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In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti
Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
In Germania hanno sviluppato un motore di ricerca che si basa sul più archivio di di tessere del partito nazista del mondo. Il browser è stato creato dal settimanale tedesco Die Zeit, in collaborazione con archivi in Germania e negli Stati Uniti, e con pochi semplici click permette di scoprire se un parente vicino o lontano sia mai stato un nazista. L’operazione, realizzata anche grazie all’AI, ha indicizzato i nomi e cogni di circa 10,2 milioni di iscritti registrati tra il 1925 e il 1945 al NSDAP (Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) e ha portato a una risposta travolgente nel Paese, trasformando la ricerca storica in un’esperienza profondamente personale e, per molti, traumatica.
Ne ha parlato alla Bbc Christian Rainer, ex direttore della rivista austriaca Profil. Rainer ha impiegato pochi secondi per rintracciare il nonno, iscritto al partito appena cinque giorni dopo l’Anschluss del 1938. Per decenni, la verità sull’adesione al nazismo è stata filtrata da omissioni familiari o limitata ai soli profili di alto rango; oggi, questo strumento svela le responsabilità dei cittadini comuni, dei “tedeschi qualunque”. Se per Rainer la ricerca ha avuto un effetto catartico – assolvendo la figura del padre dal sospetto di collaborazionismo con o adesione al nazismo – per altri utenti lo shock è stato terribile, portando al crollo di narrazioni familiari fondate sulla neutralità o sulla resistenza passiva durante il Reich.
Anche la storia della sopravvivenza di questi documenti ha dell’incredibile. Nel 1945, mentre il regime crollava, fu dato l’ordine di distruggere le tessere di iscrizione conservate nel quartier generale nazista a Monaco. A salvarle fu Hanns Huber, direttore di una vicina cartiera. Dopo la resa dei nazisti, le consegnò agli americani. Dopo mezzo secolo al Berlin Document Center e il successivo passaggio all’Archivio Federale tedesco, la pubblicazione dei file online da parte degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti nel marzo 2026 ha permesso a Die Zeit di creare il database facilmente consultabile. A 80 anni dalla fine del conflitto, la tecnologia è riuscita a far luce sulle ombre del passato dimostrando che nessun archivio è mai davvero chiuso finché c’è qualcuno pronto a scoprire la verità, anche se terribile.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.
Questi dieci giorni di viaggio nello spazio ci hanno ricordato perché l'essere umano da sempre tende verso il cielo: perché da lì le miserie e le macerie della Terra non si vedono e l'illusione dell'unità umana diventa verità.