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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
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James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
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Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Il 2025 è l’anno in cui inizia la Generazione Beta

07 Gennaio 2025

Tutti i bambini e tutte le bambine nate dall’1 gennaio 2025 appartengono a una nuova generazione: è stata ribattezzata Beta – per una banalissima questione di successione alfabetica, dato che la precedente si chiama Alfa –  comprenderà tutti i nati da quest’anno fino al 2039, tra quindici anni costituirà il 16 per cento della popolazione mondiale e assisterà al passaggio da questo secolo al prossimo. Figlia dei Millennial più giovani e dei Gen Z più vecchi, la Beta è già descritta come la “generazione dell’intelligenza artificiale”. Così come la Gen Z è stata la prima a nascere e crescere in un mondo di cui internet era parte integrante, allo stesso modo la Beta nasce e crescerà nell’epoca dell’AI.

Anche questa volta, a inventarsi il nome Generazione Beta è stata McCrindle, azienda australiana specializzata, tra le altre cose, in demografia. Stando ai loro ricercatori, la Beta sarà la prima generazione a godere dei benefici dei mezzi di trasporto a guida autonoma, la prima che avrà a disposizione tecnologie sanitarie che si possono indossare come vestiti e la prima che vivrà la realtà virtuale come un aspetto quotidiano della vita. «Nati in un mondo pieno di strumenti tecnologici che restano sempre accesi, vivranno l’amicizia, l’istruzione e il lavoro in un’epoca in cui il digitale è la quotidianità».

Ma la Beta sarà anche figlia e nipote di generazioni che hanno vissuto sulla loro pelle le conseguenze (tremende) dell’abuso della tecnologia, di internet e dei social in particolare. E, per questo, ci si aspetta che sarà anche la prima generazione a subire restrizioni e divieti piuttosto severi, in questo senso. Avvisaglie di questo già si vedono: in Australia hanno vietato l’uso dei social ai minori di sedici anni e in Grecia hanno lanciato un’app per impedire ai giovani di stare troppo su internet.

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