Presentato a sorpresa al New York Film Festival, il film di Josh Safdie con protagonista Timothée Chalamet ha suscitato l'entusiasmo della critica.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro
Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Come riporta World Of Reel, in una lunga intervista al podcast di A24, il regista Josh Safdie ha raccontato un particolare piuttosto sorprendente su Marty Supreme. La sua idea per il finale del film, all’inizio, era diversa, molto diversa. Marty, infatti, sarebbe dovuto diventare un vampiro proprio nella scena finale, probabilmente il primo vampiro nella storia a essere stato anche un eccellente giocatore di ping pong. Non siamo sicuri, però, che si tratti davvero di un primato, non abbiamo controllato, come potete immaginare non è facile cercare su internet se ci sono casi registrati di vampiri che praticavano sport a livello agonistico. Uno sport come il tennis da tavolo, poi.
Secondo la visione iniziale di Safdie, la conclusione del film sarebbe dovuta essere ambientata negli anni ‘80: Marty, in seguito agli eventi narrati nel film, avrebbe lasciato la città, trasformato il negozio di scarpe in cui lavorava in una fruttuosa attività commerciale e trovato la serenità in una dimensione più umana rispetto alle sue precedenti ambizioni, senza però riuscire veramente a liberarsi dell’idea di non essere riuscito a fare quello per cui credeva di essere nato. La svolta nella storia sarebbe arrivata proprio in quel momento, quando il personaggio Milton Rockwell lo avrebbe trasformato in un vampiro, giustificando così una frase pronunciata verso la fine del film in cui dice appunto di essere un vampiro, di aver vissuto per secoli, e aver visto innumerevoli persone «tragicamente ambiziose» come Marty. Mentre nel contesto del film questa frase viene letta come una metafora della visione che il personaggio ha di sé stesso, Safdie avrebbe voluto dargli un valore letterale. Marty sarebbe dovuto diventare un vampiro, condannato a vivere per sempre senza la possibilità di realizzare i suoi sogni, venendo così punito per aver sacrificato tutta la sua vita nel tentativo di soddisfare un’ambizione incontentabile.
Nonostante fosse tutto pronto per il finale vampiresco – finti denti da vampiro inclusi – il motivo principale che avrebbe spinto a dare una conclusione diversa al film, sarebbe stata la disapprovazione da parte di A24 per la stravagante conclusione proposta da Safdie. In ogni caso, il vero finale di Marty Supreme può essere definito come più rassicurante, ma siccome l’uscita in Italia è prevista per il 22 gennaio non ve lo riveleremo.
Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.