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Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.
La Filarmonica di Berlino lancerà il suo festival letterario e la prima ospite sarà Han Kang Il 7 settembre la scrittrice terrà una lettura della sua nuova opera, La scatola delle lacrime, accompagnata dai musicisti della Filarmonica.

Nella classifica dei peggiori blackout della storia, quello in Spagna e Portogallo si piazza piuttosto in basso

Nonostante abbia interessato 58 milioni di persone, ce ne sono stati altri molto peggiori.

29 Aprile 2025

È andata male ma poteva andare peggio, molto peggio. Il blackout che ieri ha spento Portogallo, Spagna, nord del Marocco e sud della Francia c’era il rischio proseguisse per giorni, come spiegavano ieri le stranite autorità dei Paesi coinvolti. Invece, nel momento in cui scriviamo la corrente è tornata quasi dappertutto, le ore di paura e delirio sono state meno di 24, restano un’infinità di foto e video che somigliano tantissimo a certe scene di Cloverfield o di 28 giorni dopo. Rimane anche la domanda che tutti si stanno ponendo e alla quale nessuno è ancora riuscito a dare una risposta: ma che è successo?

Le aziende energetiche, le pubbliche amministrazioni, i Primi ministri hanno tutti invitato la popolazione alla calma: non lasciamoci andare a teorie del complotto, per favore, la situazione è già grave così com’è. Ovviamente, l’invito non è servito a nulla: un misterioso malfunzionamento, un ancora più misterioso “evento atmosferico avverso” (spiegazione già archiviata come scemenza), un attacco hacker, un sabotaggio del Mossad (sì, c’è chi davvero pensa sia questa la spiegazione di tutto), si è già detto e letto di tutto. E adesso, al fiume già in piena del complottismo si aggiungerà anche l’acqua portata dalle persone che ieri non potevano stare su internet perché mancava la corrente.

Da più parti si legge del peggiore black out della storia. Sicuramente della storia europea, questo sì, ma il Vecchio continente è parecchio indietro nella classifica dei peggiori blackout della storia. Che è una classifica che esiste davvero e si trova facilmente: come per tutto, c’è una pagina dedicata su Wikipedia. I primi dodici posti sono occupati tutti da Paesi del sud est asiatico: il Pakistan compare tre volte, l’India, il Bangladesh e l’Indonesia due. Poi ci sono Brasile, Turchia e Paraguay, e solo dopo arriva il cosiddetto blackout iberico. Per gli appassionati del genere giornalistico “c’è anche un po’ d’Italia”, c’è anche un po’ d’Italia: dopo quello ispano-portoghese, il peggiore blackout della storia europea è quello che avvenne in Italia e Svizzera nel 2003.

Come spesso capita, vagando per Wikipedia senza una meta precisa si scoprono le cose più interessanti. Per esempio: esistono parametri precisi per entrare nella classifica dei peggiori blackout della storia. Quattro parametri, per la precisione. Il primo: se la corrente va via perché lo decide il fornitore del servizio, in questa classifica non si entra. Il secondo: almeno 1000 persone devono essersi ritrovate senza corrente. Il terzo: la corrente deve essere mancata almeno per un’ora. Il quarto: il prodotto della moltiplicazione di persone coinvolte e ore di interruzione del servizio deve essere di almeno un milione. Quando capitano questi incidenti, è sempre utile mettere le cose in prospettiva: il blackout iberico ha interessato 58 milioni di persone, quello del 2012 in India – il peggiore della storia, stando a questa classifica – 620 milioni.

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Tutti i media hanno ripreso un articolo di Reuters sulla vibrazione atmosferica indotta, che però non c’entra niente con il blackout iberico (e forse non esiste)

E infatti Reuters quell'articolo è stata costretta a cancellarlo.