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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Jeremy Jackson

Smarcarsi da un ruolo non è affatto semplice e può finire male: la storia dell'ex Hobie di Baywatch

15 Agosto 2012

Jeremy Dunn Jackson nasce a Newport Beach in California il 18 ottobre del 1980. Fin da giovanissimo sceglie di interessarsi alla musica e al mondo dello spettacolo. Mentre tra i banchi di scuola fonda la sua prima band dove suona, canta e compone, è il volto di un vecchio spot della Mattel. Nel 1990, all’età di dieci anni, compare nella parte di un giovane Derek Griffin nella famosa soap Santa Barbara. L’anno successivo recita in un vero e proprio film: si tratta di Shout, una sorta di rip off de L’Attimo Fuggente con Heather Graham e John Travolta, illuminato professore di musica nel Texas della metà degli anni ’50. Shout non è proprio quello che si definisce un blockbuster ma permette a Jeremy di farsi qualche contatto. L’incontro che gli cambia la vita è alle porte. Nel 1991 partecipa a un importante casting. Qui batte i rivali Brandon Call e soprattutto un giovane Leonardo Di Caprio e ottiene il ruolo di Hobie, figlio di Mitch Buchannon, nella serie televisiva più vista della storia della televisione americana: Baywatch. In men che non si dica Jeremy diventa una piccola stella tv. Suo padre nella fiction è l’incredibile David Hasseloff, protagonista e produttore della serie. I due instaurano un ottimo rapporto lavorativo e Hasseloff lo vuole al suo fianco per The Bulkin Trail, un film per la tv del 1992. I due condividono anche la passione per la musica: Jeremy porta i suoi demo registrati durante gli anni scolastici ad Hasseloff che decide di farli uscire con la sua casa di produzione, la Hasselhit. Contemporaneamente anche nella serie Jeremy/Hobie comincia a cantare e, in attesa dell’uscita del suo primo album, alcune sue canzoni compaiono nella colonna sonora ufficiale di Baywatch. Jeremy Jackson accompagna i tour musicali europei di Hasseloff e nell’arco di sei anni scrive e pubblica tre album.

Ma dietro a questo successo si nasconde un’anima in pena: Jeremy Jackson, dopo sette stagioni di Baywatch, due film tv spin off e tre dischi, si convince di essere un talento inespresso. Frustrato da un lavoro che gli appare ormai come asfissiante, comincia a drogarsi. Nel 1999 decide di lasciare Baywatch per cercare di smarcarsi da un personaggio che ormai sento troppo stretto, ma le cose non vanno per il verso giusto. Poco dopo viene arrestato per possesso di metanfetamina in un blitz della polizia. Inutile dire che questo non è un ottimo biglietto da visita per chi vorrebbe trovare un altro lavoro e Jackson passa diversi anni senza fare nulla nel mondo dello spettacolo. Nel 2004 prende parte a un pasticcio fantasy gotico intitolato Ring of Darkness, che finisce in men che non si dica nelle ceste dei dvd a 4 euro e 90 nei peggiori ipermercati del pianeta. A partire dal 2006 decide di sfruttare il fatto di essere stato una star di Baywatch e partecipa a una serie di show televisivi dove racconta la sua storia. Si mette a nudo sul The Tyra Banks Show, The E! True Hollywood Story e Child Star Confidential.Parla della sua dipendenza da droga e metanfetamina e si dichiara pulito e sobrio dal 2000. Ma questa inaspettata seconda occasione sfuma piuttosto velocemente.

Nel 2008 compare in rete un sex tape che vede protagonista l’ex stella di Baywatch in compagnia della pornodiva Sky Lopez. Jackson dichiara che è stato obbligato a mettere in vendita il video dopo aver ricevuto serie minacce fisiche da loschi figuri che si presentano come i legali dell’attrice. Il conseguente scandalo blocca ancora la carriera di Jeremy che nel frattempo, abbandonata effettivamente la metanfetamina, decide di cominciare a drogarsi con steroidi. Nel 2011 finisce nel cast del reality Rehab With Dr. Drew, show dove una serie di celebrity, sotto l’occhio delle telecamere, si sottopongono a trattamenti per uscire dalla loro dipendenza. Quest’ultima apparizione riapre per l’ennesima volta le porte del successo per Jeremy Jackson. Al momento ha in curriculum ben quattro film in cantiere. Quattro piccole produzioni tra l’horror da straight to video e la boiata dichiarata, ma evidentemente una speranza per Jeremy c’è ancora.

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