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Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.

Attorno al Golden Gate Bridge è stata installata una rete per impedire i suicidi

04 Gennaio 2024

The Bridge – Il ponte dei suicidi è un documentario del 2006 diretto da Eric Steel che parla proprio del Golden Gate Bridge, il luogo dove, almeno fino ad ora, si registrava il più alto numero di suicidi al mondo. Secondo quanto raccontato da Steel nel controverso documentario – la scelta del regista di utilizzare le riprese di veri suicidi (23, quasi tutti quelli dell’anno 2004, quando se ne sono verificati 24) è stata giudicata immorale e voyeuristica da molti –  la ringhiera del ponte è così bassa che potrebbe essere scavalcata da un bambino di 7 anni. Era da quasi dieci anni che le famiglie delle vittime e altri attivisti chiedevano di installare una barriera di protezione, discutendo con chi non tollerava un’intervento simile su un’opera architettonica così importante. I lavori erano iniziati nel 2018, ma hanno subito molti ritardi. Ora, finalmente, come hanno annunciato diverse testate, tra cui il Guardian, la barriera è stata completata: «Siamo lieti di annunciare che, a partire dall’1 gennaio 2024, il Golden Gate Bridge dispone di una barriera fisica continua installata sull’intera lunghezza della campata di 1,7 miglia», ha comunicato Paolo Cosulich-Schwartz, direttore delle relazioni pubbliche per il Golden Gate Bridge. Golden Gate Bridge Highway and Transportation District, l’entità che sovrintende alla struttura. «La rete sta già funzionando come previsto per salvare vite umane e scoraggiare le persone dal venire sul ponte per farsi del male».

All’inizio la Bridge Rail Foundation (il gruppo composto dai genitori delle vittime nel 2006) ha combattuto per aumentare l’altezza della ringhiera del ponte, una proposta che ha sempre incontrato una ferma e decisa opposizione perché avrebbe bloccato l’ampia vista della baia. Osservando il successo delle reti di protezione in luoghi come Berna, in Svizzera, il gruppo ha suggerito qualcosa di simile: finalmente la loro proposta è stata approvata. Le reti sono posizionate a 6 metri dall’impalcatura del ponte e non sono visibili dalle auto che attraversano il ponte, ma dai pedoni sì. Sono state costruite con acciaio inossidabile e quindi saranno in grado di sopportare l’acqua salata, la nebbia e i forti venti che spesso avvolgono la struttura arancione all’imbocco della Baia di San Francisco. La barriera sta già funzionando come sperato, ha detto Cosulich-Schwartz: quando il progetto si è avvicinato al completamento nel 2023, il numero di persone che si sono lanciate è diminuito di oltre la metà.

Le reti, infatti, non hanno il solo scopo di salvare chi salta, ma anche quello di dissuadere le persone dal saltare: «È una rete metallica in acciaio inossidabile, quindi è come saltare in una grattugia», ha detto all’Associated Press Dennis Mulligan, direttore generale del distretto del ponte. «Non è morbido. Non è di gomma. Non si allunga. Vogliamo che la gente sappia che se vieni qui, e salti, ti farai molto male». I vigili del fuoco nelle contee di San Francisco e Marin verranno addestrati al salvataggio di chi vorrà saltare comunque. Sul ponte, i membri di una pattuglia lavorano incessantemente per individuare le persone che vorrebbero suicidarsi e per impedire loro di saltare. Secondo quanto riportato da Mulligan, l’anno scorso avrebbero dissuaso 149 persone.

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