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17:42 giovedì 3 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.

È tornato Chris Brown

Il comeback (e la misoginia spietata) di un artista meglio noto come "quello che ha pestato Rihanna"

23 Gennaio 2012

Su due cose, credo, andiamo tutti d’accordo: i primi mesi di un anno sono la coda dell’anno precedente, e quando si parla della vita privata di un artista è bello e giusto distinguere tra l’Opera e la Persona. Di più. E’ un dovere.

E quindi, nel 2011, è tornato Chris Brown.

Meglio noto in Europa come quello che mandò in ospedale Rihanna, all’epoca del fatto, nel 2009, Brown era un cantante-ballerino di successo. Era stato un adolescente prodigio – Justin Bieber prima di Justin Bieber, se volete; riempiva i palazzetti dello sport, recitava nei film per famiglie. Un bravo ragazzo “moderno”, sulla linea Usher / Principe di Bel Air, una simpatica canaglia della porta accanto incapace di vere trasgressioni o cattiverie. Dopo di che, la faccia di Rihanna in ospedale.

L’opinione prevalente, allora, era stata: «la sua carriera è finita, da una cosa simile uno non si riprende più». Bene, UN CAZZO: come raccontato da questa storia della NPR, Chris Brown se l’è passata maluccio nell’immediato, ma poi i suoi fan gli hanno riaperto le braccia, ragazzi e ragazze insieme, e non perché l’abbiano perdonato, oh, no, loro lo assolvono da qualsiasi accusa, in fondo Chris va un po’ capito, ce l’hanno tutti con lui, invece Rihanna qualche responsabilità se la doveva prendere – forse noi non lo sappiamo, lui l’ha picchiata, sì, ma È STATA LEI A PICCHIARE PER PRIMA.

Fino a qui, il momento di espiazione maggiore da parte di Brown era stato scoppiare in lacrime a favore di camera mentre cantava Man in the Mirror, ai BET Awards del 2010. Non ha mai chiesto scusa in modo valutato come “autentico” o “convincente”; e questo gli ha fatto guadagnare punti agli occhi di chi non ama la retorica del perdono, la catarsi come tappa obbligata. Però, poi, lui ha trovato bello e giusto farcire l’album del grande ritorno con riferimenti a donne bugiarde, donne da lasciare, donne che si approfittano del tuo buon cuore, donne che le tocchi con un dito e diventano ninfomani, e certi improvvisi lampi di chiarezza nei rapporti paragonabili solo a quando è una donna a alzare le mani su di te, «come quando Tina ha picchiato Ike». Questo nel primo pezzo, Deuces. Il resto è più convenzionale – canzoni d’amore, filler a ripetizione – ma i singoli che hanno trainato l’insieme seguono due formule: «Adesso vengo lì e ti scopo» vs. «Le donne: non puoi vivere con loro, punto», con una sforbiciata di «Siete tutti invidiosi perché io ho i soldi» (Look At Me Now). Un secondo atto che Ike Turner se lo sogna di notte.

Certo, se Usher può chiudersi in studio, dire che l’ispirazione è il suo sofferto divorzio, e uscire con un album dove parla solo di figa, non c’è tanto da intavolare dibattiti sui problemi dell’uomo contemporaneo. E nel caso di Brown la vittima ha rilasciato interviste dove dice di non serbargli rancore. Ma di nuovo, il perdono è arrivato dopo che tutto si era rimesso in movimento. Siamo davanti a un’industria-mamma che riaccoglie chiunque generi fatturato, così come, dopo un po’, aveva rimosso l’esistenza di un filmino dove  R. Kelly pisciava addosso a una tredicenne. Solo che lì era in ballo la reputazione di un cantante “adulto”, e il suo pubblico sembrava compatto nel dire «sì, lui ha sbagliato… però… le ragazze maturano più in fretta dei ragazzi». (Flashback time: di fronte alle accuse formali – detenzione di materiale pedo-pornografico – l’elemento vincente in tribunale fu «ehi, come possiamo essere sicuri che quello nel video sia proprio R. Kelly? Oggi con gli effetti speciali si fa di tutto!»; nella prima intervista dopo l’assoluzione, alla domanda «Robert, do you like teenage girls?», lui rispose, «quando dici teenage… che età intendi di preciso?». E la folla impazzisce.) Mentre il pubblico di Chris Brown non ha tentennato molto a lungo. Qualcuno avrà scelto il male minore – mi tengo l’uomo per non perdere l’artista; altri hanno ignorato l’evidenza, o apprezzato la sua rinascita da Ragazzo Orgoglioso, poco raccomandabile e fiero di essere tale. Forse non lo lasceresti uscire con tua sorella, però le sorelle degli altri? Nessun problema.

Un arco narrativo simile, anche se molto meno pubblicizzato, toccò all’attore Michael Fassbender, accusato di violenza dall’ex compagna nel 2010: la reazione femminile si tripartì in «che schifo, non guarderò più i suoi film!», «è importante distinguere tra la Persona e l’Opera» e «scusate, ma cosa sappiamo, noi, di quella là? Capace che si è inventata tutto per i soldi». Dimostrazione che a) nessun personaggio famoso cade tanto in basso da non poter essere eventualmente redento dall’amore di un bravo ragazzo, e b) se bisogna scegliere tra maschio e femmina, e non ci sono di mezzo i cadaveri, il fandom di regola si tiene il maschio.

Lo stesso. Di piccole fiction costruite dal pubblico per il pubblico ne avevo sentite tante, ma nessuna aveva mai nemmeno sfiorato il livello di «… È STATA LEI A PICCHIARE PER PRIMA». Più che di grande ritorno, qui, possiamo serenamente parlare di fanta-storia.

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