Hype ↓
17:59 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

James Ivory, vita avventurosa di uno snob spaventato

Intervista al regista americano, che ci racconta la sua autobiografia, la famiglia, l'educazione cattolica, i film tra New York, Los Angeles, Venezia e Firenze e i giorni in Afghanistan passati a leggere Proust.

07 Dicembre 2021

Durante le vacanze che portano dal Ringraziamento a Natale ho intervistato James Ivory sulla sua autobiografia, Solid Ivory, uscita in America all’inizio di novembre. L’ultima volta in cui l’avevo incontrato, nel 2017 a New York, avevamo parlato della sua carriera e di ciò che ama includere nei suoi film. Oltre al suo portamento principesco e a un sottile senso dell’umorismo, ad animare il suo appartamento dell’Upper East Side erano una serie di oggetti del passato, libri, riconoscimenti e, naturalmente, il Leone d’argento a Maurice ricevuto in occasione della 44esima Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il nostro incontro, lui ha vinto un altro Oscar, questa volta per la sceneggiatura di Chiamami col tuo nome. Durante la nostra conversazione, si trova nella sua casa nell’Hudson, mentre io sono a Santa Monica.

Ho veramente amato questo libro. Penso sia un libro molto importante per i giovani cineasti.
Grazie, sarebbe bello. Spero davvero che lo sia.

Si percepisce questo forte legame con la tua infanzia. Hai frequentato una scuola cattolica, giusto?
Giusto. Mio padre era cattolico ma non il tipo di cattolico che andava a fare la comunione ogni domenica. Era come il presidente Kennedy. Sai quelli che vanno a messa ogni domenica ma fanno la comunione solo a Natale e a Pasqua. E se eri cattolico, la chiesa si assicurava che frequentassi una scuola cattolica, se la tua città ne aveva una. La nostra città ne aveva una, era piuttosto grande. Quindi sono andato in quella scuola, fino alla terza media. Poi ci siamo trasferiti a Palm Springs, perché mia madre aveva un brutto problema di sinusite, e così abbiamo cercato un clima invernale più mite. Solo a quel punto sono stato in grado di andare in una scuola pubblica, che ho adorato. Però ricordo che abbiamo dovuto chiedere il permesso al prete per andare al liceo pubblico. Serviva il suo permesso. Mio padre l’ha ottenuto con la scusa del programma sportivo, che non c’era nella scuola cattolica. In realtà non avevo interesse di alcun tipo per il programma sportivo. Ma per la prima volta mi è stato permesso di andare al liceo pubblico.

Dici anche che tua madre non era cattolica, e non era affatto puritana. Pensi che ti abbia influenzato di più dal punto di vista artistico?
Non puoi mai sapere con certezza questo tipo di cose. Mia madre non era credente, e in effetti nemmeno mia nonna lo era. Anzi credo che mia nonna fosse atea. Sai è difficile dire se mia madre mi abbia inspirato di più. Certamente è sempre stata molto solidale con tutto quello che volevo fare. Anche mio padre lo era. Quando me ne sono andato, per esempio, mi ha sempre supportato. Ha sempre sostenuto la mia decisione di fare film. Direi che da piccolo ero molto più vicino a mia madre, mentre da adulto mi sono avvicinato a mio padre in modo completamente nuovo. Avevamo una relazione, padre e figlio, ma entrambi eravamo adulti. È una cosa molto diversa. Quando il padre e il figlio sono entrambi adulti, ti sembra di avere accesso a un nuovo tipo di mondo.

Capisco perfettamente. E credo che nel libro si percepisca questo cambiamento, e quanto tu abbia amato il tuo rapporto con tuo padre da adulto.
Ci sono molte cose che avrei voluto chiedere a mio padre. Per esempio, una volta mi ha raccontato che Sarah Bernhardt era in tournée negli Stati Uniti, e stava andando a New York per la sua ultima apparizione. Lui era così curioso di questa grande attrice francese di cui tutti parlavano che prese il treno da Londra, lasciando il college, e andò a New York a vederla. Sarah Bernhardt, capisci? E io non gli ho mai chiesto niente. Avrei potuto chiedergli: ti è piaciuto lo spettacolo? Pensavi che fosse una brava attrice? Credi che ne valesse la pena? Io non ho mai fatto queste domande. E la mia mancanza di curiosità al riguardo è semplicemente pazzesca, inspiegabile. Ma così sono, i padri e i figli.

