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17:59 giovedì 16 luglio 2026
Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.
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Per impedire alle AI di rubare i testi altrui, un designer ha inventato un font che le AI non riescono a leggere Si chiama Ghost Font ed è basato su un'illusione ottica, un "trucco" nel quale le intelligenze artificiali cascano il 100 per cento delle volte.
Cicciolina è la protagonista della nuova campagna di Vivienne Westwood Scattata da Juergen Teller nello showroom di Belloni, tra salotti, studi e boudoir, Ilona Staller posa insieme a «un mix di amici e persone selezionate per strada».
Il Partito Comunista Francese ha aperto la sua sede parigina gratuitamente a tutti coloro che non hanno l’aria condizionata a casa «La sede del PCF a Parigi apre le sue porte a tutte e tutti coloro che soffrono il caldo», ha detto Fabien Roussel, segretario nazionale del PCF.
Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha aperto una sede a Firenze, ma siccome su internet la stanno recensendo come fosse una kebabberia, per Google adesso è una kebabberia Ha già quasi trecento recensioni, tra chi consiglia «la salsa alla remigrazione» e chi commenta: «In Generale un buon kebab», con la G maiuscola.
Nel Regno Unito si sono accorti che 9 bestseller su 10 hanno una cosa in comune: una donna che viene uccisa da un uomo Per la precisione, l'84 per cento dei libri più acquistati racconta una storia che comprende una donna che viene uccisa da un uomo.
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.

In Grecia stanno usando i droni per liberare le spiagge occupate abusivamente

18 Luglio 2024

Quello dell’occupazione illegale delle spiagge è un problema che conosciamo bene anche in Italia: un mese fa ne abbiamo discusso con Agostino Biondo dell’associazione Mare Libero, che dall’inizio dell’estate porta avanti una serie di proteste contro gli stabilimenti balneari che continuano a “occupare” le spiagge nonostante le concessioni statali siano scadute da un pezzo. Un problema simile lo hanno anche in Grecia, dove i cittadini hanno deciso di applicare una soluzione piuttosto radicale: sdraio e ombrelloni messi dove non potrebbero stare vengono scovati con i droni, ripresi e segnalati alle autorità competenti tramite un’app.

Il problema, stando a quanto riporta Euronews, riguarda bar, ristoranti e qualsiasi tipo di esercizio commerciale “balneare” che, senza permesso, piazzano sdraio, lettini e ombrelloni sulle spiagge, affittandoli ai bagnanti. Spesso capita anche che queste sdraio e questi ombrelloni vengano piazzati troppo vicino all’acqua: in Grecia infatti vige una legge che impone una distanza di almeno quattro metri tra il mare e qualsiasi postazione. Questo significa anche che non si possono mettere sdraio e ombrelloni su spiagge “profonde” meno di quattro metri. Per far rispettare la legge e proteggere l’ambiente, dunque, i cittadini hanno iniziato a usare i droni e raccogliere segnalazioni attraverso l’app MyCoast, che fornisce agli utenti anche una lista di tutti gli esercizi in regola con i permessi, in modo che non ci siano segnalazioni errate. Fino a ora sono state fatte, tramite droni e app, più di mille denunce e comminate multe per oltre 350 mila euro. Irregolarità e illeciti sono stati scoperti praticamente lungo tutta la costa e in tutte le maggiori isole greche, ma la multa più salata – 220 mila euro – l’hanno pagata i gestori di uno stabilimento illegale sulla spiaggia di Thymari, nel comune di Anavyssos, distante circa un’ora di macchina da Atene.

Il tutto serve a ridurre l’affollamento sulle spiagge greche e, soprattutto, limitare i danni economici e ambientali che da questo affollamento vengono. La legge greca impone che il 70 per cento di qualsiasi spiaggia sia libero, ovvero che non ci siano lettini, sdraio, ombrelloni a pagamento. La percentuale sale all’85 quando si tratta di zone protette per motivi vari ed eventuali, dove la legge impone stringentissime limitazioni anche all’edilizia. Per gli stabilimenti balneari c’è l’obbligo di detenzione di una licenza, che può essere acquistata e rinnovata tramite aste online. Anche i proprietari di regolare licenza, in ogni caso, devono rispettare il limite dei quattro metri e, soprattutto, fornire corrette indicazioni a chi chiede dove si trovi la spiaggia libera.

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