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19:56 domenica 28 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Le newsletter (e i fan) salveranno il giornalismo?

Casey Newton è solo l'ultimo di una lunga lista: mentre i giornali muoiono o tagliano, sempre più giornalisti offrono servizi "in proprio". Ci siamo fatti raccontare come funziona da un giornalista italiano che ci sta provando.

24 Settembre 2020

Sono abbastanza vecchio da ricordarmi di quanto le newsletter erano quel tipo di mail nelle quali cercavi disperatamente “Unsubscribe”, spesso non trovandolo. E invece, nel 2020, sono il futuro del giornalismo, a quanto pare. Il campione di questa trasformazione è un servizio chiamato Substack, fondato nel 2017 da Hamish McKenzie, già autore di Insane Mode, biografia di Elon Musk, con l’assurda pretesa di «rendere possibile a uno scrittore di cominciare una newsletter facendo soldi con gli abbonamenti».

Substack è stato un successo fin da subito, collezionando in pochi anni una manciata di prodotti editoriali indipendenti e in attivo (BIG di Matt Stoller, Exponential View di Azeem Azhar, la gigantesca Sinocism di Bill Bishop e The Dispatch, vero e proprio giornale con tanto di staff) ma questa settimana ha messo a segno un colpo da maestro con l’acquisto di Casey Newton dal sito di tecnologia The Verge. Nel 2017 Newton aveva iniziato una sua newsletter quotidiana, chiamata The Interface, sul rapporto tra potere, politica e piattaforma. Di mercoledì scorso l’annuncio: il progetto si sposterà su Substack con tanto di nuovo nome (non bellissimo): Platformer. Sarà il lavoro a tempo pieno di Newton.

Vi ricordate la blogosfera, quella costellazione di testatine spesso a tema, anche di nicchia ma con seguito notevole, che esistevano prima che le piattaforme riducessero tutto a una manciata di account social? Ci risiamo, solo che il nuovo habitat naturale di questa conversazione è diventato la casella di posta elettronica, al sicuro dai feed, i troll, i ban, gli hater. Un web un po’ meno aperto, ma più godibile.

L’eterna crisi del giornalismo e il costante taglio di posti di lavoro e speranze lavorative ha sicuramente aiutato il fenomeno, rappresentando per molti l’unica, timida luce in fondo al tunnel. Ma al di là delle miserie settoriali, Substack si inserisce nello Zeitgest della “stan culture”, la forma più fedele e appassionata di fan – o lettore/lettrice, in questo caso – disposta persino a PAGARE per seguire il suo beniamino. Riconoscete il meccanismo? È lo stesso di Patreon e OnlyFans, che hanno sconvolto la carriera di molti “creator” – influencer, youtuber e scrittori – spezzando il tabù tutto digitale del chiedere soldi direttamente al pubblico. Le cose, quindi, si pagano. Che novità!

E in Italia? Proprio lo scorso agosto Il Post ha raccontato l’ascesa di Substack citando tre casi editoriali nostrani: Domani, il quotidiano di Carlo De Benedetti, la newsletter femminista gratuita Ghinea e Link Molto Belli di Pietro Minto. Siccome Pietro Minto sono io, ecco la mia esperienza: ho avviato la versione a pagamenti della mia newsletter poco meno di un anno fa, inseguendo quella luce in fondo al tunnel di cui sopra. È stato difficile e a tratti imbarazzante, per quella forma di vergogna cattolica che mi impedisce di chiedere soldi. Col tempo ho imparato: ora credo di aver trovato il mio ritmo, produco più contenuti esclusivi ogni settimana e promuovo senza pudore la versione a pagamento, conscio di non peccare. Come va? Siamo solo agli inizi e per ora non mi lamento, anche se presumo di avere un budget minore di quello di Domani.

Il ritorno all’abbonamento cambierà le cose, nel giornalismo ma non solo: se da un lato i “creator” digitali stanno costruendo nuove importanti relazioni con la propria fan base, dall’altro siamo di fronte a una ridistribuzione dei poteri destinata ad avere effetti profondi nella nostra cultura. La testata, la star, l’infuencer ha fan sempre più fedeli e ossessionati – ma anche più potenti e influenti. Se il web 2.0 ha permesso a chiunque di trasmettere se stesso – traducendo il vecchio slogan di YouTube –, questa nuova fase conclude il processo, dando sempre più potere al pubblico. Un pubblico presente e attivo, pronto a dare la linea ai progetti che lo appassionano.

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