Hype ↓
20:07 martedì 21 aprile 2026
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.
È stato annunciato un altro sequel di Top Gun e ovviamente anche stavolta il protagonista sarà Tom Cruise Del film si sa ancora pochissimo, ma l'unica conferma che importa davvero c'è già: Maverick non va in pensione, nemmeno a 63 anni.

Jean Tinguely e l’arte che fa casino

A Milano, dal 10 ottobre al 2 febbraio, Pirelli HangarBicocca ospita la più grande retrospettiva mai realizzata in Italia dalla scomparsa dell'artista, 33 anni fa: macchine rumorosissime e cacofoniche che all’improvviso prendono vita.

09 Ottobre 2024

Difficile trovare una figura come lui, nell’universo già piuttosto sfaccettato e stravagante dell’arte moderna e contemporanea, perché Jean Tinguely era tanti artisti diversi riuniti in uno solo. Era costruttivista perché era riuscito a mettere in movimento le forme di Malevich, Kandinskij ed Arp. Era anche dadaista, perché come tutti gli esponenti di questa corrente, detestava ogni forma di potere e autorità. Ed era perfino artista pop art, perché come Robert Rauschenberg e Jasper Johns, considerava l’arte una forma di rivolta manifesta, totale e completa. Quasi un atteggiamento politico, senza bisogno di fondare un partito. Ma Jean Tinguely, a cui Pirelli HangarBicocca dedica la più grande retrospettiva mai realizzata in Italia dopo la sua scomparsa avvenuta 33 anni fa, era soprattutto un mago a cui è riuscita un’impresa davvero leggendaria: quella di trasformare il dinamismo in arte.

«Sono un artista del movimento», ripeteva come fosse un mantra. «Ho cominciato facendo pittura, ma mi sono arenato. La storia dell’arte e la scuola di belle arti mi hanno bloccato per molto tempo. Sono rimasto letteralmente intrappolato nei quadri, così ho deciso di introdurvi il movimento». Da allora nulla è stato più come prima. Dalle installazioni statiche si è passati a quelle mobili. Una rivoluzione copernicana. Proprio di questa rivolta, di questa sorta di golpe poetico si parlerà all’Hangar dal 10 ottobre al 2 febbraio, quando i cinquemila metri quadrati delle Navate verranno invasi da un universo effimero, rappresentato da installazioni dai nomi bizzarri come “Méta-Matic”, “Rotozaza”, “Gismo” e “Maschinenbar”. Tinguely le creava assemblando oggetti di scarto, ingranaggi, rottami e materiali recuperati chissà dove. Macchine rumorosissime e cacofoniche che all’improvviso prendono vita, grazie a motori e meccanismi complessi, per urlare al mondo tutto il loro dissenso. Con chi ce l’hanno? Contro il capitalismo, ça va sans dire. Perché l’arte di Tinguely è sia celebrazione che parodia dello strapotere della macchina, simbolo della sovrabbondanza e dello squilibrio dell’economia di mercato.

Le opere, che solitamente appaiono gigantesche (questo almeno è l’effetto che si prova girovagando fra le sale del Museo Tinguely di Basilea), all’interno dello spazio milanese sembrano quasi rimpicciolirsi. Ma attenzione, l’effetto finale è sempre lo stesso: dirompente e catartico. La mostra, curata da Camille Morineau, Lucia Pesapane e Vicente Todolí con Fiammetta Griccioli, teletrasporterà idealmente i visitatori nell’atelier-fabbrica dell’artista svizzero situato a La Verrerie, nel cantone Friburgo. Un luogo visionario, rumoroso e, soprattutto, in continuo movimento. «Ne abbiamo paura perché in esso vediamo la nostra decomposizione, la nostra disintegrazione”, affermava l’artista alla fine degli anni Cinquanta. «Eppure solo nel movimento troviamo la vera essenza delle cose. Oggi non possiamo più credere a leggi permanenti, religioni definite e architetture eterne. L’immutabilità non esiste: tutto è dinamico».

La retrospettiva allestita nell’ex edificio industriale che un tempo era sede di una fabbrica per la costruzione di locomotive è anche l’occasione per riportare alla luce il profondo rapporto che Tinguely ha avuto con la città di Milano. Una liaison piuttosto dangereuse, culminata nel novembre del 1970 con la dissacrante performance chiamata “La Vittoria”. Una vera e propria cerimonia funebre degna dei Monthy Phyton, che consisteva nell’autodistruzione di un fallo dorato alto oltre dieci metri, proprio davanti al Duomo, proprio sotto gli occhi della Madonnina sulle note di “O sole mio”. Lo scopo? Celebrare la fine dei Nouveaux Réalistes, corrente che l’artista aveva co-fondato dieci anni prima a Parigi insieme a Yves Klein.

Macchine che si distruggono da sole, sculture sonore, ingranaggi che producono segni e pittogrammi, ruote idrauliche dagli effetti musicali: non di solo movimento parlerà la mostra milanese. Perché Jean Tinguely è stato anche un uomo che ha amato tanto e che ha formato con Niki de Saint Phalle una delle coppie più colorate ed originali del secolo scorso. L’esibizione negli spazi di via Chiese rende omaggio all’artista francese con l’opera “Le Champignon magique”, scultura a forma di fungo allucinogeno divisa in due sezioni: da un lato c’è una “Nana”, tipica rappresentazione di donna dalle forme voluminose firmata da Niki de Saint Phalle; dall’altro, un uomo col sesso eretto, imbrigliato tra le piante. Queste due parti simboleggiano la complementarità tra i due artisti: «Jean era il movimento, io il colore», aveva spiegato la stessa Niki. A proposito: esattamente nei giorni in cui l’hangar onora Tinguely (nel 2025 ricorrono i 100 anni dalla sua nascita), il Mudec celebra fino al 16 febbraio la sua compagna, grazie ad un’esuberante, polimorfa, tondeggiante retrospettiva organizzata in collaborazione con Niki Charitable Art Foundation. Un po’ come se i due artisti, rimasti innamorati per tutta la vita, proprio non ne volessero sapere di restare lontani l’uno dall’altro.

Articoli Suggeriti
di Studio
Soft Matters, il design che dimentica l’etichetta

Per la Milano Design Week, Secolo e TABLEAU presentano la loro prima collaborazione, Soft Matters. Un progetto che nasce dal prodotto ma si espande fino a diventare spazio, gesto e immaginario condiviso. Tra divani oversize, schiume di scarto e fiori disegnati a occhi chiusi.

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.

Leggi anche ↓
di Studio
Soft Matters, il design che dimentica l’etichetta

Per la Milano Design Week, Secolo e TABLEAU presentano la loro prima collaborazione, Soft Matters. Un progetto che nasce dal prodotto ma si espande fino a diventare spazio, gesto e immaginario condiviso. Tra divani oversize, schiume di scarto e fiori disegnati a occhi chiusi.

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.

Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì

A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.

Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini

E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.

La conoscenza è nemica del desiderio?

Come nasce il desiderio, e quanto può sopravvivere in un rapporto prima di erodersi? Una riflessione e una speranza dell'autrice e critica Nadia Beard, protagonista al Miu Miu Literary Club, “Politics of Desire”.

Il design è questione di contesto

Sono più interessati alla dimensione politica, alla complessità che espande piuttosto che all’estetica e allo styling. Provano a dare una ragione etica al loro lavoro. Dialogo con i fondatori dello studio di design Formafantasma.