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12:06 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non il film, il videogioco Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

Le sette fasi dell’elaborazione del lutto

10 Novembre 2016

Nel 1969 la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross, considerata un dei massimi esperti delle implicazioni psicologiche della malattia e della morte, pubblicava il libro On death and dying. Il libro, uscito in Italia in varie edizioni con il titolo La morte e il morire, è considerato un classico della psicologia contemporanea. Non soltanto per le sue teorie sulla gestione emotiva del fine della vita e delle malattie personali, ma soprattutto per il modello proposto da Kübler Ross per l’elaborazione del lutto in genere. Davanti a ogni grande perdita e dolore, sosteneva la studiosa, le persone attraversano cinque fasi: prima lo shock; poi la negazione, cioè quel meccanismo di difesa che ci porta a non volere credere a ciò che è accaduto; dopo la rabbia, il desiderio di ribellione; poi la negoziazione, la ricerca di spiegazioni e soluzioni; dopo ancora la depressione, cioè una resa; e infine l’accettazione seguita dalla speranza.

Alcuni parlano di cinque fasi, anziché di sette, perché considerano shock e negazione un unico momento, e parlano solo di accettazione, senza includere la speranza. Il modello, originariamente pensato per descrivere la reazione dei malati terminali, è applicabile anche ad altre situazioni, come divorzi o la perdita di un lavoro. All’indomani delle elezioni americane Quartz suggerisce di applicarlo anche alla batosta – anche emotiva – che i liberal si sono presi dopo l’improvvisa vittoria di Trump. E ha pubblicato un grafico ispirato a un’edizione recente dell’opera, curata da Allan Kellehear.

elaborazione lutto fasi

La lezione di Kübler-Ross, ha spiegato a Quartz Dianne Gray, presidente della fondazione in onore della psichiatra Svizzera, è che «la sua ricerca ha dimostrato che la speranza è incorporata in ogni essere umano». La giornalista Sarah Slobin nota inoltre che il discorso con cui Hillary Clinton ha ammesso la sconfitta è proprio un’elaborazione del lutto: «So che questa sconfitta fa male, ma per favore non smettete di credere che valga la pena di combattere per ciò in cui credete».

Nella foto: il funerale di una delle vittime della strage di Charleston, in South Carolina, giugno 2015. (JIM WATSON/AFP/Getty Images)
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