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04:17 venerdì 6 febbraio 2026
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

Giovani illustratori: Sarah Mazzetti

Ultima intervista agli artisti coinvolti nel progetto New Italian Classic realizzato da Studio per Pitti Uomo 2016 e domani esposto a Firenze.

13 Giugno 2016

In occasione di Pitti Uomo, in programma da 14 al 17 giugno a Firenze, quattro autori scelti da Studio descrivono quattro concetti del nuovo vestire maschile e quattro illustratori danno forma alle loro parole. Per anticipare alcuni temi del progetto, stiamo pubblicando ogni giorno un’intervista a ognuno dei quattro disegnatori coinvolti con un portfolio dei loro lavori che ci piacciono. Sarah Mazzetti lavora a Milano e ha tra i suoi clienti: The New Yorker, The New York Times, Die Zeit, Feltrinelli, Mondadori, Vice US,  IL magazine, Il Sole 24Ore, Link magazine e Rivista Studio.

Ciao Sarah, cos’è per te un classico italiano?

Un elemento particolarmente rappresentativo della cultura italiana e talmente assorbito e digerito in quanto tale al punto da essere diventato un simbolo dell’italianità stessa. Questo nella migliore delle ipotesi, il più delle volte si riduce a un claim vuoto e stantio.

Quali sono i motivi ispiratori del tuo lavoro, le influenze, i maestri?

Non sono in grado di definirli, non credo nell’ispirazione, penso piuttosto che ciò che mi appassiona e che fruisco attivamente entri inevitabilmente a far parte del mio immaginario e del mio lavoro, in questo senso c’è tutto, dai fumetti, al design, all’arte, ai libri. C’è anche da dire che mi annoio molto facilmente di me stessa, del mio lavoro, quindi sono sempre in cerca di punti di vista inaspettati che mi portino verso nuove direzioni.

Che differenze c’è tra i lavoro di illustrazione classico (editoriale) con quello che avete realizzato per Pitti, che ha un rapporto con lo spazio fisico? Quali difficoltà? Quali libertà?

La sfida principale è stata quella di unire luoghi, attività e outfit differenti in un’unica immagine, andare dalla montagna con sciatori, arrampicatori ecc, al bosco con gli esploratori, all’ambientazione lacustre, tenere quindi insieme la necessità di un design, di una composizione forte e la ricchezza di elementi e piccole narrazioni, per così dire. Di solito l’illustrazione editoriale funziona all’opposto, per estrema sintesi e metafora piuttosto che per accumulo, ma a me fa sempre piacere poter uscire da quella struttura di pensiero e fare qualcosa di diverso.

Che rapporto hai con la moda? Come ti vesti? Cosa ti piace indossare?

Mi piace la moda, e più matta è più mi piace, ma odio fare shopping e stare nei negozi. Quello che mi piace vedere e quello che mi piace indossare sono due universi separati per me, non amo assolutamente vestirmi in maniera eccentrica, da buona ex adolescente metallara sono ancora estremamente affezionata al nero e più in generale al monocromo, odio le stampe e i pattern, scelgo gli indumenti sulla base del taglio più che altro e il mio capo preferito in assoluto è il cappotto.

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