Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta l’accusato è un ex senatore
Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse qualcosa.
In questi giorni in Francia si sta parlando di un altro caso di sottomissione chimica, a poco più di un anno di distanza dal famosissimo caso Pélicot che si concluse con il processo del 19 dicembre 2024 e la condanna di tutti i 51 indagati, compreso l’organizzatore degli stupri e marito della vittima Dominique Pélicot. Di quel processo ricordiamo soprattutto la testimonianza di Gisele Pélicot, violentata a sua insaputa da decine di sconosciuti dal 2011 al 2020, sotto l’effetto di droghe da stupro, un importante esempio di coraggio e dignità che ricordava come lo stupratore e sottolineava come lo stupratore molto spesso sia un uomo comune, ordinario, un “Monsieur-Tout-Le-Monde”. Può anche essere un ex senatore, aggiungiamo quest’anno: Joël Guerriau, 68 anni, è stato condannato martedì 27 gennaio a quattro anni di carcere, di cui 18 mesi da scontare in prigione.
Come riporta Le Monde, l’ex senatore è colpevole di aver drogato una deputata con dell’ecstasy con l’intento di aggredirla sessualmente. La deputata dell’Assemblea nazionale Sandrine Josso ha dichiarato poco dopo il verdetto di martedì che si tratta di un “enorme sollievo”. Guerriau si era dimesso dalla camera alta in ottobre e poco dopo è stato espulso dal partito di centrodestra Horizons: i suoi avvocati hanno annunciato che presenteranno appello. L’ex senatore ha definito l’episodio della droga somministrata alla sua amica Sandrine Josso nel novembre 2023 un incidente, si è definito un “idiota” e ha negato qualsiasi movente sessuale.
Sandrine Josso, 50 anni, ha raccontato al tribunale di Parigi di essere andata a trovare l’amico «con il cuore leggero per festeggiare la sua rielezione. Con il passare della serata, ho scoperto un aggressore». La donna si è accorta da subito che lo champagne che lui le versava – i due erano soli in casa – aveva un sapore strano, “dolce e appiccicoso”. «Ho pensato che forse fosse uno champagne andato a male. Poi lui ha insistito per fare un altro brindisi. L’ho trovato strano», ha dichiarato in aula. Josso ha raccontato di aver iniziato a sentire il battito cardiaco molto accelerato e, spaventata, di essere corsa in ospedale: un esame tossicologico ha rivelato un’elevata dose della droga nel suo sangue. Il suo avvocato, Arnaud Godefroy, ha sottolineato che dopo quella serata la parlamentare ha dovuto intraprendere «un percorso di supporto psicologico e psichiatrico» e si è dovuta prendere una pausa di sei mesi dal lavoro, duranti i quali ha sofferto di flashback e stati di dissociazione, oltre a un grave bruxismo dovuto allo stress che ha comportato l’estrazione di quattro denti.
Guerriau, nel cui appartamento è stata trovata dell’ecstasy, si è difeso dicendo che la droga si trovava nel bicchiere di Josso a causa di un errore: il giorno prima del suo incontro con lei aveva deciso di assumerla per calmare un attacco di panico, ma poi aveva cambiato idea, rimettendo il bicchiere in cui aveva versato un po’ di polvere nella credenza.