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17:41 mercoledì 1 aprile 2026
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha creato un’esperienza di realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Anche Einstein era xenofobo?

13 Giugno 2018

Ne ha parlato Alison Flood sul Guardian: a quanto pare, in alcuni suoi scritti privati, Albert Einstein rivela atteggiamenti che si potrebbero facilmente definire xenofobi. Il manoscritto in questione è un diario scritto tra l’ottobre 1922 e il marzo 1923, nel quale lo scienziato registrò le sue riflessioni a proposito di scienza, filosofia, arte e dei luoghi visitati in quel periodo (Estremo Oriente, Spagna e Palestina). E proprio durante la sua permanenza in Cina, lo stesso uomo che definì il razzismo «una malattia dei bianchi», descrive i cinesi come persone «industriose, sporche e ottuse».

E ancora: «i cinesi non si siedono sulle panchine mentre mangiano, ma si accovacciano come fanno gli europei quando si rilassano fuori città, nei boschi. Anche i bambini sono senza spirito e sembrano ottusi». Dopo aver continuato parlando della “fecondità” dei cinesi e dell’abbondanza della loro prole, prosegue esprimendo le sue preoccupazioni: «Sarebbe davvero un peccato se questi cinesi soppiantassero tutte le altre razze. Per quelli come noi il solo pensiero è triste in una maniera indicibile».

Ze’ev Rosenkranz, curatore e traduttore dei diari in questione, pubblicati dalla Princeton University Press, ha dichiarato: «Questi commenti risultano piuttosto spiacevoli, sono in contrasto con la sua immagine pubblica». Di certo lo scienziato non aveva previsto che qualcuno rendesse i suoi pensieri personali leggibili a tutti. Nella sua introduzione, però, Rosenkranz sottolinea l’importanza di rendere pubblico il fatto che perfino un’icona umanitaria come Einstein (e un rifugiato, come viene sempre sottolineato) abbia avuto delle difficoltà nell’accettare le differenze tra i popoli. Proprio per questo, e cioè per il modo in cui rivelano che mantenersi aperti nei confronti delle diversità non sempre è facile e anzi, a volte, comporta uno sforzo, queste pagine possono suggerire riflessioni fondamentali per il mondo di oggi, «in cui l’odio nei confronti dell’altro è dilagante in così tanti luoghi, in tutto il mondo».

Foto Getty (nel testo, una pagina di diario scritto in Cina nel 1922)
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