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18:18 venerdì 13 marzo 2026
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.

L’Italia è uno dei Paesi dove c’è meno differenza di retribuzione tra uomini e donne

08 Marzo 2018

In occasione dell’8 marzo si sta tornando a parlare di gender pay gap, ovvero del fatto che le donne sono generalmente meno pagate degli uomini, a parità di orario del lavoro. Per esempio il Guardian ha pubblicato un articolo che, partendo da uno studio recente della confederazione dei sindacati britannici, spiega che nel Regno Unito le donne sono pagate in media il 18 per cento in meno degli uomini, a parità di orario lavorativo. Questo, riassume il Guardian, significa che è come se le donne lavorassero gratis 67 giorni all’anno. Non i tutti i settori, si spiega nell’articolo, il gender pay gap è uguale: nella finanza, per esempio, è particolarmente alto e raggiunge il 35 per cento. Ma come come siamo messi in Italia quanto a gender pay gap? A sorpresa, piuttosto bene. A conti fatti l’Italia è uno dei Paesi dove c’è meno differenza tra retribuzione di uomini e donne.

Come si può vedere dalla tabella qui sopra, in Italia la differenza tra la retribuzione di uomini e donne (lo ricordiamo, sempre a parità di orario) è di circa il cinque per cento. La media europea, invece, è del 16.  I dati contenuti nella tabella riguardano soltanto i Paesi europei e sono presi da Eurostat (potete leggere il report originale qui): sono dati del 2016 e questo spiega la leggere differenza della cifra sul Regno Unito rispetto a quella citata dal Guardian. Il gender pay gap è particolarmente alto in Estonia, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Regno Unito. Altri Paesi che, oltre all’Italia, vantano una relativa uguaglianza retributiva sono Belgio, Lussemburgo e Romania.

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