti i presenti continuano ad adorarlo perché è giovane e carino, perdonandogli qualsiasi cosa.

Perché se Bieber ha esordito come un bambino prodigio, adorato dai suoi fan – i beliebers (“fedeli”, appunto, quasi martiri, a quei tempi) – ha anche sopportato diversi anni di prese per il culo per la sua voce da bambinetto, i capelli compatti, la faccia effemminata e super infantile (anche quando già cantava di donne). La sua prima trasformazione la racconta bene Amalia Ulman in “The Future Ahead” (2014), un video-saggio sull’evoluzione di Justin Bieber da teenager angelico a maschio bianco eteronormativo. Nel video, «uno studio sull’influenza di internet sulla percezione della mascolinità nella società contemporanea», analizzava il tumulto generato online dalla trasformazione del cantante.

Riassumendo: dopo essere stato bullizzato dal mondo intero (ma ne è valsa la pena: con un patrimonio di 200 milioni di dollari, Bieber è stato l’under 25 più ricco del mondo), tra i 19 e i 21 anni la popstar ce l’ha messa tutta per trovare dei reali motivi per farsi odiare. Nella sua confessione dice che trattava male le donne, online si trovano i suoi mugshot (come dimenticare quello in cui sfodera un bel sorriso?) e i vari procedimenti giudiziari di cui è stato protagonista: aggressione, vandalismo, tentata rapina, risse, guida in stato di ebbrezza, accuse di paternità. Si narra che a un certo punto, esasperato dai gossip sui festini che dava a casa sua, impose ai suoi invitati di firmare una liberatoria in cui si impegnavano a mantenere il più stretto riserbo su ciò che succedeva: chi violava l’accordo era tenuto a versare un risarcimento di cinque milioni di dollari. Forse il post-festa messo in scena nel video di Drake (con le modelle addormentate sul pavimento e tutto il resto) è un omaggio ai famosi festini di Bieber, che per fortuna è sopravvissuto a se stesso, proprio perché, per un certo periodo, ha saputo restare in disparte.

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Dal leggendario "plagio" di Murnau alla serie audio, prodotta da Audible, che verrà presentata durante la prossima Mostra del cinema di Venezia. Sono cento anni che adattiamo, trasformiamo, temiamo e amiamo il vampiro. E il suo fascino non fa che aumentare.

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