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20:32 venerdì 30 gennaio 2026
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.
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Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
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Il guardiano che ha disegnato gli occhi su un’opera d’arte ha raccontato perché lo ha fatto

15 Febbraio 2022

«Ho visto le reazioni della gente davanti a quel quadro, ho visto questo gruppo di ragazzini di sedici o diciassette anni che lo guardavano e si chiedevano perché non ci fossero gli occhi, non ci fosse la bocca, non ci fosse bellezza nelle figure ritratte in quell’opera. C’erano delle ragazze in questo gruppo, sono state loro a dirmi: “Disegnaci gli occhi, tu lavori qui”. Io ho chiesto: “Ma li avete dipinti voi, questi quadri?”. Loro mi ha detto di sì e mi hanno dato una penna. Ho disegnato gli occhi. Pensavo si trattasse dei disegni che quei ragazzi avevano fatto da bambini!», questo il racconto dell’accaduto fatto da Aleksandr Vasiliev, l’uomo diventato suo malgrado famoso per aver disegnato gli occhi sopra l’opera Tre figure di Anna Leporskaya, valutata intorno al milione di dollari, di proprietà della Galleria di Stato Tretyakov di Mosca e ospitato per il tempo di un’esposizione allo Yeltsin Center di Ekaterinburg, il polo culturale dove Vasiliev lavorava. O meglio, dove ha lavorato per un giorno, giusto il tempo di “abbellire” le Tre figure.

Certo, ascoltando il racconto dell’uomo non si può che provare un pizzico di tenerezza e di compassione per lui. Vasiliev ha 63 anni ed è un veterano di guerra: ha combattuto in Afghanistan e in Cecenia, dove ha subìto numerose ferite da arma da fuoco e sofferto traumi ai polmoni e alla testa. Il posto da addetto alla sicurezza allo Yeltsin Center lo aveva trovato grazie all’aiuto dei suoi ex commilitoni, che hanno insistito con lui affinché accettasse, superando la titubanza iniziale. «All’inizio volevo rifiutare, temevo di non riuscire a stare in piedi tutto il giorno (a causa delle ferite alla gamba subite durante gli anni nell’esercito, ndr), senza potermi sedere mai. Ma loro mi hanno detto: se fai anche un turno soltanto, sarai pagato immediatamente. Dunque sono andato a lavorare».

Certo, Vasiliev ha anche confermato, come riporta Artnews, che quell’opera di Leporskaya (e tutte le opere astratte esposte in quel momento allo Yeltsin Center) a lui proprio non piacciono. «Mi hanno fatto una cattiva impressione sin dall’inizio», ha detto. Vasiliev ora rischia una condanna per vandalismo, cosa che implicherebbe una sanzione monetaria, fino a un anno di lavori socialmente utili oppure tre mesi di prigione. Per quanto riguarda i ragazzini che, stando a quanto dice lui, lo avrebbe incoraggiato a vandalizzare l’opera, nei filmati di sicurezza dello Yeltsin Center di loro non c’è traccia.

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