Hype ↓
23:14 mercoledì 18 febbraio 2026
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.
Da quando c’è al governo Pedro Sanchez, il salario minimo in Spagna è aumentato del 60 per cento L'ultimo aumento, appena approvato, ha portato il salario minimo spagnolo a 1.221 euro lordi al mese per 14 mensilità. Sei anni fa era 735 euro.
Il successo di Hamnet sta portando a un boom turistico nel paese natale di Shakespeare A Stratford-upon-Avon sono abituati ad avere tanti turisti, ma non così tanti come quelli arrivati dopo aver visto il film.
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Diabolik, una storia italiana

Dall'eroe senza età creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani a Luca Marinelli nel film dei Manetti Bros, al cinema dal 16 dicembre.

16 Dicembre 2021

Le sorelle Angela e Luciana Giussani, formidabili fumatrici, erano due signore della buona borghesia che avevano quella discrezione milanese, quel non prendersi troppo sul serio tipico di Massimo Moratti: tutto un «ma sì, ma no guardi», «è un lavoro d’équipe», «non facciam niente di straordinario», sempre con una sigaretta fra le dita, e mentre lo ripetono in vecchie interviste si capisce benissimo che in realtà è vero tutto il contrario. Nate nel 1922 e nel 1928, abitavano sopra alla Stazione Nord di Piazzale Cadorna e vedevano dalla finestra i pendolari uscire in strada con dei libri di piccolo formato. Gli venne l’idea di fare un fumetto tascabile per adulti che raccontasse storie noir e che si potesse leggere in tempi brevi, per esempio durante gli spostamenti in treno. Così inventarono Diabolik, e non è certo qualcosa che si possa dire per tutte le giovani donne dell’epoca. Nel novembre del 1962 esce il primo numero, “Il re del terrore”, testi di Angela (che aveva fatto anche la modella, per un certo periodo) e disegni di Angelo Zarcone, figura mitologica che dopo aver incassato i soldi per il suo lavoro sparì nel nulla (le sorelle Giussani assoldarono per ritrovarlo anche il noto investigatore Tom Ponzi, nel 1982, senza risultati). Angela e Luciana idearono un marketing aggressivo; regalavano agli edicolanti un panettone perché mettessero Diabolik (anzi “il Diabolik”, come dicevano loro) più in evidenza. Il primo numero vendette ottomila copie, cifra oggi rispettabile ma all’epoca piuttosto miserabile. Dopo circa due anni Diabolik era già diventato un best seller, e oggi si avvicina al millesimo episodio della sua saga.

Diabolik, chi è costui? Va in giro con una coupé nera. Alcuni pensano che sia una Porsche, ma in realtà è una Jaguar E-Type. Dicono di lui le sue mamme: «Non ha età. Così, approssimativa, sarà sui trent’anni, l’età più bella». «È coltissimo, parla tutte le lingue. Ogni paese dove si trova, sa la lingua», «è ispirato da Robert Taylor: la forma della fronte, la bocca e il naso. Gli occhi sono un po’ più grandi, però grigi: come Robert Taylor». La sua anima gemella, come noto, è Eva Kant (sì, il nome è un omaggio al filosofo), si sono proprio trovati quei due. Fedelissimi, mai una scappatella. Lei è biondissima, con qualcosa di Grace Kelly, i capelli lunghi raccolti solitamente in uno chignon, spesso in dolcevita nero. Sono determinati, forti e indipendenti ma sono anche legati da una fragilità d’animo. Eva Kant non è stata riconosciuta dal padre, la madre è morta suicida, non si fida di nessuno e difende chi come lei è stato abbandonato – Diabolik viene trovato, secondo la leggenda (raccontata in “Diabolik, chi sei?”, albo del 1968), neonato una notte in tempesta su una scialuppa di salvataggio al largo di un’isola abitata da fuorilegge. Di fronte a Eva, Diabolik diventa dolce e romantico, non è più un freddo robot ruba-diamanti dallo sguardo di ghiaccio. L’ispettore Ginko è il loro nemico: insegue Diabolik da decenni, ma non lo prende mai.

Il teatro delle loro avventure è Clerville, città immaginaria. A Clerville ci sono 20 gioiellerie, 14 musei (qua è utile ricordare che Diabolik di mestiere fa il ladro), 4 o 5 carceri, 1 chiesa, 2 cinema, zero discoteche e nessuna farmacia. Le Giussani avevano pensato, nei primissimi numeri, di ambientare Diabolik in una simil Francia, poi si resero conto di due problemi: erano gli anni Sessanta, niente Internet, non era proprio facilissimo documentarsi su com’è fatta veramente una città (pare che in una delle prime sceneggiature di Luciana Giussani fosse prevista la Tour Eiffel e il disegnatore presentò una cosa che era molto simile a un traliccio dell’Enel). C’erano anche esigenze narrative: Diabolik deve spostarsi dalla città alla montagna, al lago e al mare in cinque minuti.

Oggi la vita è più facile, siamo nel futuro, Clerville è stata ricreata su set a Milano, Trieste, Bologna e Courmayeur e le avventure di Diabolik tornano al cinema – c’era già un film di Mario Bava, con sfumature psichedeliche, uscito nel 1967 e disponibile in versione integrale su YouTube – messe in scena dai Manetti Bros (ricordiamolo sempre, i registi del video di “Supercafone” del Piotta) con le interpretazioni di Luca Marinelli, l’ex Miss Italia Miriam Leone e Valerio Mastrandrea (un mio amico che ha lavorato con lui qualche mese fa mi ha confermato che è tutto vero: non mangia niente di bianco). Il film, primo capitolo di una trilogia, racconta dell’incontro fra Diabolik e Eva Kant con quello che ne consegue, in stile registico da b-movie, fra recitazioni rétro e assecondando una sceneggiatura fumettosa. Sembra senza dubbio una mossa commerciale saggia, se si va a controllare quanto incassano nel mondo i film tratti dai fumetti. Vedremo mai un Avengers italiano sul grande schermo con Diabolik, Dylan Dog e Rat-Man (magari interpretato da Frank Matano)? Speriamo di sì.

Diabolik è indiscutibilmente un mito, la sua influenza è traversale: è il soprannnome di un capo ultras della Lazio ucciso due anni fa con un colpo di pistola su una panchina al Parco degli Acquedotti a Roma ma ha anche ispirato il nome di serate discotecare notissime a metà anni Zero. Oggi l’idea che qualcosa in vendita a meno di tre euro in edicola possa essere rilevante per l’opinione pubblica sembra fantascienza, anche se c’è sempre la possibilità che una vignetta venga screenshottata fuori contesto e accusata di biechi crimini d’opinione da chi non ha mai letto un numero di Diabolik, generando hype deficiente per qualche ora. E allora non sarà perfetto ma godiamoci il nostro Diabolik (anzi “Diabbolik”, come lo pronuncia per più di due ore Valerio Mastrandrea). Arriveranno tempi più grigi e Amazon produrrà nel 2040, nella splendida cornice di Palazzo Grazioli, The Ferragnez 6 con Vittoria nel ruolo di sua madre e Leone nel ruolo di Justin Bieber, ma questa non è neanche la notizia peggiore: per quel giorno le sale cinematografiche si saranno estinte, rimpiazzate da temporary shop dove si vende bigiotteria disegnata da influencer.

Articoli Suggeriti
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie

Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.

Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza»

Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.

Leggi anche ↓
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie

Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.

Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza»

Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.

Robert Duvall è stato così grande proprio perché non gli importava nulla di essere il protagonista

La sua leggenda era fondata su due "piccole" e memorabili interpretazioni diventate storia del cinema. Ma Duvall, morto il 15 febbraio a 95 anni, è stato molto di più del comprimario perfetto, del consigliere del Padrino e dell'uomo che amava l'odore del napalm al mattino.

Il nuovo trend di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta

Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro

A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».

È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno

Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.