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07:49 lunedì 6 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

La censura online in Russia somiglia sempre più a quella cinese

01 Settembre 2016

Quest’estate la Duma russa ha approvato una legge che impone ai fornitori di servizi internet del Paese di memorizzare per sei mesi tutto il traffico web nazionale, comprese le chat, le email e i post sui social network privati. La legislazione inoltre permette di bloccare determinati siti senza previa approvazione di un tribunale, e secondo quanto riporta Bloomberg già centinaia di portali sarebbero stati oscurati; anche le informazioni personali, come i dati delle carte di credito, di conseguenza in Russia saranno molto più vulnerabili. L’ordinamento si affianca a una serie di restrizioni legate all’uso di internet comparse negli ultimi quattro anni, e i suoi sostenitori credono che possa proteggere la nazione da eventuali attacchi terroristici, tra le altre cose.

Nel frattempo è stata pubblicata in una sezione ad hoc del sito web del governo russo una petizione per rimuovere la legge: la raccolta firme è già arrivata a quota 100 mila adesioni, e anche il celebre whistleblower Edward Snowden, che vive in esilio in Russia, ha condannato l’ordinanza. Un’eventuale abrogazione è però improbabile, in quanto solo 2 petizioni su 13 sono state accolte a partire dal 2013, anno da cui esiste la sezione.

A girl watches Russian President Vladimi

Dall’altro lato però sarà molto complicato riuscire a mettere in pratica la legislazione: il costo per archiviare i dati del traffico internet russo, infatti, può superare i 35 miliardi di euro; inoltre il Paese avrebbe bisogno di oltre 50 milioni di terabyte di archivi difficili da reperire. In ogni caso, in aggiunta a tutto questo, il Cremlino non avrebbe né un software per analizzare una tale mole di dati, né sufficiente personale per interpretarli.

Un approccio simile era stato adottato circa sei anni fa in Cina col Golden shield project, un progetto di sorveglianza online che blocca i dati “scomodi” provenienti dall’estero. In molti credevano che questo grande firewall sarebbe durato poco, ma ad oggi i servizi di Google sono ancora bloccati nel Regno di mezzo, e così quelli di Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e di alcune delle più grandi testate di tutto il mondo, tra cui il New York Times

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