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17:37 lunedì 4 maggio 2026
Quest’estate arriveranno nei cinema italiani quattro film inediti di Hirokazu Kore-eda Dal 14 maggio all'1 luglio BIM porterà in sala quattro opere giovanili del regista, mai distribuite prima nel nostro Paese.
Un tribunale cinese ha stabilito che le aziende non possono licenziare i lavoratori per sostituirli con l’AI «L’intelligenza artificiale dovrebbe essere utilizzata per creare lavoro, promuovere l’occupazione e migliorare i salari», si legge nella sentenza.
Palantir ha lanciato la sua giacca da lavoro anche se nessuno l’ha chiesta e nessuno la vuole Anche perché non costa neanche poco: 239 dollari per un oggetto brandizzato da una delle aziende più controverse e criticate del mondo.
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.

Elogio del cazzeggio

La procrastinazione è nemica della produttività? Due studi fanno pensare il contrario: quando perdere tempo serve a lavorare meglio.

18 Novembre 2012

L’università di Ottawa custodisce gelosamente il microfilm di un sermone inglese del XVII secolo, una delle più antiche apparizioni documentate della parola «procrastination» — dalle radici latine “pro” e “crastinus” (domani), “procrastinare”, “postporre”, e, oggi assai più comunemente “cazzeggiare”, la universale tendenza umana a rimandare compiti noiosi ma necessari, a favore di passatempi inutili ma appaganti nell’immediato, è da sempre  associata al peccato.

In tempi di connessione perenne al web, poi, il cazzeggio ha assunto il ruolo di piaga collettiva, nemico numero uno della produttività. Gli imputati principali sono i social media e le email inutili, ossia quella massa di messaggi con barzellette e Lolcats che si perde tempo a leggere e inoltrare.  “La procrastinazione è il peggiore nemico degli studenti,” avverto lo psicologo Peter Steel, autore del saggio The Procrastination Equation. Gli universitari, sostiene lo studioso, sono particolarmente a rischio di dipendenza da Internet — e, dunque, si suppone, di perdere troppo tempo — per la combinazione di due fattori: da un lato una connessione disponibile ovunque nei campus (almeno quelli americani…) dall’altro un cervello, quello degli under-20, che è strutturalmente più vulnerabile alle dipendenze.

Similmente l’equazione internet=cazzeggio=riduzione della produttività preoccupa anche alcuni manager. E’ noto il caso di Thierry Breton, amministratore di Atos, ha eliminato l’email come strumento di comunicazione all’interno della sua compagnia. La spiegazione ufficiali? La quantità di mail inutili costano troppo tempo (e di conseguenza denaro) alla società. Alcuni studi hanno provato anche a quantificare l’impatto economico delle “distrazioni sul posto di lavoro”, e c’è chi è giunto alla conclusione che la procrastinazione dei lavoratori sta costando all’economia americana quasi 600 miliardi all’anno.

A difesa degli estimatori dei social media, dei Lolcats e di varie forme di procrastinazione internauta, tuttavia, arrivano due studi. Il primo, realizzato dall’università Xavier, istituto gesuita dell’Ohio, prende in esame la relazione tra tre variabili: utilizzo di internet, procrastinazione e media accademica. I ricercatori hanno scoperto che in effetti esiste una correlazione diretta tra tempo trascorso su internet e tendenza alla procrastinazione, confermando dunque la percezione generale secondo cui il web è lo strumento principe per “perdere tempo”. Tuttavia hanno scoperto anche che, contrariamente a quanto si tenderebbe a pensare, non esiste alcuna correlazione diretta tra procrastinazione e media accademica. In parole semplici: chi trascorre più tempo su internet tende a cazzeggiare più rispetto a chi non lo fa, ma la quantità di cazzeggio non abbassa necessariamente i voti.

Come spiegarsi questo risultato apparentemente contradditorio? Forse la spiegazione sta in un altro studio recente, effettuato dall’università di Hiroshima e intitolato (il nome è tutto un programma): il Potere del Kawaii.  I ricercatori giapponesi hanno scoperto che osservare immagini di animali e bambini “carini” (kawaii, in giapponese) aumenta la capacità di portare avanti compiti successivamente. Questo — o così almeno sostengono gli studiosi — perché le emozioni positive generate dal guardare oggetti kawaii aiutano a focalizzarsi meglio su un compito specifico.

Distrarsi, dunque, fa sì perdere tempo. Ma contemporaneamente aumenta la qualità della concentrazione. Che, a sua volta, aumenta la produttività nel tempo effettivamente dedicato al lavoro. Questo aiuta anche a capire i risultati dello studio americano: gli studenti che passano tanto tempo sul web, sottraggono tempo allo studio (cioè procrastinano), ma questo non influisce direttamente sulla loro media scolastica — si potrebbe ipotizzare — perché quando si mettono sui libri hanno una mente più rilassata.

In fondo, lo scopo di un cazzeggio sano e moderato, dovrebbe essere proprio questo: raccogliere endorfine ed energie, per poi lavorare meglio.

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