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01:22 giovedì 27 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Francia, torna la gauche caviar

21 Aprile 2011

Inaugura oggi su Studio, Radicalchic, la nuova rubrica di Michele Masneri. Ritratti bisettimanali della borghesia e dei suoi travestimenti.

Torna la gauche caviar. Nonostante qualche glamour torinese e la corte di intello imposti da Carla Bruni al marito riluttante (dalla nomina a ministro della cultura dello scapigliato Frédéric Mitterrand, al ruolo da consigliori di Bernard Henri Lévy, che pare abbia convinto Sarkozy a intervenire in Libia), la sinistra bling bling in questi quasi sette anni di gestione Sarko-Bruni ha probabilmente registrato un deficit d’accudimento a causa di certe politiche e di certi toni trash della première couple (troppi Ray Ban, troppi pantaloncini sudati da jogging, troppe americanate), ma adesso i salotti bobo possono tirare un sospiro di sollievo, perché forse alle prossime presidenziali del 2012 arriverà una coppia tutta diversa: l’attuale direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn e soprattutto la moglie, Marianne Sinclair.

Giornalista televisiva celebre, già Marianna di Francia nel 1988 prima di Inès de la Fressange e Letitia Casta, donna di potere e di curriculum, Anne Sinclair è nata nel 1948 a New York da genitori industriali ebrei dei cosmetici, nipote di quel Paul Rosenberg che fu agente di Picasso e Matisse e uno dei più importanti mercanti d’arte del Novecento. Marianne ha già vinto la sua battaglia: a gennaio i sondaggi francesi la davano al 65 per cento delle preferenze come prossima première dame, contro il 31 per cento dell’italienne Carla Bruni. E adesso DSK è favorito tra i candidati socialisti, battendo nei sondaggi Martine Aubry e François Hollande.

Madame Strauss-Kahn, bellezza molto francese, non botoxata, chioma corvina, faccia che sembra uscita da un film di François Ozon, negli anni ottanta era celebre per il suo programma 7 sur 7, in onda ogni domenica sera sul primo canale dopo il telegiornale, appuntamento obbligato per tutti gli uomini politici dal presidente François Mitterrand in giù (tranne Jean Marie Le Pen, alla cui stretta di mano si sottrasse mettendosi per una sera in malattia). Poi nel 1991 ha sposato il playboy DSK, al suo terzo matrimonio, e la coppia ha resistito anche allo scandalo di tre anni fa in cui il direttore generale del Fmi fu accusato di avere una relazione con una sottoposta. Dal 1997 la Sinclair ha abbandonato lo schermo (ma ha avuto importanti incarichi direttivi a Tf1), ha scritto una decina di libri tra cui una galleria di ritratti sui politici di Francia, Due o tre cose che so di loro, e dal 2007, anno in cui DSK è diventato il numero uno del Fmi, si è trasferita a Washington insieme al marito.

Da lì tiene un blog che si chiama Deux ou trois choses vues d’Amerique che è insieme il diario di una expat annoiata (“conoscete Donald Trump? No? Non vi siete persi niente”) ma soprattutto il sito ufficioso di DSK, che per carica istituzionale non può parlare di politica. Da lì è arrivata la candidatura del marito alle presidenziali (“non credo accetterà un secondo mandato a Washington”, ha scritto lei in un post), e da lì partono le bordate quotidiane a Sarkozy, che la odia, ricambiato (lui la chiama “la dame et ses bagouses”, la signora coi suoi anelli, per sfottere il suo côté alto borghese, lei ridicolizza le sue politiche e le sue e aspirazioni cafone di grandeur (“la stampa francese ha parlato molto della visita in America di Sarkozy: ma qui non si è notata molto”).

Intanto la coppia “gauche Marrakesh” o “gauche ipercaviar”, come viene chiamata, che ha un giro ristretto di amici che Madame chiama “il mio piccolo gruppo” esattamente come M.me Verdurin –composto tra gli altri da Pierre Arditi, Guy Bedos, Bernard Kouchner, l’immancabile BHL, e di cui in passato facevano parte anche Yves Montand e Simone Signoret –  è pronta a tornare dall’esilio americano dove era finita proprio per volere di Sarkozy. A meno che non si metta di mezzo un altro Dominique, ancor più blasonato e molto amato dall’intellighenzia. In panchina è pronto infatti Dominique de Villepin, aristocratico signore già primo ministro, altro arcirivale di Sarkozy, che ha lasciato l’Ump (il partito di centrodestra in cui militavano insieme) e nel 2007 e ha costituito una nuova formazione, France Solidale, che inopinatamente si presenta con un programma i cui punti forti sono un assegno di cittadinanza garantito da 850 euro a mese per tutti, finanziato tramite un aumento della tassazione ai più ricchi, con aliquote fino al 60 per cento. Imparentato con la famiglia De Benedetti, già diplomatico di lungo corso, Villepin ha dovuto vendersi la collezione di cimeli napoleonici di famiglia per pagarsi le spese legali dell’affare Clearstream che lo vedeva accusato di tangenti (complotto probabilmente ordito dallo stesso Sarkozy), da cui poi è stato assolto. Di fronte a questi sfidanti e a questi sondaggi, Sarkozy dovrà forse rivedere la sua immagine, magari rispolverando le sue origini, nascoste nella tornata elettorale del 2007 per apparire piccoloborghese e uomo della strada. Lui in realtà lui si chiamerebbe Sarkozy de Nagy-Borca, importante famiglia ungherese nobilitata dall’Imperatore nel 1658 e imparentata con le grandi case di Francia come i Rochefoucauld e i Castelbajac; mentre un’associazione araldica negli anni scorsi aveva stabilito che gli antenati dell’azzimato Villepin il titolo se lo sono comprato, nemmeno tanto tempo fa.


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