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20:53 mercoledì 18 marzo 2026
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
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Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
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L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.

Cos’è Film01, il film di 10 ore che non è un film

Dopo essere passato per New York, Berlino, Shanghai e decine di altre città, arriva a Milano, nella sua versione integrale, il film-non-film di Angelicism che racconta la fine del mondo vista dalle nostre vite su internet.

di Studio
24 Ottobre 2024

L’unica cosa di Film01 che fa pensare a un film è il fatto che si chiami, appunto, Film01, e che lo si guardi al buio e seduti, come in un cinema. Come si legge su Zero, nel testo che accompagna l’annuncio della proiezione speciale che si terrà domenica 27 ottobre a Milano (Motelsalieri, via privata Passo Pordoi 6) «Film01 è internet, nel senso che è fatto di internet, o meglio, è fatto delle nostre vite, su internet, alla fine del mondo». Dopo essere stato alla premiere americana, il brillante critico d’arte Dean Kissick l’ha difeso da una stroncatura (molto interessante, approfondita e utilissima per capire il tipo di scena da cui emerge Film01, ovvero “le macerie di Dimes Square”) pubblicata da Spike, la rivista per cui lui stesso scriveva, lodando la qualità “teatrale” dello screening e la colonna sonora: tanto basterebbe per farci venire voglia di andarlo a vedere.

Di questo enigmatico Film01 esistono quattro versioni: una da 15 minuti, una da 90 minuti, una di 3 ore e una di 10. Per nostra grandissima fortuna, a Milano verrà proiettata proprio l’ultima, Film 01: Paradise, sottotitolo “I Love You So Much Forever For One Last Time” (che ha sostituito “Histoire(s) de l’internet”), inizia alle 12 e finisce alle 22. Ovviamente, si può andare e venire come si vuole (i posti, però, sono limitati: consigliamo di scrivere all’account clone @angelicism_milan o di registrarsi qui). Quindi, ricapitolando: uno strano film senza trama, senza inizio e senza fine che non è un film e può durare fino 10 ore, una misteriosa opera di videoarte che fa litigare i critici ma non viene proiettata nei musei, un video-collage che mescola musica, poesia, immagini e video trovati su internet, un evento mondano (i primi screening erano organizzati come dei rave, in delle location segrete che venivano rivelate a una selezione esclusiva di persone poco prima dell’inizio). L’autore di tutto ciò è un’entità altrettanto misteriosa che si chiama Angelicism, anche detto Angelicism01, 01, o ANGELICISM01 滲み出るエロス.

Lo spiega bene il testo pubblicato da Zero: «Angelicism è diventato una niche celebrity nell’estate del 2021, quando ha coniato – nella sua newsletter (“theoretical gossip of the 21st century”) – il termine “vibe shift”, per l’uso di account clone (SoundcloudInstagramTwitter), e per aver creato una poetica memetica attorno al #corecore, che non saprei riassumere meglio se non come un’estetica da “titoli di coda del mondo”. Angelicism è un fenomeno principalmente letterario cresciuto “attorno” ad altri artisti newyorchesi come Bernadette Corporation, Reena Spaulings, e in un certo senso Tao Lin. Film01 è un film sulla fine del mondo, anzi, è il Pov della fine del mondo su chi il mondo lo abita, cioè noi, visto attraverso i contenuti che registriamo ogni giorno, a vario grado di consapevolezza di quello che ci sta per succedere». Qualcuno ha parlato di “internet cinema”, qualcun altro di “extinction Pov”.

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Nella sua stroncatura su Spike, Madeline Cash scriveva: «Dopo il film, tutti sono rimasti fuori cercando di fare un’osservazione acuta. Ma ipotizzare parallelismi con Hito Steyerl, Ryan Trecartin e The Blair Witch Project attribuisce al film fin troppo credito. Film01 non è riuscito nemmeno a catturare l’attenzione di una delle sue “star” principali, Dasha Nekrasova, che se n’è andata prima del finale [se vi state chiedendo chi sia, ne parlavamo qui, ndr]. Mondina [un’autrice vicina ad Angelicism, ndr] spiega come il film non sia un “vibe shift yearbook reel”, quando in realtà è una sintesi appropriata. Se c’è qualcosa di redimibile da estrarre dalle macerie di Dimes Square, non è Film01».

Film01 arriva a Milano dopo essere passato per New York, Berlino, Atene, Parigi, Shanghai e decine di altre città. Citando ancora Zero: «Molti, tra chi l’ha visto alle passate proiezioni, sono usciti dalla sala con una forte sensazione di “prima e dopo,” consapevoli di aver assistito a un evento artistico significativo, e si sono sentiti emotivamente compresi dal film. Altri l’hanno odiato dal profondo del cuore, insultando pubblicamente Angelicism e tentando di hackerare i suoi profili per sabotare ulteriori screening».

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