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22:18 giovedì 14 maggio 2026
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.

Francia, torna la gauche caviar

21 Aprile 2011

Inaugura oggi su Studio, Radicalchic, la nuova rubrica di Michele Masneri. Ritratti bisettimanali della borghesia e dei suoi travestimenti.

Torna la gauche caviar. Nonostante qualche glamour torinese e la corte di intello imposti da Carla Bruni al marito riluttante (dalla nomina a ministro della cultura dello scapigliato Frédéric Mitterrand, al ruolo da consigliori di Bernard Henri Lévy, che pare abbia convinto Sarkozy a intervenire in Libia), la sinistra bling bling in questi quasi sette anni di gestione Sarko-Bruni ha probabilmente registrato un deficit d’accudimento a causa di certe politiche e di certi toni trash della première couple (troppi Ray Ban, troppi pantaloncini sudati da jogging, troppe americanate), ma adesso i salotti bobo possono tirare un sospiro di sollievo, perché forse alle prossime presidenziali del 2012 arriverà una coppia tutta diversa: l’attuale direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn e soprattutto la moglie, Marianne Sinclair.

Giornalista televisiva celebre, già Marianna di Francia nel 1988 prima di Inès de la Fressange e Letitia Casta, donna di potere e di curriculum, Anne Sinclair è nata nel 1948 a New York da genitori industriali ebrei dei cosmetici, nipote di quel Paul Rosenberg che fu agente di Picasso e Matisse e uno dei più importanti mercanti d’arte del Novecento. Marianne ha già vinto la sua battaglia: a gennaio i sondaggi francesi la davano al 65 per cento delle preferenze come prossima première dame, contro il 31 per cento dell’italienne Carla Bruni. E adesso DSK è favorito tra i candidati socialisti, battendo nei sondaggi Martine Aubry e François Hollande.

Madame Strauss-Kahn, bellezza molto francese, non botoxata, chioma corvina, faccia che sembra uscita da un film di François Ozon, negli anni ottanta era celebre per il suo programma 7 sur 7, in onda ogni domenica sera sul primo canale dopo il telegiornale, appuntamento obbligato per tutti gli uomini politici dal presidente François Mitterrand in giù (tranne Jean Marie Le Pen, alla cui stretta di mano si sottrasse mettendosi per una sera in malattia). Poi nel 1991 ha sposato il playboy DSK, al suo terzo matrimonio, e la coppia ha resistito anche allo scandalo di tre anni fa in cui il direttore generale del Fmi fu accusato di avere una relazione con una sottoposta. Dal 1997 la Sinclair ha abbandonato lo schermo (ma ha avuto importanti incarichi direttivi a Tf1), ha scritto una decina di libri tra cui una galleria di ritratti sui politici di Francia, Due o tre cose che so di loro, e dal 2007, anno in cui DSK è diventato il numero uno del Fmi, si è trasferita a Washington insieme al marito.

Da lì tiene un blog che si chiama Deux ou trois choses vues d’Amerique che è insieme il diario di una expat annoiata (“conoscete Donald Trump? No? Non vi siete persi niente”) ma soprattutto il sito ufficioso di DSK, che per carica istituzionale non può parlare di politica. Da lì è arrivata la candidatura del marito alle presidenziali (“non credo accetterà un secondo mandato a Washington”, ha scritto lei in un post), e da lì partono le bordate quotidiane a Sarkozy, che la odia, ricambiato (lui la chiama “la dame et ses bagouses”, la signora coi suoi anelli, per sfottere il suo côté alto borghese, lei ridicolizza le sue politiche e le sue e aspirazioni cafone di grandeur (“la stampa francese ha parlato molto della visita in America di Sarkozy: ma qui non si è notata molto”).

Intanto la coppia “gauche Marrakesh” o “gauche ipercaviar”, come viene chiamata, che ha un giro ristretto di amici che Madame chiama “il mio piccolo gruppo” esattamente come M.me Verdurin –composto tra gli altri da Pierre Arditi, Guy Bedos, Bernard Kouchner, l’immancabile BHL, e di cui in passato facevano parte anche Yves Montand e Simone Signoret –  è pronta a tornare dall’esilio americano dove era finita proprio per volere di Sarkozy. A meno che non si metta di mezzo un altro Dominique, ancor più blasonato e molto amato dall’intellighenzia. In panchina è pronto infatti Dominique de Villepin, aristocratico signore già primo ministro, altro arcirivale di Sarkozy, che ha lasciato l’Ump (il partito di centrodestra in cui militavano insieme) e nel 2007 e ha costituito una nuova formazione, France Solidale, che inopinatamente si presenta con un programma i cui punti forti sono un assegno di cittadinanza garantito da 850 euro a mese per tutti, finanziato tramite un aumento della tassazione ai più ricchi, con aliquote fino al 60 per cento. Imparentato con la famiglia De Benedetti, già diplomatico di lungo corso, Villepin ha dovuto vendersi la collezione di cimeli napoleonici di famiglia per pagarsi le spese legali dell’affare Clearstream che lo vedeva accusato di tangenti (complotto probabilmente ordito dallo stesso Sarkozy), da cui poi è stato assolto. Di fronte a questi sfidanti e a questi sondaggi, Sarkozy dovrà forse rivedere la sua immagine, magari rispolverando le sue origini, nascoste nella tornata elettorale del 2007 per apparire piccoloborghese e uomo della strada. Lui in realtà lui si chiamerebbe Sarkozy de Nagy-Borca, importante famiglia ungherese nobilitata dall’Imperatore nel 1658 e imparentata con le grandi case di Francia come i Rochefoucauld e i Castelbajac; mentre un’associazione araldica negli anni scorsi aveva stabilito che gli antenati dell’azzimato Villepin il titolo se lo sono comprato, nemmeno tanto tempo fa.


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