È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima
A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Continua a far parlare di sé, Dario Vitale, anche dopo aver abbandonato il ruolo di direttore creativo di Versace, e lo fa con la campagna dedicata alla stagione primavera-estate 2025, l’unica da lui disegnata, che ha causato grandi dibattiti anche al di fuori del solito circolo degli addetti ai lavori (ne avevamo parlato qui).
Nominato a marzo dello scorso anno per poi lasciare a inizio dicembre, pochi giorni dopo la finalizzazione dell’acquisizione del brand da parte del Gruppo Prada, Vitale figura però come direttore creativo del progetto fotografico, scattato da tre diversi sguardi. Uno è quello del notorio Steven Meisel, che in più di 30 anni di carriera ha firmato infinite copertine di Vogue Italia e campagne pubblicitarie passate alla storia, tra le quali molte di Versace; c’è poi l’artista messicana Tania Franco Klein, nota per le sue composizioni dai colori saturi, con un certo gusto per il voyeurismo. Infine, a completare il trittico, c’è Frank Lebon, artista multi-disciplinare classe 1993.
L’approccio all’immagine rimane lo stesso di settembre, quando la maison aveva collaborato, attraverso il progetto Versace Embodied, con artisti diversi, nel tentativo di utilizzare diversi alfabeti stilistici per poi esprimersi nella stessa lingua comune, quella di Versace. Una lingua che, in questa occasione, include il glamour rappresentato da Meisel, l’intimità “allo stato grezzo” di Lebon e l’attitudine cinematografica di Franco Klein.
A risaltare sono però le immagini di Meisel, che sono un chiaro riferimento a una passata campagna del brand: i corpi dei modelli, ripresi dall’alto mentre sono stesi, gli uni accanto agli altri, ricordano una foto di più di 40 anni fa. Era il 1982 quando Richard Avedon scattava una composizione molto simile, nella quale figuravano top model come Gia Carangi e Jerry Hall. Un riferimento colto dai social, ma non esplicitato espressamente dal brand, che ha invece parlato del desiderio di raffigurare la comunità della maison, e la sua inclinazione verso una sessualità priva di compromessi,