Una storia molto proustiana. A proposito di Proust, mi incuriosisce il fatto che leggessi Dalla parte di Swann in Afghanistan.
Ero a metà lettura, avevo intenzione di leggere l’intera serie. Avevo con me Dalla parte di Swann, e ho continuato a leggerlo, sì.

Nel libro definisci il te stesso collegiale uno “snob spaventato”. Che significa?
(ride) Solo in relazione ai miei gusti. Non con i miei amici. Ho avuto amici di tutti i tipi e ceti sociali.

Hai studiato a USC, e poi ti sei innamorato dell’Italia tanto da voler girare il tuo primo film a Venezia. Qual era la tua personale relazione fra California e Italia? Los Angeles e Venezia non potrebbero essere due città più diverse l’una dall’altra.
Ma è proprio perché sono così diverse che funzionano perfettamente insieme! Ho dovuto frequentare la scuola di cinema perché altrimenti sarei stato arruolato nell’esercito. Erano gli anni della guerra di Corea. Così sono andato a USC. Ma ero determinato a tornare a Venezia. Ho convinto i miei insegnanti che avrei fatto un film su Venezia, invece di scrivere una tesi, come avrei dovuto. Mi dissero: «Va bene – suspense, suspense – ma non chiederci soldi!». Io ho detto che non avrebbero dovuto preoccuparsi perché mi sarei fatto dare i soldi da mio padre. E l’ho fatto. Così sono andato a Venezia, dove ho trascorso l’autunno, l’inverno e buona parte della primavera fra il 1952 e il 1953. Poi sono tornato a Los Angeles. Mi piace Los Angeles. Fondamentalmente, sono nato in California e mi piace la California. E se non vivessi a New York, sono sicuro che vivrei in California. Comunque alla fine la tesi me l’hanno fatta scrivere lo stesso. Una tesi su come avevo girato il mio film a Venezia. Sembrava noioso, ma sono contento di averlo fatto perché è una descrizione esatta di tutta la lavorazione del film. Ho ancora quella tesi. So esattamente dov’è. E forse un giorno qualcuno la leggerà e penserà che, beh, è interessante.

Se potessi salvare solo uno dei tuoi film, quale sarebbe?
Mi piacciono tutti i miei film. Non c’è un solo film che mi penta di aver fatto. Ma un film a cui sono legato particolarmente è Mr. and Mrs. Bridge, con Paul Newman e Joanne Woodward. Potrei dire che è quasi autobiografico. Ci sono molti elementi in comune con la storia della mia famiglia.

Ti è piaciuto lavorare con loro?
Moltissimo. Paul interpretava un padre, e mi ricordava il mio. C’era quell’idea di famiglia. Paul, Joanne e io sapevamo cose che gli altri non sapevano. Voglio dire, abbiamo vissuto la seconda guerra mondiale. In America, ovviamente. Ma noi avevamo vissuto quegli anni, ed è stata un’esperienza interessante. Un altro film a cui sono molto legato è La figlia di un soldato non piange mai, perché mi ricorda i miei anni parigini. Ho vissuto a Parigi quindici anni. E quando ci penso sento una forte nostalgia.

E Firenze?
Io non ero neanche mai stato a Firenze prima di girare Camera con vista. Sinceramente penso sia stato un bene perché avevo uno sguardo fresco sulla città. Vedevo Firenze come la vedevano i miei personaggi, che a Firenze non erano mai stati: per la prima volta.

I tuoi film sono anche una celebrazione della bellezza, in un mondo che sembra averla dimenticata. Pensi che i giovani li capiranno?
Penso di sì. È vero che l’idea di ciò che è bello cambia, ma la bellezza rimane. Mi accorgo che i film che ho fatto venti, trent’anni fa sono molto amati dalla nuova generazione. I giovani che apprezzano i miei film non lo fanno soltanto per la bellezza, ma anche perché le storie che ho scelto di raccontare sono senza tempo, e quindi facilmente relazionabili. Almeno questo è ciò che spero.

Articoli Suggeriti
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Leggi anche ↓
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Con La torta del presidente, Hasan Hadi ci ricorda che il peggiore dei mondi possibili è quello in cui l’infanzia è privata dell’innocenza

Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.

La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto

Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300

È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.

Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk

La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.