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06:38 venerdì 30 gennaio 2026
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso
Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte “Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.
Zohran Mamdani ha indossato una giacca Carhartt personalizzata molto stilosa per spalare la neve a New York Modello "Full Swing Steel", colore nero, sulla parte interna del collo ricamata la scritta "No problem too big, no task too small".
Werner Herzog ha spiegato il vero significato del “pinguino nichilista”, la scena del suo documentario Encounters at the End of the World diventata un popolarissimo meme Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
In Iran stanno arrestando i medici che hanno curato i manifestanti feriti durante le proteste Almeno nove medici sarebbero stati arrestati come ritorsione per aver curato persone ferite. Uno rischierebbe addirittura la pena di morte.
Blossoms Shanghai, la prima serie tv di Wong Kar-wai, arriva su Mubi il 26 febbraio Dopo il grandissimo successo in Cina, l'opera prima televisiva di Wong Kar-wai arriva finalmente anche in Italia.
C’è un video in cui si vede un altro violento scontro tra gli agenti Ice e Alex Pretti avvenuto 11 giorni prima della sua morte Tre nuovi video rivelano che Pretti era già stato aggredito e ferito da agenti ICE, in uno scontro molto simile a quello in cui poi ha perso la vita.
All’Haute Couture di Parigi, Schiaparelli ha fatto indossare all’attrice Teyana Taylor i gioielli rubati al Louvre Erano però una copia, ricreata per la maison dallo stilista Daniel Roseberry, che ha detto «avevo solo voglia di divertirmi un po'».

Insubordinati

Chi è Eberahard Lange ideatore di The Expert Institute e uno dei 22 protagonisti del servizio di moda del nuovo numero di Studio.

20 Novembre 2012

Quella di Eberhard Lange è una delle 22 storie raccolte che abbiamo scelto per spiegarvi come (e perché) è nato il lungo servizio di moda Insubordinati del nuovo numero di Studio. Dalla provincia di Stoccarda allo skyline di Manhattan passando dal turno di notte in fabbrica al college bostoniano:  racconto di un insubordianto volontario.
Mi chiamo Eberhard Lange – ma tutti mi chiamano Ebi.  Sono cresciuto in una piccola cittadina fuori Stoccarda dove ho vissuto fino ai 15 anni. Viverci mi ha indotto la classica sequela di tensioni che si prova a vivere in provincia, specie se sei uno che non riesce a stare fermo. Così grazie e insieme ai miei genitori ho capito che i tempi erano maturi per andare altrove a studiare e, nel mentre, vedere il mondo. Sapevo che non sarei più tornato indietro. Mi sono trasferito nel Maine, dove ho preso il diploma; mi piaceva la scuola – essere circondato da quel clima di sana competizione che ho ritrovato nel mio lavoro attuale. Dopo il diploma sono stato ammesso al Babson College di Boston. Lì ho imparato come ideare e saper far funzionare una start-up ma soprattutto ho alimentato il sogno di avere il mio business, idea che giorno dopo giorno si è palesata nella testa ed è diventata un’intenzione chiara. Ma sapevo anche che prima avrei dovuto costruirmi in qualche esperienza “nel vero mondo del lavoro”. Sono entrato in Macquarie, la più grande banca d’investimento australiana, negli uffici newyorchesi della divisione Private Equity dove ho imparato come gestire ingenti capitali. Ho seguito interessanti progetti di investimento per compagnie di jet privati, così come per Rossignol, brand di attrezzatura da sci francese che abbiamo rilanciato in soli due anni.

Passati 4 anni presso Macquarie avevo 25 anni. Sapevo che era arrivata l’ora di rimettermi in gioco e iniziare il mio di businiess. Il mio migliore amico ai tempi del college era con me: insieme abbiamo inziato la nostra avventura, The Expert Institute, che è diventato la piattaforma di service per connettere imprese e figure professionali altamente specializzate. Essenzialmente siamo gli uomini “tramite” tra altissimi professionisti che sono leader nei loro settori e compagnie, spesso grandi studi legali e banche, che ricercano esperienza o brevi consulenze. Abbiamo iniziato due anni fa con i nostri soldi, quelli messi da parte nei precedenti anni di lavoro subordinato, e non è sempre stato facile. Ora abbiamo 15 impiegati e portato a termine più di 2mila progetti con circa 800 clienti diversi. Stiamo continuando a crescere rapidamente. Ho scelto New York come città dove vivere e realizzare il mio business perché sono convinto che sia il posto dove se desideri davvero qualcosa lo puoi vedere realizzato. E questo è vero a livello professionale quanto a livello personale.

Ho deciso di essere un insubordinato. Molte persone mi avevano avvisato del rischio che avrei corso, specificandomi quanto fossi ancora troppo poco esperto per iniziare una mia attività in proprio. Ma era il mio sogno fin da quando ero bambino. E sapevo che la vita che volevo vivere sarebbe stata davvero mia solo quando avessi iniziato il mio business. L’ho davvero capito quando il mio ultimo boss alla Macquarie mi chiese di restare: allora ho realizzato che non ero tagliato per il mondo corporate. Forse perché ho iniziato presto a timbrare il cartellino: avevo 15 anni e durante le vacanze scolastiche in Germania, lavoravo dalle 10 di sera alle 6 del mattino in una fabbrica che realizzava componenti plastiche. C’era qualcosa di soddisfacente nel sapere quando un lavoro iniziava e finiva. E quando non ero lì in fabbrica non pensavo un solo minuto al lavoro. Lavoro e vita erano separate, un approccio al lavoro che è rimasto in Europa rispetto allo stile di vita americano. Oggi vivo e lavoro allo stesso tempo – e amo che sia così. La cosa più importante per me è la libertà personale: alzarsi a qualunque ora, in qualunque giorno, e fare quello che davvero desideri. Questo è possibile solo quando sei il boss di te stesso.

Ho molti progetti per il futuro.  Desidero che The Expert Institute continui a crescere e diventi un business fantastico. Abbiamo grandi progetti per renderlo tale e mi piacerebbe, in parallelo, lanciarmi in una nuova avventura, ma solo appena i tempi saranno maturi. C’è spazio anche per obiettivi molto più personali: ho una passione sfrenata per gli sport estremi, dallo sci free-ride all’arrampicata. Di recente ho passato l’estate in Russia a scalare il monte Elbrus, la più alta vetta europea a 5.600 metri. E’ stato incredibile. Ma ci sono molti altre vette da conquistare. In definitiva l’obiettivo è crescere: come imprenditore, atleta, ma soprattutto come uomo. E non fermarsi mai.

Foto di Francesco Nazardo

coordinamento styling Paul Morehouse

giacca DIOR HOMME, camicia e cravatta JIL SANDER

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