E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
È morto Izumi Matsumoto, autore di È quasi magia Johnny
Si è spento a soli 61 anni, a causa di una malattia, Izumi Matsumoto, fumettista autore di Kimagure Orange Road (Capricciosa Orange Road), il manga che ha ispirato il popolare cartone animato conosciuto in Italia come È quasi magia Johnny. Matsumoto aveva diversi problemi di salute che l’hanno debilitato più volte nella sua carriera, costringendolo a rimanere inattivo per curarsi.
Il suo vero nome era Kazuya Terashima, classe 1958, e ha debuttato nel 1982 con una serie intitolata Milk Report, pubblicata sulla rivista Weekly Shōnen Jump. È stato Orange Road, però, il punto di svolta della sua carriera, che uscì nel 1984 e si concluse nel 1987, diventando poi anche un anime televisivo. Come in molti ricorderanno, racconta la storia di un ragazzo che ha degli speciali poteri magici ed è alle prese con un triangolo amoroso con due coetanee. È quasi magia Johnny è arrivato per la prima volta in Italia nel 1989, come sempre pesantemente censurato, ma dal 1996 in dvd e dal 2001 in tv è stato possibile vedere la versione integrale, che conteneva anche alcune scene di nudo o semi nudo.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.