Hype ↓
12:23 mercoledì 4 marzo 2026
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.
Il sindaco di Londra ha deciso che Oxford Street verrà pedonalizzata per migliorare la qualità dell’aria ed eliminare gli incidenti automobilistici E sarà una vera pedonalizzazione: niente macchine, autobus, taxi, biciclette, scooter e risciò, potranno accedervi soltanto persone a piedi.
La Spagna è fin qui l’unico Paese occidentale che ha condannato l’attacco di Usa e Israele all’Iran Pedro Sánchez ha detto che «si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso».
Anche gli eredi di Frida Kahlo sono esasperati dalla mercificazione di Frida Kahlo La pro nipote Cristina Kahlo ha pubblicamente espresso la sua frustrazione per la trasformazione dell'artista in un santino commerciale.
Sta riscuotendo grande successo un sito che raccoglie firme per mandare in guerra Barron Trump, il figlio più piccolo di Donald Si chiama DraftBarronTrump.com e lo ha lanciato Toby Morton, ex sceneggiatore di South Park.
Nonostante la guerra sia scoppiata di sabato, l’organo di sicurezza dell’Unione europea si è riunito di lunedì perché nel fine settimana non lavora nessuno Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.

Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra

Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.

04 Marzo 2026

«Una delle notti più brutte, più spaventose della mia vita», così la socialite e influencer – incredibile come al mondo esistano persone la cui esistenza è definita non da una ma addirittura da due parole che non vogliono dire niente – Petra Ecclestone ha descritto la notte in cui il Burj Khalifa è stato evacuato per mettere al sicuro i suoi facoltosi ospiti. Niente più musichette mentre fuori c’è la morte, si potrebbe dire, parafrasando lo sceneggiatore di Boris. E ci mancherebbe se saremo noi a ridere della paura degli influencer che scoprono per la prima volta nella loro beata vita emiratina che fuori c’è la morte. Non saremo noi a farlo perché c’è tutta internet che lo sta facendo per noi. Alle decine di video di influencer terrorizzati e sconvolti che stanno apparendo in queste ore su Instagram e TikTok, le risposte sono tutte una variazione sul tema “ben vi sta”.

«Ma tutti questi adorabili influencer non si erano trasferiti a Dubai perché è il posto più sicuro del mondo. A me non è mai capitato di essere colpito da un missile iraniano mentre andavo al supermercato vicino casa», ha scritto un utente. E ancora: «Non me ne frega niente degli influencer e dei creator che si ritrovano intrappolati a Dubai. Ve lo avevamo detto che era meglio stare lontano da quel pezzo di mondo». E continuiamo: «Tutto d’un tratto Dubai non è più una residenza di cui vantarsi per i wannabe di Instagram». Ma nonostante la sequela di pernacchie con le quali sono state accolte le loro paure – prontamente, ovviamente trasformate in content, ci mancherebbe – gli influencer non si arrendono e anzi, questa ora più buia li sta quasi portando a sviluppare una specie di patriottismo, un affetto orgoglioso e battagliero per il Paese che li ha accolti e che, soprattutto, ha permesso loro di godersi i loro notevoli guadagni senza preoccuparsi di quisquilie come dichiarazioni dei redditi e modelli F24 e fisco in generale. «Amo gli Emirati Arabi e mi sento sempre sicura qui. Per favore smettetela», ha fatto sapere l’australiana Louise Starkey, che dal balcone della sua camera d’albergo ha ripreso uno degli attacchi missilistici con cui l’Iran ha colpito gli Emirati. Siamo certi che il suo imperativo sia arrivato alle orecchie di Trump, di Netanyahu e anche del neo ayatollah, Mojtaba Khamenei, il più famoso nepo baby della Repubblica islamica. Certe cose non dovrebbero succedere qui, sostiene Starkey. E ovviamente i commentatori adesso insistono per sapere: dov’è che dovrebbe succedere, invece?

