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14:31 mercoledì 22 aprile 2026
In Russia adesso le biografie di Bulgakov vengono vendute con un’etichetta che le definisce propaganda a favore della droga Sorte che però non è toccata solo a lui: l'etichetta verrà apposta anche sui libri di Pelevin, King, Palahniuk, Murakami e Steinbeck
La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
Disney sta realizzando per la comunità sorda nuove versioni delle canzoni dei suoi film in cui i personaggi usano la lingua dei segni Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.
La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68 La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.

Perché un libro diventa popolare dopo 20 anni?

I Love Dick di Chris Kraus, pubblicato nel '97, è curiosamente uno dei casi editoriali dell'anno. Viene letto, ma anche socializzato e mostrato come status.

01 Marzo 2016

Nel 1997, la scrittrice e filmmaker Chris Kraus pubblica un volume intitolato I Love Dick. È la storia di una donna di nome Chris che si infatua di un critico d’arte conosciuto durante una cena a cui è presente anche il marito. Gran parte del libro si articola in forma epistolare, fa uso di persone realmente esistenti e usa il pretesto di un’ossessione amorosa per parlare di costruzione della propria identità sessuale e intellettuale, in cui la forza del desiderio viene svincolata dall’oggetto a cui si riferisce.

All’inizio è un po’ come leggere Barthes con un passato da spogliarellista, alla fine fa dire «Chi se ne frega di Barthes»: uno degli aspetti più belli della scrittura di Kraus è la fuga dall’implicito senso di subordinazione nei confronti del pensiero critico maschio e bianco. È il motivo per cui molte lettrici identificano un prima e un dopo la sua scoperta: in termini di educazione sentimentale, I Love Dick è il coronamento ideale di un percorso iniziato a dodici anni con Il diario segreto di Laura Palmer e proseguito a quindici con Memorie di una ragazza perbene.

Il libro vende un numero insignificante di copie nonostante attiri una certa attenzione per via  del triangolo sentimentale che ne è parzialmente al centro– Chris, Dick e il marito Sylvère nel libro corrispondono più o a quello che sono nella vita reale – e negli anni che separano la sua uscita dalla riedizione per il mercato anglosassone, Kraus continua a scrivere libri al limite tra fiction e critica culturale, cerca di finire un film sperimentale su Simone Weil e insegna arte a un pubblico di affezionati che definisce: «ragazzi con la sindrome di Asperger, professori associati che non diventeranno mai di ruolo, ballerine di lap dance, autolesionisti, prostitute».

9781781256473Nel 2015 la casa editrice inglese Profile Books lo rimette in circolazione con una copertina verde brillante – titolo bianco e rosa fluo – e nel giro di qualche giorno I Love Dick campeggia in tutte le librerie indipendenti e istituzionali: è il libro che vedi in mano ad alcune ragazze se prendi l’autobus diretto in quei rimasugli di quartieri intellettualmente significativi di Londra – probabilmente le stesse che l’anno scorso andavano in giro con la tote bag di A Girl is a Half-Formed Thing, dall’omonimo libro di Eimear McBride (mi riferisco a lettrici non perché gli uomini non leggano Chris Kraus o McBride, ma non ne fanno una questione di militanza e sicuramente non sono tra gli artefici del loro successo).

I Love Dick non viene solo letto, viene socializzato, e liquidare questa pratica come vanity reading buono per Instagram significa non solo negare che un libro filosoficamente denso possa essere anche iconico, condannandolo alla stessa marginalità a cui ha cercato di opporsi, ma anche fraintendere quella componente di performance su cui Kraus lavora da sempre, in questo caso invitando i passeggeri della metropolitana o sulle banchine d’attesa a fare un commento. Perché un libro diventa improvvisamente popolare dopo quasi vent’anni?

Molte lettrici identificano un prima e un dopo la sua scoperta

Anche tra la La campana di vetro di Sylvia Plath e la sua trasformazione in un culto trascorre del tempo, ma qui si parla di un ripescaggio che avviene in assenza di morte, martirio e successiva esegesi. Questa combustione accelerata e improvvisa sembra riguardare soprattutto scrittrici, da Joan Didion in Italia e Lucia Berlin ovunque, e confonde anche gli interlocutori più accorti: quando qualche anno fa sono entrata in libreria per comprare Pitch Dark e Speeadboat di Renata Adler, il commesso mi ha chiesto «Is she dead or something?». Avendone venduto un numero sospetto di copie, la scrittrice non poteva essere brava: doveva essere morta. Lo stesso è successo di recente con Clarice Lispector, che è morta davvero e ha il plauso della critica che conta, ma senza il supporto di una determinata comunità di fan probabilmente non sarebbe mai diventata un caso letterario come lo scorso anno.

L’importanza di un libro si misura anche in base alla quantità di testi che è capace di generare, ed è stata una determinata comunità di scrittrici a influenzare la vicenda editoriale di Chris Kraus: si tratta di una sorta di gang non dichiarata, in cui a differenza di quella di Taylor Swift ci si affilia senza approvazione, permesso o rispetto per le gerarchie. Ne fanno parte figure diverse come Sheila Heti, Kate Zambreno, Emily Gould e Leslie Jamison, ma anche lettrici che hanno amato la prima stagione di Girls e meno le altre, che trovano la parabola esistenziale di Rihanna più interessante di quella di Beyoncé e ne scrivono nelle loro dissertazioni accademiche, che collaborano con Adult Magazine, si dichiarano femministe e allo stesso tempo cercano di salvare il proprio femminismo dall’istituzionalizzazione, riconoscendosi nella problematicità individuata da Kraus stessa: «Un uomo può trascendere la propria sessualità. In quanto donna, ci si aspetta che io abbia sempre una posizione sulla mia».

HeroinesNegli ultimi anni, sono diventate una forza editoriale capace di rivitalizzare la scena e salvare intere bibliografie dalle famigerate sezioni dedicate: se libri come I Love Dick ed Heroines di Kate Zambreno hanno abbandonato le periferie degli scaffali e il passaparola riservato agli iniziati, è soprattutto merito loro. Che questo succeda per una sinergia di articoli su pregiate riviste di critica, pezzi informali da blog e tag su Instagram – un campo di forze frammentato ed ellittico ma non per questo meno evocativo e potente – è qualcosa che piacerebbe a Chris Kraus e ben si adatta a libri che mescolano personal essay, micro-analisi del quotidiano e fiction, in cui la rivendicazione di una posizione intellettuale forte non nega il sentimento o la poesia.

L’ultimo libro annoverabile nella categoria è Pond dell’esordiente inglese Claire-Loise Bennet, una storia di frammenti e digressioni sulla solitudine di una donna tra infatuazioni e vita agreste: non sono sicura che l’autrice abbia letto I Love Dick, ma il fatto che lo sospetti è quello che conta, e quando dopo averne letto poche pagine trovo un blurb di Chris Kraus non mi stupisco: diciotto anni dopo, una generazione di autrici ha trovato la madrina inconsapevole e senza aneliti profetici che merita.

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