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In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.

La nuova era di Justin Bieber

Un video in cui interpreta Drake e un nuovo singolo (che esce venerdì): breve storia dell'ennesima redenzione di una popstar.

16 Settembre 2020

«Per alcune persone alzarsi dal letto la mattina è un’azione scontata», dice Bieber in una puntata di Seasons, il documentario che racconta il dietro le quinte del suo ritorno, uscito su YouTube a gennaio di quest’anno, «ma è stato davvero difficile per me, in passato, e so che molte persone si sentono allo stesso modo». Durante una delle ultime date del tour di Purpose, abbandonato prima del tempo per «salvarsi l’anima e la salute» (e sparire per diversi anni), Bieber interrogava i migliaia di fan accorsi al suo cospetto: «Ragazzi, avete mai voglia di dormire tutto il giorno? Io sempre. Questa mattina ho premuto sette volte il pulsante snooze».

Conoscendo le sue difficoltà con il momento del risveglio e non solo (la depressione, l’abuso di droghe e i problemi con la giustizia), è confortante vederlo balzare giù dal letto pieno di energia – ma con una boccia di champagne nella mano – nel nuovo video di Drake, vestito Versace dalla testa ai piedi (e poi, in un secondo momento, County of Milan). Forse, a conferirgli quest’inedita voglia di vivere, è il fatto di ritrovarsi finalmente alleggerito dall’immenso peso di interpretare sé stesso (nel video Bieber è semplicemente un “attore” che recita la canzone di Drake), un onere che gli mette l’ansia da quando ha 13 anni. Come raccontava lui stesso in un lungo post su Instagram (sul suo profilo da 147 milioni di follower), è a quell’età che ha iniziato a drogarsi: pillole, lean, Mdma, funghi, canne, di tutto. Di notte, il personale della sicurezza aveva il compito di visitarlo di tanto in tanto per misurargli il battito e controllare che fosse ancora vivo.

Oltre al documentario su YouTube, quest’anno è uscito l’album Changes. In questi giorni Bieber si prepara a sganciare nuova musica. Il singolo si chiama “Holy”, esce venerdì e l’ha lanciato lui stesso con un conto alla rovescia sui suoi social e un link per pre-salvarlo. «New era»: così ha commentato il suo manager, Scooter Braun. C’è anche lui, Braun, nell’esaltante video di Drake, un prodotto così assurdo che potrebbe aver aperto le porte a questa presunta “nuova era”. Come già detto, nel video Bieber si limita a interpretare la “popstar” del titolo, cantando in lipsync e flexando su e giù per la casa, finalmente liberato dal fardello di se stesso. L’intro è molto divertente: dall’iPhone di Drake assistiamo al pressing di DJ Khaled per realizzare il video in velocità. Esasperato dal produttore e preoccupato per i problemi logistici della pandemia, Drake si trova costretto a chiedere aiuto a un suo amico. Justin Bieber, la popstar bianca per eccellenza: una scelta sorprendente, al limite del paradosso. Soprattutto considerando che la fantasia di un “Bieber nero” non è una novità. In un geniale episodio della serie Atlanta, “Nobody Beats the Biebs”, l’attore Austin Crute interpretava il Justin Bieber di quegli anni (era il 2016): un coglione arrogante che molesta una giornalista e piscia a caso in un angolo. Nella puntata, il cui obiettivo era mettere in discussione una serie di stereotipi, il Justin Bieber nero ha gli stessi privilegi di quello bianco: tutti i presenti continuano ad adorarlo perché è giovane e carino, perdonandogli qualsiasi cosa.

Perché se Bieber ha esordito come un bambino prodigio, adorato dai suoi fan – i beliebers (“fedeli”, appunto, quasi martiri, a quei tempi) – ha anche sopportato diversi anni di prese per il culo per la sua voce da bambinetto, i capelli compatti, la faccia effemminata e super infantile (anche quando già cantava di donne). La sua prima trasformazione la racconta bene Amalia Ulman in “The Future Ahead” (2014), un video-saggio sull’evoluzione di Justin Bieber da teenager angelico a maschio bianco eteronormativo. Nel video, «uno studio sull’influenza di internet sulla percezione della mascolinità nella società contemporanea», analizzava il tumulto generato online dalla trasformazione del cantante.

Riassumendo: dopo essere stato bullizzato dal mondo intero (ma ne è valsa la pena: con un patrimonio di 200 milioni di dollari, Bieber è stato l’under 25 più ricco del mondo), tra i 19 e i 21 anni la popstar ce l’ha messa tutta per trovare dei reali motivi per farsi odiare. Nella sua confessione dice che trattava male le donne, online si trovano i suoi mugshot (come dimenticare quello in cui sfodera un bel sorriso?) e i vari procedimenti giudiziari di cui è stato protagonista: aggressione, vandalismo, tentata rapina, risse, guida in stato di ebbrezza, accuse di paternità. Si narra che a un certo punto, esasperato dai gossip sui festini che dava a casa sua, impose ai suoi invitati di firmare una liberatoria in cui si impegnavano a mantenere il più stretto riserbo su ciò che succedeva: chi violava l’accordo era tenuto a versare un risarcimento di cinque milioni di dollari. Forse il post-festa messo in scena nel video di Drake (con le modelle addormentate sul pavimento e tutto il resto) è un omaggio ai famosi festini di Bieber, che per fortuna è sopravvissuto a se stesso, proprio perché, per un certo periodo, ha saputo restare in disparte.

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