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04:47 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Una editorialista del Washington Post è stata licenziata per delle dichiarazioni contro Charlie Kirk

Karen Attiah ha scoperto di essere diventata ex editorialista del giornale proprio dopo aver fatto sui social commenti molto critici verso Kirk.

17 Settembre 2025

L’editorialista del Washington Post Karen Attiah è stata licenziata per presunti riferimenti alla vicenda di Charlie Kirk. Nel suo profilo Bluesky, la giornalista ha fatto riferimento alla “retorica vuota” che denuncia la violenza senza essere seguita da azioni concrete. Uno dei suoi post affermava che parte di ciò che rende l’America così violenta è l’insistenza con cui certe persone sostengono uomini bianchi che diffondono messaggi di odio e violenza. Senza mai citare esplicitamente Kirk, ma facendo evidente riferimento, Attiah ha anche scritto che «non volersi stracciare le vesti e cospargermi il capo di cenere per un maschio bianco che diffondeva messaggi violenti non è la stessa cosa che essere violenti».

Come riporta Cnn, il Post, che sta riorganizzando l’intero dipartimento “Opinions”, si rifiuta di commentare qualsiasi questione coinvolga il proprio personale, al momento. Tuttavia, la biografia di Attiah sul sito è stata modificata indicandola come ex-editorialista  (si legge “era”, un chiaro segnale). Lunedì (15 settembre) Attiah ha scritto in un post sul proprio profilo Substack spiegando come i suoi commenti abbiano ricevuto solo risposte moderate e “sensate”, e quasi nessuna reazione negativa, in nessuna delle piattaforme sulla quali è stato condiviso. Nello stesso post, l’ex editorialista scrive anche che il licenziamento non le impedirà di continuare a esprimere la sua opinione.

Come si legge poi nella pagina del sindacato dei giornalisti del Washington Post, il Washington Post Guild, il licenziamento sarebbe stato ingiusto in quanto la testata avrebbe ignorato le procedure disciplinari previste in questi casi e, cosa ritenuta ancora più grave, sarebbe così venuto meno al proprio ruolo della libertà di parola. Parallelamente, la PEN America (organizzazione che difende la libertà di stampa) ha espresso preoccupazione per i licenziamenti e sospensioni che hanno colpito diversi giornalisti a causa delle opinioni espresse sulla figura di Charlie Kirk dopo la sua morte. Questo, per PEN, rappresenta un precedente pericoloso che va a indebolire il dibattito pubblico in un momento in cui questo dibattito, è più necessario che mai.

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