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17:52 venerdì 24 luglio 2026
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».

L’Italia è uno dei Paesi dove c’è meno differenza di retribuzione tra uomini e donne

08 Marzo 2018

In occasione dell’8 marzo si sta tornando a parlare di gender pay gap, ovvero del fatto che le donne sono generalmente meno pagate degli uomini, a parità di orario del lavoro. Per esempio il Guardian ha pubblicato un articolo che, partendo da uno studio recente della confederazione dei sindacati britannici, spiega che nel Regno Unito le donne sono pagate in media il 18 per cento in meno degli uomini, a parità di orario lavorativo. Questo, riassume il Guardian, significa che è come se le donne lavorassero gratis 67 giorni all’anno. Non i tutti i settori, si spiega nell’articolo, il gender pay gap è uguale: nella finanza, per esempio, è particolarmente alto e raggiunge il 35 per cento. Ma come come siamo messi in Italia quanto a gender pay gap? A sorpresa, piuttosto bene. A conti fatti l’Italia è uno dei Paesi dove c’è meno differenza tra retribuzione di uomini e donne.

Come si può vedere dalla tabella qui sopra, in Italia la differenza tra la retribuzione di uomini e donne (lo ricordiamo, sempre a parità di orario) è di circa il cinque per cento. La media europea, invece, è del 16.  I dati contenuti nella tabella riguardano soltanto i Paesi europei e sono presi da Eurostat (potete leggere il report originale qui): sono dati del 2016 e questo spiega la leggere differenza della cifra sul Regno Unito rispetto a quella citata dal Guardian. Il gender pay gap è particolarmente alto in Estonia, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Regno Unito. Altri Paesi che, oltre all’Italia, vantano una relativa uguaglianza retributiva sono Belgio, Lussemburgo e Romania.

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