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16:59 mercoledì 11 marzo 2026
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".

Il rione Monti

30 Giugno 2011

“Il Negroni che guardavi dall’alto e mescolavi/ a fine giugno maturità e aperitivo a Monti” cantano i già classici e favolosi Cani. A Monti, al rione Monti, primo rione di Roma, ci vai a tagliarti i capelli da Contesta, il parrucchiere con le succursali a Miami, New York e Shanghai (e al più esotico e impenetrabile Pigneto); a Monti ci vai per le maglie a righe American Apparel, per le polpettine biologiche del Mia Market, dove forse riesci a iscriverti anche a interessanti workshop tematici (per esempio: sulle frittelle di San Giuseppe, ma solo in stagione). O per la forneria slow food di via Urbana, proprio accanto al ristorantino hi-tech e chilometri zero che porta anche la spesa bio in casa e in ufficio (naturalmente in bici). O per l’asta delle bici usate molto Amburgo e Williamsburgh, la domenica mattina, o per il patinato Mercato Monti. O appunto per bere Negroni (ma più spesso, Spritz) in piazzetta, col tuo Macbook Pro nel bar di Silvana, con l’aria di scrivere cose fondamentali stando invece su Facebook. A volte anche per vedere di incontrare Mario Monicelli, quando c’era. O per assistere ai funerali di Angelino il barbone (santo subito di quartiere, con gli striscioni “un angelo ci ha lasciato”), che aveva il privilegio di dormire in una Tipo posteggiata e non sgomberata davanti alla casa di Giorgio Napolitano.

“Ci vediamo a Monti” adesso andava benissimo. E il primo rione, racchiuso tra via Nazionale e via Cavour, oggi cuore dell’hipsteria romana, un tempo suburra, luogo di lupanari e di bassi, risse e commerci d’ogni genere. Fino agli anni Novanta considerato infrequentabile, non solo da chi aveva scelto d’andare a vivere morettianamente, a Casalpalocco. Sconosciuto ai romani stessi, che quando dicevi Monti rispondevano “Tiburtini?”, scambiando la periferia più trucida con un centro storico che effettivamente era stato trucido anche dippiù, con le sue mignotte e i suoi racket e la sua violenza che non riesce a essere molto contenuta nelle due palestre locali, l’Audace e la Monti, in virile competizione, e a celarsi dietro i wayfarer e le righine American Apparel.

Monti precipitato e concentrato di un ventennio che ha trasformato Roma da sonnacchiosa esotica capitale coloniale a sfasciata e pazza aspirante capitale fighetta, con i suoi musei e le sue archistar, con i suoi Gagosian e i suoi Maxxi e i Macro, molta arte contemporanea e molti acronimi. Nel frattempo, molti “eventi”, molto sviluppo, molti soldi, molti turisti impazziti, molto degrado. Monti lì, sempre al centro, ma adesso incolpevole buco nero di tanta coolness e hipsteria. Vetri rotti e risse, e poi puntuale è arrivata la violenza, quella gaddiana del Pasticciaccio (via Merulana è a cinquecento metri), sfociata qualche sera fa in un delitto tremendo, con un branco di ventenni monticiani a ridurre in fin di vita un ragazzo, a calci e pugni, perché “faceva troppo rumore”. “Roma non è insicura, c’è la cultura della violenza che c’è nelle altre metropoli” ha detto il sindaco Alemanno. “Andrò a New York a lavorare o a studiare. Dirò ai miei genitori che sto male qui a Roma. Vedrai, vedrai, vedrai”, sempre I Cani.

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