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14:32 domenica 12 aprile 2026
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

Grazie all’AI si è scoperta l’identità dell’assassino nazista ritratto in una famosa foto della Seconda guerra mondiale

Dopo anni di ricerca, lo storico Jürgen Matthäus è riuscito a dare un nome al soldato fotografato mentre uccide un ebreo in una strage del Terzo Reich in Ucraina.  

02 Ottobre 2025

È una delle foto più celebri della Seconda guerra mondiale, la cui fama è stata a lungo legata ai misteri che la circondavano. Nello scatto si vede un soldato del Terzo Reich che punta la pistola alla tempia di un uomo inginocchiato davanti a lui. Al braccio porta la fascia che il regime imponeva agli ebrei d’indossare in pubblico. Nella foto si vede anche un “pubblico” composto da altri militari nazisti che assistono a questa esecuzione. Per anni si è pensato che si trattasse di una testimonianza dalla strage di Vinnitsa, cittadina ucraina dove i nazisti, negli anni ’40, compirono un massacro, uccidendo migliaia di ebrei e seppellendoli in fosse comuni scavate in fretta e furia. L’uomo che sta per essere ucciso, infatti, è inginocchiato sul bordo di una fossa che contiene già dei corpi. Dopo anni di ricerche, lo storico tedesco Jürgen Matthäus ha definitivamente confutato questa ricostruzione: l’uomo nella foto non è “ultimo ebreo di Vinnitsa”, come era stato ribattezzato dagli storici. Non solo Matthäus  è riuscito a scoprire dove è stata scattata la foto, ma anche l’identità dell’assassino. Il Guardian ha ricostruito l’intera ricerca dello storico, che ha dedicato buona parte dalla sua vita a svelare il mistero di questa foto. 

La foto è stata sì scattata in Ucraina, ma a Berdychiv, non a Vinnitsa. A Berdychiv il 28 luglio 1941 i nazisti passarono una giornata intera a uccidere ebrei, inseguiti e catturati in città. A sparare erano gli uomini delle Einsatzgruppe, gli squadroni della morte comandati da Reinhard Heydrich, uomini inviati lì con lo scopo di “liberare la zona” da partigiani ed ebrei in vista di una visita ufficiale di Adolf Hitler, programmata nei giorni successivi. Alla scoperta del luogo in cui è stata scattata la foto si è arrivati grazie al riconoscimento di tre elementi architettonici che si intravedono sullo sfondo, oltre che a un lavoro di archivio durato decenni e portato avanti anche con l’ausilio del famoso gruppo di open source journalism Bellingcat (il cui fondatore, Eliot Higgins, abbiamo intervistato qui). Queste prime rivelazioni hanno suscitato molto clamore in Germania, ed è proprio grazie a questo clamore che si è fatto avanti un lontano parente dell’assassino ritratto nella foto: il nome suo nome, adesso lo sappiamo, era Jakobus Onnen. Questo lontano parente ha contattato Matthäus, dicendo di essere sicuro che il il soldato nazista della fotografia fosse lo zio di sua moglie. L’uomo ha fornito diverse foto di Onnen e raccontato ancche negli anni ’90 la famiglia aveva distrutto le lettere inviate dal fronte da Onnen.

In questa fase della ricerca è entrata in gioco l’intelligenza artificiale, cruciale per la comparazione delle foto fornite dell’uomo con quella da cui la ricerca è partita, integrando l’una e l’altra con una serie di prove circostanziali che hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che Onnen è davvero l’uomo della foto. Matthäus ha spiegato che si tratta di uno dei primi casi in cui nel suo campo di ricerca l’intelligenza artificiale viene usata per fare “un lavoro di fino” e non per macinare ed elaborare molti dati in poco tempo. La ricerca e la componente umana, ha sottolineato, rimangono però essenziali per questo tipo di scoperte. Il suo auspicio ora è quello di riuscire a dare un nome anche alla vittima ritratta nella foto, una delle tante dell’eccidio nazista in territorio sovietico, dove vennero uccisi più di un milione di ebrei, la gran parte dei quali ancora senza nome. I risultati della ricerca di Matthäus, a ulteriore conferma della credibilità del suo lavoro, sono stati pubblicati nella nota rivista accademica tedesca Zeitschrift für Geschichtswissenschaft (Rivista di Studi Storici).

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