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In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.

Hayao Miyazaki ha detto che le immagini generate dall’IA sono un insulto alla vita

22 Dicembre 2022

Hayao Miyazaki non è noto per le sue doti diplomatiche né per la tendenza all’understatement. Un esempio abbastanza recente: quando gli chiesero come mai avesse deciso di tornare a lavorare dopo aver annunciato il ritiro nel 2013 – Si alza il vento doveva essere il suo ultimo film – la risposta del maestro del cinema d’animazione fu un conciso, semplice, laconico: «Perché mi andava così». In questi giorni sui social sta girando molto un video in cui Miyazaki dà un’altra prova del suo talento per l’opinione forte. Oggetto della discussione: le immagini generate usando le intelligenze artificiali, software come Midjourney o DALL-E.

https://twitter.com/TofuPixel/status/1602179365034418177?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1602179365034418177%7Ctwgr%5Eae3eb89610af9dc3137d40b8bfe2d50aea22d388%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fscreenrant.com%2Fhayao-miyazaki-ai-art-reaction-video-studio-ghibli%2F

Nel video si vede Nobuo Kawakami, presidente di Dwango, società giapponese che opera nel campo delle telecomunicazioni e dei media, che mostra a Miyazaki le prodezze artistiche di cui l’intelligenza artificiale è ormai capace. Preso dall’entusiasmo per l’arte algoritmicamente generata, Kawakami arriva a dire che secondo lui le intelligenze artificiali concepiranno idee semplicemente inconcepibili per la limitata immaginazione umana. È a questo punto che Miyazaki, impassibile, risponde con i suoi caratteristici modi e toni. Il regista prima si premura di rassicurare i presenti, gli altri partecipanti alla presentazione di Kawakami, del fatto che lui non userà mai questa nuova tecnologia per uno dei suoi film. Dopodiché, Miyazaki scende nel dettaglio e spiega esattamente il perché del suo rifiuto: «Non posso che provare disgusto davanti a tutto questo […] Ritengo questa roba un vero e proprio insulto alla vita», spiega.

Un raggelato Kawakami cerca dunque di salvare il salvabile, di giustificarsi, di spiegarsi. Mentre Miyazaki e Suzuki, un produttore della Studio Ghibli, lo guardano fisso negli occhi, lui cerca di spiegare che mostrando i prodotti della loro intelligenza artificiale non volevano lanciare nessun messaggio. «E cosa volete fare, allora?», chiede a questo punto uno stizzito Suzuki a Kawakami e ad altri due rappresentanti di Dwango. «Costruire una macchina capace di disegnare come gli esseri umani », risponde uno dei tre. «Davvero?!», esclama Suzuki. Il video si conclude con un piano strettissimo sugli occhi di Miyazaki e con una sua lapidaria affermazione: «Sento che ci stiamo avvicinando alla fine dei tempi».

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