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22:38 domenica 16 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Un’intelligenza artificiale ha imparato a bluffare a poker

25 Gennaio 2017

Nessun computer, prima d’ora, aveva mai battuto un giocatore professionista di poker. Da tredici giorni, tuttavia, al Rivers Casino di Pittsburgh, un’intelligenza artificiale sta dando filo da torcere ad alcuni dei migliori giocatori del mondo di Texas Hold ‘Em No Limits, una delle varietà più popolari del gioco di carte, e quella che si gioca al main event delle World Series of Poker, una sorta di all star game del poker organizzato a cadenza annuale.

Il coreano-americano Dong Kim, Jason Les e Daniel McAulay sono tra i professionisti a essersi seduti allo stesso tavolo di Libratus, una macchina sviluppata da alcuni ricercatori della Carnegie Mellon per giocare perfettamente, diciamo. Se le tecnologie artificiali erano già riuscite a battere l’uomo in diverse altre specialità – dagli scacchi alla dama, fino al quiz televisivo americano Jeopardy! – con questa variante di poker il discorso è diverso: si gioca con due carte coperte e senza limiti di puntata, e molto del successo di un giocatore si fonda sul suo intuito, sulle capacità di leggere le intenzioni delle altre persone sedute al suo tavolo.

The No-Limit Texas Hold 'Em World Championship Poker Tournament Round 6

Eppure, Libratus – dal latino per “equilibrato” – a Pittsburgh riesce a vincere: al momento è il giocatore primo nella classifica degli stake (il montepremi accumulato vincendo mani), con un vantaggio di 701,242 dollari sul secondo classificato. Parlando con Wired, Dong Kim venerdì scorso ha dimostrato un certo scoramento: «Fino ad oggi non mi ero accorto di quanto fosse bravo. Mi sono sentito come se stessi affrontando qualcuno che stava barando, che stava vedendo le mie carte. Ma non sto muovendo accuse: era semplicemente un giocatore fortissimo». «È chiaro, a questo punto, che una vittoria netta umana è da escludere», gli hanno fatto eco Les e McAulay.

Uno dei segreti dell’imbattibilità di Libratus è la sua capacità, sottolineata dagli avversari, di cambiare tipo di gioco giorno dopo giorno, e addirittura nel giro di poche mani: il robot è in grado di bluffare con mani forti o molto deboli, di giocare in maniera aggressiva (vale a dire puntando su tutti i piatti, o quasi) o di contenersi, regolandosi in base a ciò che fanno le altre persone. I successi del computer però, dipendono dagli sforzi dei ricercatori che l’hanno creato: Tuomas Sandholm, il professore responsabile del progetto, ha declinato di specificare se il suo team di Carnegie Mellon cambia giornalmente l’algoritmo di Libratus. Ma di certo, mano dopo mano, è riuscito a instillare il dubbio nella mente dei suoi increduli avversari.

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