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Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.
I cittadini di Minneapolis hanno organizzato una festa per il licenziamento di Greg Bovino davanti all’hotel dove alloggiava Cori, canti, balli, musica, festeggiamenti. Fino a quando la polizia non è intervenuta per interrompere violentemente il party improvvisato.
Ad Amsterdam saranno installate lungo i canali delle mini scale per aiutare i gatti che cadono in acqua Centomila euro che il Comune ha deciso di investire nella costruzione di quelle che tecnicamente si chiamano “scale per l’uscita della fauna selvatica”.
Dopo il litigio con il figlio Brooklyn, una canzone di Victoria Beckham di 25 anni fa è arrivata in cima alle classifiche inglesi A 23 anni dal lancio, "Not Such An Innocent Girl" raggiunge la vetta di ben due classifiche inglesi, grazie al pubblico litigio tra Victoria e David da una parte e il figlio Brooklyn dall'altra.
Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.

Perché i film favoriti agli Oscar 2022 stanno andando malissimo al botteghino

12 Dicembre 2022

C’è un filo che tiene legati assieme tutti i film che in questo momento sembrano destinati a una o più nomination ai prossimi Oscar: stanno andando tutti quanti malissimo al botteghino. Ne ha scritto Brook Barnes sul New York Times, stilando un elenco dei fallimenti commerciali dei film che vedremo premiati al Dolby Theatre di Los Angeles il prossimo 12 marzo. In ordine alfabetico: Anche io, 55 milioni di budget, poco più di 5 in incassi; Armageddon Time, 30 milioni di budget, 1,9 milioni d’incassi; Devotion, oltre 100 milioni di budget, nemmeno 14 d’incassi; Tár, costato almeno 35 milioni, ne ha incassati nemmeno sei; The Fablemans, il nuovo film di Steven Spielberg, è costato 40 milioni di dollari senza considerare le spese per la campagna promozione e fin qui, con una distribuzione teatrale limitata ma nemmeno tantissimo negli Stati Uniti, ne ha incassati quasi sei. «Che succede?», chiede Barnes alla fine di questo elenco di flop.

Il problema non è che questi film siano brutti, spiega Barnes: sono stati tutti quanti recensiti benissimo, infatti. Come succede sempre più spesso in tutti i discorsi sulla crisi del cinema – nel senso di crisi del cinema come luogo – in molti si dicono certi che la colpa di tutto sia delle piattaforme streaming. «Le persone si sono abituate a guardare i film standosene comode a casa», ha spiegato al Nyt David A. Gross, addetto ai lavori che tiene una newsletter sui numeri del box office americano. Se si dovesse decidere un punto di cesura tra il prima e il dopo, probabilmente sarebbe il momento in cui – per la sorpresa di moltissimi, quasi di tutti – l’anno scorso è stato annunciato il vincitore dell’Oscar nella categoria “Miglior film”: CODA ha vinto la statuetta lo scorso anno senza essere mai proiettato in una sala cinematografica (in realtà il film in sala poi ci è arrivato, ma solo dopo la vittoria agli Oscar, prima lo si era potuto vedere solo su Apple TV+).

Nel suo pezzo, Barnes scrive che sicuramente le piattaforme streaming hanno cambiato per sempre il modo di fruire il film, soprattutto dopo i due anni di cinema completamente chiusi o parzialmente aperti causa pandemia. Ma non tutta la crisi della sala cinematografica può essere ridotta a questo. Esiste anche un problema di eccesso di offerta e di costi crescenti del biglietto d’ingresso, per esempio. E, limitando la discussione ai titoli che quest’anno concorreranno per l’Oscar, esiste un problema, per così dire, tematico: tutti i film sopra elencati sono storie drammatiche e introspettive, in controtendenza con quelle che in questo momento sembrano essere le preferenze del pubblico. Barnes cita un libro pubblicato recentemente dalla storica del cinema Jeanine Basinger, in cui si spiega che in questo momento le persone vogliono soprattutto “entertainment”, cioè leggerezza e divertimento, un po’ comeè già successo nella storia del cinema, per esempio dopo la Grande Depressione o le guerre mondiali.

Barnes scrive che le cause delle recenti difficoltà del cinema come luogo potrebbero anche essere legate alle circostanza del momento: è appena uscita la nuova stagione di The Crown e la gente preferisce stare a casa a guardare quello, ci sono le partite della Coppa del Mondo per la prima volta in inverno e tanti scelgono di guardare quelle invece che uscire per andare al cinema. Ma, forse, lo spunto più interessante proposto nel pezzo del Nyt è quello che riguarda l’età e, per così dire, i consumi culturali: leggendo i numeri del box office, infatti, si capisce che al cinema ormai sono tornati quasi tutti tranne gli over 35 che potrebbero essere definiti cinefili. Le ragioni ancora non sono chiare, anche se al momento la spiegazione che va per la maggiore è che la pandemia ha costretto alla chiusura moltissime dei piccoli cinema storici ai quali questo pubblico era affezionato e abituato, e ora i “vecchi cinefili” rifiutano di andare nei multisala insieme a tutti gli altri. Insomma, va a finire che a uccidere il cinema sarà il troppo amore per il cinema da parte dei cinefili.

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