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Luis Salvi (@luis.victor777)

Ovviamente, non si può trascurare il contributo che a questo sforzo patriottico – probabilmente spiegabile anche con il fatto che negli Emirati Arabi Uniti le critiche al governo sono vietate e punite per legge, l’accusa di “disinformazione” è una da evitare assolutamente  – stanno dando gli influencer italiani. Luis Salvi, che ci auguriamo nessuno di chi ci legge abbia idea di chi sia, ha detto che lui si sente più sicuro a Dubai che in Italia. Si sente talmente sicuro, in effetti, da produrre una notevolissima quantità di contenuti molto informativi sulla situazione a Dubai: reel in cui mangia pane e Nutella – o l’equivalente della Nutella per gli influencer di Dubai, immaginiamo ci sarà una versione cremosa del Dubai chocolate – reel in cui dice di aver chiamato tutte le sue ex per far sapere loro che per lui potrebbe essere la fine, reel in cui se la prende con Big Mama, rea di volersene tornare a casa il prima possibile, dove casa è un posto con una forte pressione fiscale ma una inesistente pressione missilistica. È un peccato non sapere cosa pensano della situazione a Dubai quelli che di mestiere non fanno scemenze su internet. Per esempio, cosa ne pensano i lavoratori che vengono dall’Africa orientale, dall’India, dal Pakistan, dal Bangladesh a costruire alberghi di lusso, lavorando in condizioni di semi schiavitù, senza avere il tempo e le energie di raccontare la loro vita sui social. Chissà se anche loro in questo momento si sentono nel posto più sicuro del mondo.

Il tema sollevato da Salvi, scusateci la dicitura così seria usata per descrivere i reel di un influencer, è ripreso da molti altri nostri connazionali, persone che ovviamente si intendono tutte abbastanza di sicurezza nazionale da poter dire senza paura di essere smentiti che «Dubai è il Paese più sicuro del mondo», dicono tutti. A tanti non è sfuggita una notevole somiglianza tra i messaggi che questi influencer stanno lanciando sui social – in sostanza, va tutto benissimo, non c’è niente da vedere qui, quel missile è caduto lì perché l’emiro voleva che cadesse proprio lì – e la propaganda del governo emiratino. Ma sarà un caso, figuriamoci se gli influencer sono persone che si vendono al primo tiranno che passa, figuriamoci se l’integrità del content può venire meno davanti allo sventolio del vil denaro. Tra una rassicurazione per parenti e amici, un ringraziamento ai follower preoccupati che li contattano per sapere se stanno bene e le immancabili frecciatine agli “invidiosi” che in queste ore li stanno prendendo in giro, possiamo dire che influencer e creator stanno affrontando la più grave crisi della loro esistenza facendo quello che sanno fare meglio. Su tutti e tutte, svetta forse l’influencer britannica Sophia Makin, che vive a Dubai con il marito e due figli. Ha scritto che «non avrei mai pensato che mi sarebbe successo di sentire il suono di una bomba che esplode. Che paura. Omg».

Articoli Suggeriti
Il vecchio Iran muore ma il nuovo non può nascere se non affidandolo ai giovani che hanno sfidato l’ayatollah

Dopo l’uccisione di Khamenei, nessuno sembra avere un piano per l’Iran. Che ne sarà allora della gioventù iraniana, quella a cui Trump si è rivolto per «rovesciare il regime»?

Nonostante la guerra sia scoppiata di sabato, l’organo di sicurezza dell’Unione europea si è riunito di lunedì perché nel fine settimana non lavora nessuno

Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.

Leggi anche ↓
Sta riscuotendo grande successo un sito che raccoglie firme per mandare in guerra Barron Trump, il figlio più piccolo di Donald

Si chiama DraftBarronTrump.com e lo ha lanciato Toby Morton, ex sceneggiatore di South Park.

Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario

Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.

Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana

«Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.

L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori»

E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.

C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo

Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.

Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI

L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.