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10:13 mercoledì 19 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Condé Nast non pubblicherà più il magazine di Gwyneth Paltrow

26 Luglio 2018

Come racconta il Guardian, la partnership tra Condé Nast e Gwyneth Paltrow è finita dopo soli due pubblicazioni a causa delle regole imposte dall’editore, troppo rigide per l’attrice. Tutto era cominciato benissimo, con il pieno appoggio della direttrice artistica Anna Wintour, entusiasta dell’idea di realizzare una rivista ispirata Goop, che in principio era la newsletter personale di Paltrow. Nel corso degli anni, i consigli beauty, moda e lifestyle di Goop, tutti improntati alla ricerca di uno stile di vita più “naturale”,  hanno riscosso un tale successo da trasformare l’ex attrice in un’imprenditrice e la newsletter (che nel frattempo è diventata un sito web) in un vero e proprio marchio, con tanto di una sua linea di abbigliamento.

A innervosire l’imprenditrice, come ha raccontato lei stessa al New York Times Magazine, è stata l’abitudine di Condé Nast (più che legittima, aggiungiamo noi) di controllare che tutti i dati riportati negli articoli fossero corretti. Abituata a pubblicare sul sito di Goop interviste con guaritori e professionisti non tradizionali, Paltrow non si era mai preoccupata di verificare se ciò che i suoi intervistati affermavano fosse scientificamente possibile o corretto dal punto di vista medico. Condé Nast, invece, ha insistito perché tutte le affermazioni pubblicate sul magazine cartaceo venissero controllate.

Dopotutto, anche senza fact-checker impeccabili come quelli del New Yorker (qui la nostra intervista a Peter Canby, il capo della squadra del magazine famoso per anche per l’attenzione con cui controlla i dati), è facile farsi venire dei dubbi riguardo a certe “cure” presentate sulle pagine di Goop (un esempio: mangiare o bere nient’altro che latte di capra per otto giorni, con lo scopo di liberare il corpo dai parassiti).

Dopo sole due pubblicazioni cartacee, quindi, Goop e Condé Nast hanno rotto il loro rapporto. La notizia ha generato accese discussioni online: c’è chi accusa Goop di diffondere fandonie, e chi difende le sue proposte alternative. Paltrow ammette di essere stata costretta ad assumere, sempre a malincuore, un fact-checker interno. Ovviamente, grazie a questo tipo di dibattiti sulla veridicità o meno delle cure, il traffico del sito non fa che aumentare.

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