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16:29 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Diabolik, una storia italiana

Dall'eroe senza età creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani a Luca Marinelli nel film dei Manetti Bros, al cinema dal 16 dicembre.

16 Dicembre 2021

Le sorelle Angela e Luciana Giussani, formidabili fumatrici, erano due signore della buona borghesia che avevano quella discrezione milanese, quel non prendersi troppo sul serio tipico di Massimo Moratti: tutto un «ma sì, ma no guardi», «è un lavoro d’équipe», «non facciam niente di straordinario», sempre con una sigaretta fra le dita, e mentre lo ripetono in vecchie interviste si capisce benissimo che in realtà è vero tutto il contrario. Nate nel 1922 e nel 1928, abitavano sopra alla Stazione Nord di Piazzale Cadorna e vedevano dalla finestra i pendolari uscire in strada con dei libri di piccolo formato. Gli venne l’idea di fare un fumetto tascabile per adulti che raccontasse storie noir e che si potesse leggere in tempi brevi, per esempio durante gli spostamenti in treno. Così inventarono Diabolik, e non è certo qualcosa che si possa dire per tutte le giovani donne dell’epoca. Nel novembre del 1962 esce il primo numero, “Il re del terrore”, testi di Angela (che aveva fatto anche la modella, per un certo periodo) e disegni di Angelo Zarcone, figura mitologica che dopo aver incassato i soldi per il suo lavoro sparì nel nulla (le sorelle Giussani assoldarono per ritrovarlo anche il noto investigatore Tom Ponzi, nel 1982, senza risultati). Angela e Luciana idearono un marketing aggressivo; regalavano agli edicolanti un panettone perché mettessero Diabolik (anzi “il Diabolik”, come dicevano loro) più in evidenza. Il primo numero vendette ottomila copie, cifra oggi rispettabile ma all’epoca piuttosto miserabile. Dopo circa due anni Diabolik era già diventato un best seller, e oggi si avvicina al millesimo episodio della sua saga.

Diabolik, chi è costui? Va in giro con una coupé nera. Alcuni pensano che sia una Porsche, ma in realtà è una Jaguar E-Type. Dicono di lui le sue mamme: «Non ha età. Così, approssimativa, sarà sui trent’anni, l’età più bella». «È coltissimo, parla tutte le lingue. Ogni paese dove si trova, sa la lingua», «è ispirato da Robert Taylor: la forma della fronte, la bocca e il naso. Gli occhi sono un po’ più grandi, però grigi: come Robert Taylor». La sua anima gemella, come noto, è Eva Kant (sì, il nome è un omaggio al filosofo), si sono proprio trovati quei due. Fedelissimi, mai una scappatella. Lei è biondissima, con qualcosa di Grace Kelly, i capelli lunghi raccolti solitamente in uno chignon, spesso in dolcevita nero. Sono determinati, forti e indipendenti ma sono anche legati da una fragilità d’animo. Eva Kant non è stata riconosciuta dal padre, la madre è morta suicida, non si fida di nessuno e difende chi come lei è stato abbandonato – Diabolik viene trovato, secondo la leggenda (raccontata in “Diabolik, chi sei?”, albo del 1968), neonato una notte in tempesta su una scialuppa di salvataggio al largo di un’isola abitata da fuorilegge. Di fronte a Eva, Diabolik diventa dolce e romantico, non è più un freddo robot ruba-diamanti dallo sguardo di ghiaccio. L’ispettore Ginko è il loro nemico: insegue Diabolik da decenni, ma non lo prende mai.

Il teatro delle loro avventure è Clerville, città immaginaria. A Clerville ci sono 20 gioiellerie, 14 musei (qua è utile ricordare che Diabolik di mestiere fa il ladro), 4 o 5 carceri, 1 chiesa, 2 cinema, zero discoteche e nessuna farmacia. Le Giussani avevano pensato, nei primissimi numeri, di ambientare Diabolik in una simil Francia, poi si resero conto di due problemi: erano gli anni Sessanta, niente Internet, non era proprio facilissimo documentarsi su com’è fatta veramente una città (pare che in una delle prime sceneggiature di Luciana Giussani fosse prevista la Tour Eiffel e il disegnatore presentò una cosa che era molto simile a un traliccio dell’Enel). C’erano anche esigenze narrative: Diabolik deve spostarsi dalla città alla montagna, al lago e al mare in cinque minuti.

Oggi la vita è più facile, siamo nel futuro, Clerville è stata ricreata su set a Milano, Trieste, Bologna e Courmayeur e le avventure di Diabolik tornano al cinema – c’era già un film di Mario Bava, con sfumature psichedeliche, uscito nel 1967 e disponibile in versione integrale su YouTube – messe in scena dai Manetti Bros (ricordiamolo sempre, i registi del video di “Supercafone” del Piotta) con le interpretazioni di Luca Marinelli, l’ex Miss Italia Miriam Leone e Valerio Mastrandrea (un mio amico che ha lavorato con lui qualche mese fa mi ha confermato che è tutto vero: non mangia niente di bianco). Il film, primo capitolo di una trilogia, racconta dell’incontro fra Diabolik e Eva Kant con quello che ne consegue, in stile registico da b-movie, fra recitazioni rétro e assecondando una sceneggiatura fumettosa. Sembra senza dubbio una mossa commerciale saggia, se si va a controllare quanto incassano nel mondo i film tratti dai fumetti. Vedremo mai un Avengers italiano sul grande schermo con Diabolik, Dylan Dog e Rat-Man (magari interpretato da Frank Matano)? Speriamo di sì.

Diabolik è indiscutibilmente un mito, la sua influenza è traversale: è il soprannnome di un capo ultras della Lazio ucciso due anni fa con un colpo di pistola su una panchina al Parco degli Acquedotti a Roma ma ha anche ispirato il nome di serate discotecare notissime a metà anni Zero. Oggi l’idea che qualcosa in vendita a meno di tre euro in edicola possa essere rilevante per l’opinione pubblica sembra fantascienza, anche se c’è sempre la possibilità che una vignetta venga screenshottata fuori contesto e accusata di biechi crimini d’opinione da chi non ha mai letto un numero di Diabolik, generando hype deficiente per qualche ora. E allora non sarà perfetto ma godiamoci il nostro Diabolik (anzi “Diabbolik”, come lo pronuncia per più di due ore Valerio Mastrandrea). Arriveranno tempi più grigi e Amazon produrrà nel 2040, nella splendida cornice di Palazzo Grazioli, The Ferragnez 6 con Vittoria nel ruolo di sua madre e Leone nel ruolo di Justin Bieber, ma questa non è neanche la notizia peggiore: per quel giorno le sale cinematografiche si saranno estinte, rimpiazzate da temporary shop dove si vende bigiotteria disegnata da influencer.

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