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Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
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La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Perché nel documentario su Anthony Bourdain non vedremo Asia Argento

16 Luglio 2021

In uscita oggi, venerdì 16 luglio, nei cinema americani, Roadrunner, il documentario sulla vita di Anthony Bourdain, è già stato salutato dalla critica come «un’opera commovente, bellissima, perfetta», ha scritto il Daily Beast. Numerose sono state le domande che ne sono nate, soprattutto quella relativa alla decisione di togliersi la vita l’8 giugno del 2018. Da quando la stampa statunitense ha visto in anteprima Roadrunner: a film about Anthony Bourdain, diretto dal documentarista premio Oscar Morgan Neville, l’interrogativo sui motivi che hanno portato al suicidio del celebre chef è riaffiorato su tantissime testate, tra cui Vulture che ha spiegato perché l’ultima persona con cui Bourdain ha avuto dei contatti nonché la più vicina e intima, non sia stata interpellata per il documentario composto da interviste ad amici e conoscenti dello chef della Brasserie Las Halle: parliamo ovviamente di Asia Argento.

Ex tossicodipendente da eroina e cocaina, Bourdain ha viaggiato in tutto il mondo, ha mangiato le cose più assurde e ha trascorso del tempo con alcune delle persone più interessanti del pianeta. Schivo, difficile da decifrare come sembrano dire le persone intervistate nel documentario, stando a quanto raccontato nelle prime recensioni. E proprio di lei, quella che avrebbe dovuto conoscerlo davvero, non c’è praticamente alcuna traccia (si vede in pochissime scene di repertorio, per pochi secondi). Secondo quanto riporta Vulture, che ha intervistato il regista, «parlare con Asia Argento sarebbe stato doloroso per molte persone. Un’intervista con Asia avrebbe distratto dalla storia di ciò che ha reso Anthony Bourdain chi era, e avrebbe focalizzato l’attenzione degli spettatori solo sulle dinamiche del suicidio», ha detto Neville.

Dopo aver riposto alle domande circa la realizzazione del documentario, in cui compaiono tantissimi testimoni, tra cui la persona che ha trovato il corpo di Bourdain, Neville continua a parlare della decisione di non intervistare Asia Argento. Strano, considerando che la morte è avvenuta in concomitanza con la sua tempestosa relazione con l’attrice. «Ho visto tutte le interviste che ha rilasciato Asia, so cosa avrebbe detto nel documentario e non avrebbe aggiunto nulla di nuovo. Solo di torbido. Qualcosa su cui “fare gossip”, e non era quello che volevo io. Mentre stavo mettendo insieme la storia, mentre stavo cercando di prendere una decisione su come gestirla, […] le persone che ascoltavo mi stavano facendo venire voglia di andare più in profondità, capire perché, capire come, ma mi chiedevo “È davvero questo quello che vuoi fare? Cadere in queste sabbie mobili?”». L’obiettivo era quello di disegnare un ritratto della psicologia dello chef, non un racconto scabroso. «Ma Asia Argento ti ha telefonato, ti ha detto qualcosa?», chiede Vulture. «No, non l’ho mai sentita».

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