Hype ↓
02:47 lunedì 30 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Storia dei marmi del Partenone e di tutte le volte che la Grecia li ha chiesti indietro

13 Ottobre 2014

Amal Alamuddin, l’avvocato britannico di origine druso-libanese nonché moglie di George Clooney, è anche consulente legale del governo di Atene. La sua missione? ottenere la restituzione dei marmi del Partenone che attualmente si trovano al British di Londra.

In realtà non è affatto la prima volta che la Grecia chiede agli inglesi di restituire i celeberrimi fregi in marmo, che risalgono all’età di Pericle (V secolo a.C.) e che si trovano in mano inglese dal 1810. A quei tempi la Grecia era sotto la dominazione ottomana e l’allora ambasciatore britannico presso l’impero ottomano, Thomas Bruce VII conte di Elgin , appassionato di arte classica, chiese al sultano il permesso di portare in patria alcune statue e decorazioni di suo gradimento. Il conte staccò una parte del fregio e diverse statue del frontone, che furono trasferite a Londra: da allora quella collezione è nota nel mondo anglosassone come “the Elgin marbles”, i marmi di Elgin.

La Grecia, divenuta indipendente dall’impero ottomano nel 1832, immediatamente chiede al governo inglese di restituire le statue e i fregi: la prima petizione ufficiale per la restituzione dei marmi del Partenone risale infatti al 1833.

Invece la prima richiesta da parte di un governo greco democraticamente eletto (cioè dopo la caduta del regime militare nel 1974) risale al  1983, quando l’esecutivo firma una risoluzione su iniziativa dell’allora ministro della cultura Melina Mercouri.

Il governo inglese ha sempre rispedito al mittente le richieste greche. I greci però sostengono che i marmi sono ottenuti illegalmente. Inoltre, sempre secondo i greci, tenerli al British Museum significa esporli al di fuori del loro contesto architettonico originale, snaturandone il significato: le celebri statue infatti si trovavano all’interno del frontone, non erano figure a sé stanti ad altezza uomo. Infine fanno notare che i marmi sono stati danneggiati dal British Museum alla fine degli anni Trenta, a causa di opere di pulizia maldestre.

Gli inglesi però sostengono di essere in grado di conservare meglio i marmi di quanto non potrebbe fare Atene. Inoltre negano che siano stati acquisiti in modo illegale. L’Unesco proibisce esplicitamente l’esportazione di artefatti che fanno parte del patrimonio artistico di una nazione. Tuttavia la convenzione dell’agenzia dell’Onu risale al 1970, dunque a più di 150 anni dopo l’operazione di Elgin.

Nelle immagini: alcune statue provenienti dal frontone del Partenone, messe in mostra al British Museum; un’illustrazione della facciata del tempio, da cui si vedono le disposizioni originarie delle statue (nel frontone) e dei fregi in bassorilievo (tra i capitelli e le colonne)

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero