Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
I momenti da ricordare dei Golden Globes 2019
Conclusasi la cerimonia di consegna dei premi assegnati dalla HFPA, The Hollywood Reporter elenca i momenti più significativi dell’evento, quest’anno condotto dall’attrice Sandra Oh e dal comico Andy Samberg. Il magazine ha lodato la verve e in generale la conduzione del duo scelto per l’occasione; la Oh, vincitrice del premio come miglior attrice di una serie drammatica per il ruolo di Eve Polastri in Killing Eve, ha anche ricordato i primi cambiamenti nello showbiz innescati dal Me Too.

Andy Samberg e Sandra Oh sul palco del Beverly Hilton Hotel, 6 gennaio 2019, Beverly Hills, California (foto di Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images)
Un discorso che verrà sicuramente ricordato è quello che celebra i sogni e la fiducia in se stessi pronunciato da Glenn Close, premiata come miglior interprete drammatica grazie al film The Wife: «Dobbiamo dire “io posso farlo, e dovrei avere il permesso di farlo”». Altre frasi che prevedibilmente avranno grande eco sono quelle di Christian Bale, fresco di riconoscimento per il ruolo da protagonista in Vice, che ha duramente apostrofato l’ex vicepresidente Usa Dick Cheney, da lui interpretato nella pellicola, oltre a ringraziare Satana «per avermi dato l’ispirazione per la parte». Per interpretare la controversa figura di Cheney, Bale ha dovuto seguire una dieta ipercalorica, ingrassando di 30 chili.

Christian Bale, migliore attore protagonista di un film comedy, con Vice (Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images)
Si citano poi alcuni premi un po’ inattesi, su tutti i due Globi ottenuti da Bohemian Rhapsody, premiato in quanto miglior film drammatico e per l’interpretazione di Rami Malek, e i tre premi portati a casa da Green Book: miglior attore non protagonista (Mahershala Ali), miglior commedia e migliore sceneggiatura non originale. Tra le serie tv, le maggiori sorprese hanno riguardato i riconoscimenti al serial comico Netflix Il metodo Kominsky e quelli alla seconda stagione di American Crime Story, The Assassination of Gianni Versace. Infine, spazio ai momenti inaspettati sul palco del Beverly Hilton Hotel, su tutti quello della popstar Taylor Swift, arrivata per premiare la collega Lady Gaga, autrice della miglior canzone con il film A Star is Born.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.