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19:08 lunedì 30 marzo 2026
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di assunti: 2300 giornalisti È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv americana La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 12.000 euro.

Elogio del cazzeggio

La procrastinazione è nemica della produttività? Due studi fanno pensare il contrario: quando perdere tempo serve a lavorare meglio.

18 Novembre 2012

L’università di Ottawa custodisce gelosamente il microfilm di un sermone inglese del XVII secolo, una delle più antiche apparizioni documentate della parola «procrastination» — dalle radici latine “pro” e “crastinus” (domani), “procrastinare”, “postporre”, e, oggi assai più comunemente “cazzeggiare”, la universale tendenza umana a rimandare compiti noiosi ma necessari, a favore di passatempi inutili ma appaganti nell’immediato, è da sempre  associata al peccato.

In tempi di connessione perenne al web, poi, il cazzeggio ha assunto il ruolo di piaga collettiva, nemico numero uno della produttività. Gli imputati principali sono i social media e le email inutili, ossia quella massa di messaggi con barzellette e Lolcats che si perde tempo a leggere e inoltrare.  “La procrastinazione è il peggiore nemico degli studenti,” avverto lo psicologo Peter Steel, autore del saggio The Procrastination Equation. Gli universitari, sostiene lo studioso, sono particolarmente a rischio di dipendenza da Internet — e, dunque, si suppone, di perdere troppo tempo — per la combinazione di due fattori: da un lato una connessione disponibile ovunque nei campus (almeno quelli americani…) dall’altro un cervello, quello degli under-20, che è strutturalmente più vulnerabile alle dipendenze.

Similmente l’equazione internet=cazzeggio=riduzione della produttività preoccupa anche alcuni manager. E’ noto il caso di Thierry Breton, amministratore di Atos, ha eliminato l’email come strumento di comunicazione all’interno della sua compagnia. La spiegazione ufficiali? La quantità di mail inutili costano troppo tempo (e di conseguenza denaro) alla società. Alcuni studi hanno provato anche a quantificare l’impatto economico delle “distrazioni sul posto di lavoro”, e c’è chi è giunto alla conclusione che la procrastinazione dei lavoratori sta costando all’economia americana quasi 600 miliardi all’anno.

A difesa degli estimatori dei social media, dei Lolcats e di varie forme di procrastinazione internauta, tuttavia, arrivano due studi. Il primo, realizzato dall’università Xavier, istituto gesuita dell’Ohio, prende in esame la relazione tra tre variabili: utilizzo di internet, procrastinazione e media accademica. I ricercatori hanno scoperto che in effetti esiste una correlazione diretta tra tempo trascorso su internet e tendenza alla procrastinazione, confermando dunque la percezione generale secondo cui il web è lo strumento principe per “perdere tempo”. Tuttavia hanno scoperto anche che, contrariamente a quanto si tenderebbe a pensare, non esiste alcuna correlazione diretta tra procrastinazione e media accademica. In parole semplici: chi trascorre più tempo su internet tende a cazzeggiare più rispetto a chi non lo fa, ma la quantità di cazzeggio non abbassa necessariamente i voti.

Come spiegarsi questo risultato apparentemente contradditorio? Forse la spiegazione sta in un altro studio recente, effettuato dall’università di Hiroshima e intitolato (il nome è tutto un programma): il Potere del Kawaii.  I ricercatori giapponesi hanno scoperto che osservare immagini di animali e bambini “carini” (kawaii, in giapponese) aumenta la capacità di portare avanti compiti successivamente. Questo — o così almeno sostengono gli studiosi — perché le emozioni positive generate dal guardare oggetti kawaii aiutano a focalizzarsi meglio su un compito specifico.

Distrarsi, dunque, fa sì perdere tempo. Ma contemporaneamente aumenta la qualità della concentrazione. Che, a sua volta, aumenta la produttività nel tempo effettivamente dedicato al lavoro. Questo aiuta anche a capire i risultati dello studio americano: gli studenti che passano tanto tempo sul web, sottraggono tempo allo studio (cioè procrastinano), ma questo non influisce direttamente sulla loro media scolastica — si potrebbe ipotizzare — perché quando si mettono sui libri hanno una mente più rilassata.

In fondo, lo scopo di un cazzeggio sano e moderato, dovrebbe essere proprio questo: raccogliere endorfine ed energie, per poi lavorare meglio.

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