Hype ↓
04:34 lunedì 10 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Elogio dello scrittore da vecchio

Zero K, il nuovo DeLillo in uscita, fa riflettere sugli ultimi libri dei grandi vecchi della letteratura: da Starnone a McCarthy le pagine si riducono, ma la sostanza aumenta.

10 Ottobre 2016

Qual è la leva psicologica e quindi di marketing su cui punta un editore che spinge sul mercato un esordiente? Non è facile chiamarla con un nome: quasi ogni lettore si senta motivato da un sentimento di scoperta, e leggere uno scrittore che non ha ancora scritto niente dà la sensazione di essere “pionieri”.

Soprattutto esiste una febbre del prodigio, una cultura del fenomeno e del genio precoce su cui fioriscono tante promesse, non sempre mantenute. In Italia abbiamo vissuto anni in cui gli editori cacciavano esordienti nei boschi dopo il successo enorme di due o tre libri firmati da ventenni del tutto sconosciuti. Poi la moda è declinata, perché di esordi di così grande successo non ne sono capitati più. Ho la sensazione che anche negli Stati Uniti – patria del marketing dell’esordio – questa febbre sia un po’ calata, anche se proprio su queste pagine pubblichiamo un ritratto di Emma Cline, scrittrice non ancora trentenne considerata il grande fenomeno letterario del 2016.

Ma i lettori, in quanto esseri umani, sono creature ambivalenti e così come sono mossi dalla ricerca del nuovo e del giovane, si decidono poi a trovare un rassicurante rifugio nelle braccia del vecchio. I grandi scrittori, i grandi maestri, eccetera. D’altra parte nella letteratura non funziona come nella musica, dove un rocker settantenne su un palco finisce per risultare patetico più spesso che magistrale. Nella musica pop o rock, l’esperienza è una palla al piede, e si serve dei fan ex giovani che, diventati vecchi, ti seguono per nostalgia, ovvero per risentirsi giovani. In letteratura, al contrario, ci sono molti indizi sul fatto che, arrivati a settanta o persino a ottant’anni, aver “vissuto” sia un campo ricco di frutti narrativi da raccogliere e utilizzare per scrivere il libro della vita. Cosa ne sa un ventenne dell’esistenza e quindi della letteratura?

FRANCE-FILM-FESTIVAL-CANNES

Mi piace credere, ma è una teoria che ha anche indizi contrari, che l’anzianità spinga ad assottigliare le pagine e a ridurre le esuberanze dello stile. Gli ultimi libri dei grandi maestri sono spesso sottili e stilisticamente piani; vanno al nocciolo delle cose. Uno scrittore settantenne non ha più bisogno di dimostrare quanto è bravo, quanti espedienti usa, quali influenze sa mettere in circolo, che genere di profonde autoriflessioni sulla letteratura sa nascondere tra le righe. E può concentrarsi soltanto sulla grande domanda (presa ovviamente dal suo personale punto di vista): cosa possiamo dire di veramente importante sulla vita?

Di recente ho letto Lacci di Domenico Starnone, un romanzo “gigantesco” di 120 pagine. Gigantesco perché condensa concetti enormi come l’amore, la coppia, l’essere genitori e in definitiva il senso della vita in una storia con un angolo stretto, particolare, quasi minimo. Qualcosa di simile, anche se in uno scenario completamente diverso, succede con La strada di McCarthy. Storia piccola-enorme di un padre che cammina con suo figlio in un mondo post-apocalisse alla ricerca di cibo e di salvezza.

L’undici ottobre è il giorno di uscita di Zero K, il nuovo libro di DeLillo, uno dei grandi maestri del romanzo americano, oggi ottantenne, la cui parabola sembrerebbe confermare la teoria. Autore dell’enciclopedico (886 pagine nell’edizione italiana) Underworld nel 1997, ha poi cercato strade sempre meno complesse e lavori sempre più condensati, in due casi, Body Art e Point Omega – il penultimo – tendenti al romanzo breve o brevissimo. Zero K è meno concentrato (circa 240 pagine), ma colpirà gli adepti dello scrittore italo-americano l’inizio poco delilliano, lineare, poco esibito. Leggendo in bozze l’edizione italiana la sensazione è che sia il lavoro fondamentale di un grande vecchio. Parla di morte e di crioconservazione ed è incentrato sul rapporto tra un padre e un figlio. E, su una cosa così, ottant’anni di vita fanno la differenza.

In testata 8 “ultimi libri” scritti da autori viventi nati tra gli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta.
 Ritratto di Loic Venance (AFP/Getty Images).
Dal numero 28 di Studio in edicola.
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.