A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Isabella Rossellini potrebbe essere candidata all’Oscar per un’interpretazione di appena otto minuti
Conclave è uno dei film più chiacchierati di quest’anno, un thriller religioso, diretto da Edward Berger e con protagonista Ralph Fiennes, che secondo tutti gli addetti ai lavori sarà la sorpresa ai prossimi Academy Award (in Italia uscirà il 19 dicembre). Sorpresa nella sorpresa potrebbe essere la candidatura all’Oscar di Isabella Rossellini, che nel film ha una parte piccolissima: sette minuti e 51 secondi che però, a quanto pare, bastano e avanzano per una nomination nella categoria Miglior attrice non protagonista. Nomination che sarebbe la prima della sua carriera.
In Conclave Rossellini interpreta sorella Agnes, una suora che si ritrova in mezzo alle lotte di potere che spaccano la Chiesa cattolica impegnata a scegliere un nuovo Papa. Come scrive Clayton Davis su Variety, l’interpretazione «discreta ma potente» di Rossellini ha generato moltissimo “Oscar buzz”. Certo, il pochissimo minutaggio potrebbe essere un problema: nemmeno otto minuti di presenza sullo schermo sono davvero pochi, soprattutto in confronto al minutaggio medio delle candidate al premio negli scorsi anni. Ma ci sono commentatori secondo i quali questo potrebbe rivelarsi addirittura un vantaggio: la categoria Miglior attrice non protagonista, in fondo, nasce proprio per premiare questo tipo di interpretazioni.
Ci sono anche un paio di precedenti, tra l’altro, a favore di Rossellini. Nel 2018, Sam Elliott fu candidato al premio per Miglior attore non protagonista per un’interpretazione in A Star is Born che durava poco più di quella di Rossellini in Conclave: otto minuti, secondo più, secondo meno. La stessa cosa successe a Mark Wahlberg, che con i suoi nove minuti in The Departed fu l’unico attore protagonista del film di Scorsese a ricevere una candidatura.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.