Hype ↓
11:14 martedì 31 marzo 2026
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.

Insubordinati

Chi è Eberahard Lange ideatore di The Expert Institute e uno dei 22 protagonisti del servizio di moda del nuovo numero di Studio.

20 Novembre 2012

Quella di Eberhard Lange è una delle 22 storie raccolte che abbiamo scelto per spiegarvi come (e perché) è nato il lungo servizio di moda Insubordinati del nuovo numero di Studio. Dalla provincia di Stoccarda allo skyline di Manhattan passando dal turno di notte in fabbrica al college bostoniano:  racconto di un insubordianto volontario.
Mi chiamo Eberhard Lange – ma tutti mi chiamano Ebi.  Sono cresciuto in una piccola cittadina fuori Stoccarda dove ho vissuto fino ai 15 anni. Viverci mi ha indotto la classica sequela di tensioni che si prova a vivere in provincia, specie se sei uno che non riesce a stare fermo. Così grazie e insieme ai miei genitori ho capito che i tempi erano maturi per andare altrove a studiare e, nel mentre, vedere il mondo. Sapevo che non sarei più tornato indietro. Mi sono trasferito nel Maine, dove ho preso il diploma; mi piaceva la scuola – essere circondato da quel clima di sana competizione che ho ritrovato nel mio lavoro attuale. Dopo il diploma sono stato ammesso al Babson College di Boston. Lì ho imparato come ideare e saper far funzionare una start-up ma soprattutto ho alimentato il sogno di avere il mio business, idea che giorno dopo giorno si è palesata nella testa ed è diventata un’intenzione chiara. Ma sapevo anche che prima avrei dovuto costruirmi in qualche esperienza “nel vero mondo del lavoro”. Sono entrato in Macquarie, la più grande banca d’investimento australiana, negli uffici newyorchesi della divisione Private Equity dove ho imparato come gestire ingenti capitali. Ho seguito interessanti progetti di investimento per compagnie di jet privati, così come per Rossignol, brand di attrezzatura da sci francese che abbiamo rilanciato in soli due anni.

Passati 4 anni presso Macquarie avevo 25 anni. Sapevo che era arrivata l’ora di rimettermi in gioco e iniziare il mio di businiess. Il mio migliore amico ai tempi del college era con me: insieme abbiamo inziato la nostra avventura, The Expert Institute, che è diventato la piattaforma di service per connettere imprese e figure professionali altamente specializzate. Essenzialmente siamo gli uomini “tramite” tra altissimi professionisti che sono leader nei loro settori e compagnie, spesso grandi studi legali e banche, che ricercano esperienza o brevi consulenze. Abbiamo iniziato due anni fa con i nostri soldi, quelli messi da parte nei precedenti anni di lavoro subordinato, e non è sempre stato facile. Ora abbiamo 15 impiegati e portato a termine più di 2mila progetti con circa 800 clienti diversi. Stiamo continuando a crescere rapidamente. Ho scelto New York come città dove vivere e realizzare il mio business perché sono convinto che sia il posto dove se desideri davvero qualcosa lo puoi vedere realizzato. E questo è vero a livello professionale quanto a livello personale.

Ho deciso di essere un insubordinato. Molte persone mi avevano avvisato del rischio che avrei corso, specificandomi quanto fossi ancora troppo poco esperto per iniziare una mia attività in proprio. Ma era il mio sogno fin da quando ero bambino. E sapevo che la vita che volevo vivere sarebbe stata davvero mia solo quando avessi iniziato il mio business. L’ho davvero capito quando il mio ultimo boss alla Macquarie mi chiese di restare: allora ho realizzato che non ero tagliato per il mondo corporate. Forse perché ho iniziato presto a timbrare il cartellino: avevo 15 anni e durante le vacanze scolastiche in Germania, lavoravo dalle 10 di sera alle 6 del mattino in una fabbrica che realizzava componenti plastiche. C’era qualcosa di soddisfacente nel sapere quando un lavoro iniziava e finiva. E quando non ero lì in fabbrica non pensavo un solo minuto al lavoro. Lavoro e vita erano separate, un approccio al lavoro che è rimasto in Europa rispetto allo stile di vita americano. Oggi vivo e lavoro allo stesso tempo – e amo che sia così. La cosa più importante per me è la libertà personale: alzarsi a qualunque ora, in qualunque giorno, e fare quello che davvero desideri. Questo è possibile solo quando sei il boss di te stesso.

Ho molti progetti per il futuro.  Desidero che The Expert Institute continui a crescere e diventi un business fantastico. Abbiamo grandi progetti per renderlo tale e mi piacerebbe, in parallelo, lanciarmi in una nuova avventura, ma solo appena i tempi saranno maturi. C’è spazio anche per obiettivi molto più personali: ho una passione sfrenata per gli sport estremi, dallo sci free-ride all’arrampicata. Di recente ho passato l’estate in Russia a scalare il monte Elbrus, la più alta vetta europea a 5.600 metri. E’ stato incredibile. Ma ci sono molti altre vette da conquistare. In definitiva l’obiettivo è crescere: come imprenditore, atleta, ma soprattutto come uomo. E non fermarsi mai.

Foto di Francesco Nazardo

coordinamento styling Paul Morehouse

giacca DIOR HOMME, camicia e cravatta JIL SANDER

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