Il 14 marzo di 30 anni fa usciva PK – Paperinik New Adventures. All'epoca, il nuovo Paperinik era talmente diverso dal resto del fumetto nostrano che in tanti faticarono a capirlo. Oggi, quelle storie sono ricordate con la nostalgia e l'affetto che si devono ai classici.
David Fincher vuole salvare Mindhunter trasformandola in una trilogia di film
Lo ha rivelato l'attore Holt McCallany, uno dei due protagonisti della serie. A suo dire, ci sarebbero degli sceneggiatori già al lavoro.
Non c’è evento, intervista o conferenza stampa in cui David Fincher non si ritrovi a rispondere alla fatidica domanda: si farà mai la terza stagione di Mindhunter? In quanto ideatore e regista di buona parte degli episodi di una delle migliori serie crime mai realizzate da Netflix, Fincher ha più volte spiegato che non dipende da lui. Nel tempo è emerso che lo scoglio sono gli altissimi costi di produzione della serie. Considerando la cura maniacale di Fincher per le ricostruzioni d’epoca, Mindhunter avrebbe un prezzo troppo alto, ragione per la quale Netflix non dà la luce verde a una terza stagione. Specie considerando che, parola del regista, Mindhunter «non l’ha vista nessuno».
Dopo aver più volte detto di aver archiviato il progetto, pare che l’insistenza dei pochi ma accaniti spettatori abbia sortito i suoi effetti. In un’intervista a ScreenRant, l’attore protagonista della serie Holt McCallany (il detective Bill Tench) ha rivelato che Fincher starebbe valutando una trilogia di film da due ore ciascuno per portare Mindhunter sul grande schermo: «Ho incontrato David Fincher nel suo ufficio qualche mese fa, e mi ha detto che c’è la possibilità che possa tornare sotto forma di tre film da due ore. So che ci sono degli sceneggiatori al lavoro, ma, sai, David dev’essere soddisfatto delle sceneggiature».
Il 14 marzo di 30 anni fa usciva PK – Paperinik New Adventures. All'epoca, il nuovo Paperinik era talmente diverso dal resto del fumetto nostrano che in tanti faticarono a capirlo. Oggi, quelle storie sono ricordate con la nostalgia e l'affetto che si devono ai classici.
Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Il film di Kleber Mendonça Filho, che ha già trionfato a Cannes e ai Golden Globe, è candidato a quattro Oscar. Ma al di là dei premi, merita di essere visto per il modo in cui tratta uno dei temi più delicati e fondamentali che ci siano: la memoria storica.